Pubblichiamo la "querelle" tra IDV e Isidoro Gottardo
apparsa sul quotidiano Messaggero Veneto.
PRIVILEGIO DA ABOLIRE - 27-02-10, 01Prima Pagina
Promuovere il referendum per l’abrogazione dell’assegno vitalizio e dell’indennità di fine mandato o di fine carica dei consiglieri e degli assessori regionali in Fvg è un’iniziativa opportuna e ritengo che Idv debba sostenerla, aiutando il comitato referendario nella gravosa organizzazione della raccolta delle 30.000 firme necessarie. Presto si inizierà la nuova campagna referendaria e Idv, dopo il successo riscontrato sul lodo Alfano, promuoverà in primavera un’iniziativa per l’abrogazione della legge sulla privatizzazione delle acque. Quello delle acque è un tema sensibile, che investe anche la politica regionale, nella quale proprio ieri si è levata la protesta dei 30.000 pescatori sportivi regionali. La campagna referendaria comprende anche un’iniziativa contro la legge che ha reintrodotto la politica del nucleare in Italia in barba all’esito plebiscitario (80,6%) dei ben tre referendum popolari dell’8 e del 9 novembre del 1987 che l’avevano rifiutata. L’Italia dei valori in Friuli Venezia Giulia ben potrà , ritengo, intraprendere assieme a queste delle altre azioni politiche e legislative in regione, organizzando i banchetti nelle piazze e affiancandosi al comitato coordinato dal collega avvocato Gianni Ortis (a cui si sono associati i miei concittadini e consiglieri comunali di Cividale Andrea Martinis e Paolo Moratti). L’obiezione di chi osserva che i vitalizi e le indennità di reinserimento sono riconosciuti anche nelle altre Regioni e in Parlamento e che quindi non sarebbe il caso di discriminare i politici locali dagli altri non mi pare una buona ragione per giustificare l’ignavia e un’indolente inerzia: siamo o no la terra di “salts, onests e lavoradorsâ€, come recita l’antico motto? È meritorio, semmai, che proprio dal Friuli, risorto con il lavoro della sua galassia di micro e piccole imprese e dal pragmatismo operoso del dopo-terremoto, si elevi un percorso civico e politico teso ad attenuare il gap sempre più ampio tra la società civile e il potere. Può essere, cioè, un’esperienza pilota che scuota dal torpore anche la politica nazionale: a parole e soprattutto alle scadenze elettorali sono tanti i leader disposti a sopportare tali sacrifici ma, nei fatti, la politica si dimostra poi sempre riluttante ad affrontare e a varare riforme su questo settore; semmai, quando poi lo fa, tradisce obiettivi esattamente antitetici, come dimostrano l’odierna discussione sul ripristino delle immunità parlamentari e il varo di continue leggi ad personam per sottrarre i più alti rappresentanti del popolo all’obbligo del rispetto delle leggi, anche penali, che solo il comune cittadino sembra dover rispettare! Noi dell’Idv vogliamo dare una testimonianza di impegno civico e politico ben diverso e auspichiamo che che dal Fvg si mobiliti una riflessione sull’anacronistica superfetazione dei privilegi della classe politica. L’auspicabile cancellazione di questi istituti non avrà certo effetti taumaturgici sul debito pubblico nazionale che, con l’attuale governo di centro-destra, ha battuto il record del deficit con 1.800 miliardi di euro, ma l’assegno vitalizio e l’indennità di fine mandato hanno comunque una loro incidenza economica sui bilanci pubblici: nel solo bilancio di previsione regionale per il 2010, 8 milioni di euro sono riservati ai vitalizi e 460.000 euro alle indennità di reinserimento, a fronte di contribuzioni degli interessati pari a meno di 1/7 della spesa. La discussione sul punto che si tratti di una retribuzione differita o di una prestazione previdenziale o assicurativa rischia di sviarci dal problema: l’esperienza quotidiana di tutte le altre categorie di lavoratori o di pensionati evidenzia, soprattutto nell’attuale crisi, che queste prebende garantite dalla politica ai politici non sono sorrette da alcuna logica economica, ma si alimentano in modo parassitario col profluvio fiscale dei cittadini. L’appello a rinunciare ai vitalizi dell’arcivescovo di Torino, il cardinale Poletto, e l’amplificazione che ha avuto tale messaggio sul cupolone di San Pietro danno il segno che la misura è colma. Carlo Monai - deputato Italia dei valori
Uno dei motivi di questa distanza tra cittadini e classe politica è dovuta a molte leggi e leggine che negli ultimi 20 anni sono state approvate per consentire alla classe politica di beneficiare di vantaggi che sono percepiti sempre di più come ingiustificabili privilegi. Uno dei più inaccettabili è il trattamento vitalizio dei consiglieri regionali e dei parlamentari che risulta particolarmente odioso a chi percepisce una pensione che gli consente a malapena di sopravvivere o di chi sa già oggi che percepirà meno del 50% del proprio stipendio al momento di essere collocato a riposo.
Per spezzare queste logiche, che sono uno dei mali più gravosi che attanagliano la nostra società , Italia dei Valori- Friuli Venezia Giulia ha deciso di aderire alla raccolta firme che è stata promossa in questi giorni per abolire alcuni di questi privilegi come l’indennità di fine mandato e il trattamento pensionistico dopo due anni e mezzo di mandato già promossa dal comitato referendario.
Paolo Bassi - Coordinatore Regionale IDV FVG - cell. 3486189075
Paolo BASSI - In Regione no a deroghe "ad Partitium"
Il dibattito che si è aperto in consiglio regionale per modificare il regolamento regionale pone alcune questioni di opportunità e di correttezza istituzionale:
Nella scorsa legislatura è stata licenziata la legge che è tuttora in vigore e che consente ad Italia dei Valori di costituire un proprio gruppo consiliare oggi esistente.
Il movimento dei Cittadini che inizialmente aveva trovato accoglienza da parte di IdV per fare gruppo insieme sta invece chiedendo una deroga ed una modifica della legge vigente. Deroga e modifica che vanno in netta contrapposizione a quanto gli stessi Cittadini avevano propugnato la scorsa legislatura.
Il problema di opportunità che si pone è il fatto che dare la possibilità ad i Cittadini di costituire un proprio gruppo appesantirebbe le spese del consiglio, togliendo risorse a quegli investimenti che in un momento di crisi sono indispensabili per poter dare incentivi al lavoro, alle piccole e medie imprese, nelle tutele a chi perde o rischia di perdere il lavoro, finanziando anche i contratti di solidarietà aumentando le tutele di un welfare inadeguato.
Il problema istituzionale riguarda il fatto che si sta cercando con la proposta che arriverà in consiglio la prossima settimana di modificare le regole in corsa, ovvero a metà legislatura si modifica un regolamento per venire incontro ad una singola forza politica che non accetta la legislazione che essa stessa ha votato. Facendo ciò si cerca di equiparare Italia dei Valori che nel rispetto dell’attuale legislazione può conformemente avere un proprio gruppo consiliare e chi oggi invece chiede una deroga non ad personam bensì “ad partitumâ€.
Italia dei Valori è contraria a modificare in qualunque senso l’attuale regolamento, sia per questioni di opportunità che di correttezza istituzionale, siamo invece disponibili a modificare dalla prossima legislatura il regolamento nel senso di una diminuzione delle spese e non certo di un loro aggravio.
Paolo Bassi - Coordinatore regionale IDV FVG - cell. 3486189075
ho qui con me la prima pagina del Messaggero Veneto del 7 maggio 1976, dedicata al “catastrofico terremoto in Friuli†che la notte precedente rase al suolo molte cittadine della mia terra, seminando morte e distruzione.
Nei titoli si evoca la “generosa opera di soccorso per estrarre le vittime dalle macerieâ€, illustrata da una foto che ha immortalato l’opera congiunta di alpini, di vigili del fuoco e di semplici cittadini intenti a scavare tra i detriti in cerca dei feriti…. Da questa esperienza nacque presto il volontariato regionale di Protezione civile del Friuli Venezia Giulia .
La voglia di fare, “di dare una mano “ di migliaia di persone ha permesso di mettere in moto quella “macchina†della solidarietà , su cui si è fondato tutto l’impegno per promuovere la ricostruzione del Friuli, oggi portata a modello e, in qualche timida parte, emulata da questo provvedimento che affida al Presidente della Regione Abruzzo e, in subordine, ai Sindaci, il ruolo di Commissario di Governo per proseguire nella faticosa opera di ripresa della normalità .
Spesso le tragedie dimostrano l'importanza dell’apporto di persone che volontariamente e gratuitamente si mettono al servizio degli altri in momenti di emergenza; il ruolo cruciale svolto dal volontariato in queste situazioni ha spinto la nostra Regione a valorizzare questa forza, al servizio della tutela dell’incolumità pubblica, pensando ad un volontariato di protezione civile non più improvvisato sulla base di spinte emozionali, ma strutturato ed inserito in un Sistema regionale integrato di protezione civile costituito da soggetti ben definiti e soprattutto abituati a collaborare non solo in emergenza, ma anche nella quotidianità .
Nella mia Regione nacque, così, la prima legge in Italia che organizzasse delle strutture di protezione civile.
Sei anni più tardi il Parlamento istituì la Protezione Civile nazionale con la legge n.225 del 24 febbraio 1992: servizio che fa capo al Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale provvede al coordinamento e la promozione della Protezione Civile e delle sue molteplici attività attraverso il Dipartimento della Protezione Civile.
La peculiarità dell’esperienza italiana della Protezione Civile rispetto agli apparati omologhi degli altri Paesi europei sta nel fatto che il suo apparato comprende tutta l’organizzazione statale, dalle amministrazioni ai ministeri, dalle Regioni e dalle Province fino al più piccolo dei piccoli Comuni e delle Amministrazioni locali. Non solo, ma la cittadinanza stessa è in prima linea tra le file della Protezione Civile attraverso l’arruolamento cospicuo di volontari che costituiscono da soli qualcosa come il 50% degli effettivi a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile. Questa struttura garantisce la presenza costante di risorse umane, di mezzi, infrastrutture e soprattutto capacità di intervento della Protezione Civile su tutto il territorio italiano contro i possibili rischi correlati alla variegata e fragile morfologia del territorio della penisola e delle isole: un unicum a livello europeo!
Il risultato di questa organizzazione flessibile garantisce tempi di risposta brevissimi in caso di calamità , come abbiamo visto anche in Abruzzo e di recente in Sicilia o in Calabria, ma soprattutto assicura un controllo e un lavoro di prevenzione costante, contribuendo a ridurre l’impatto delle catastrofi, di qualunque natura esse siano.
La presenza ben distribuita sul territorio dei Sindaci, fa si che i Comuni siano le terminazioni capillari della Protezione Civile, che può fronteggiare i disastri facendo affidamento sui piani predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile e che può organizzare le risorse per affrontare meglio i pericoli. Dal canto suo, il Servizio Nazionale di Protezione Civile può valutare così l’entità dei danni e attivare una catena che fa perno sui livelli provinciali, regionali e finanche statali in caso di eventi catastrofici di portata più grave, generando una linea di comando che identifica responsabilità e poteri delle autorità di volta in volta coinvolte, garantendo tempestività nell’intervento.
Una menzione a parte meritano i Volontari della Protezione Civile che costituiscono, nelle situazioni in cui si verificano calamità , oltre la metà degli effettivi che intervengono sul teatro delle operazioni. Dal lontano 1966, in cui normali cittadini, in un impeto spontaneo di generosità , aiutarono a salvare Firenze dal fango che rischiava di sommergerla, si è creato un progetto che vede nell’associazionismo il suo fulcro. La Protezione Civile ha organizzato i volontari su base regionale, e oggi può vantare oltre un milione e duecentomila membri, pronti ad intervenire e addestrati a fronteggiare qualunque evenienza.
Con questo decreto legge il Governo snatura la protezione civile e la sfrutta per finalità ben diverse: non più soltanto un rimedio strumentale per l’emergenza contro le calamità naturali, ma una sorta di agenzia d’affari per grandi opere o grandi eventi, in cui far confluire fiumi di denaro nell’opacità dei controlli e in una sorta di zona grigia dove si impedisce alla Corte dei Conti di vigilare preventivamente, in cui le leggi di settore diventano un optional derogabile e dove si procede con ordinanze e commissari.
Volevate fare della Protezione Civile una società per azioni! Qualcosa che, per sua definizione (si vedano gli art. 2325 e segg. c.c.), persegue profitti e distribuisce utili… Esattamente il contrario di ciò che anima il volontariato che innerva questa meritoria istituzione!
Su questa idea della società per azioni avete fatto marcia indietro solo dopo le nostre vibrate proteste e la provvidenziale inchiesta – se mai possa essere così aggettivata un’indagine penale che denuda le insidie gelatinose di un modello così virtuoso - dei giudici fiorentini che hanno svelato cosa si possa annidare dietro ai giganteschi interessi economici legati al soccorso delle popolazioni colpite dalla natura o, con minor scandalo etico ma identica illiceità penale e amministrativa, collegati alla realizzazione di eventi sportivi come i Mondiali di Nuoto o di convention internazionali come il G8…
“Che ci sia una categoria di persone pagata con i soldi dei contribuenti che si esercita a perseguitare con processi sempre e comunque infondati è un male italiano che mi sento di denunciare"…Così è sbottato il Premier!
Eppure le trascrizioni e i riscontri emersi dall’ordinanza del GIP di Firenze, Rosario LUPO, ci dicono che il solo Balducci ricavò dagli appalti addomesticati: il personale di servizio e la fornitura di mobili (un divano e due poltrone) nella sua proprietà di Montepulciano; l’uso di autovettura Bmw serie 5; due utenze cellulari; la messa a disposizione a favore della moglie di una Fiat 500; l’esecuzione di lavori di manutenzione e di riparazione dei suoi immobili di Roma e di Montepulciano; l’assunzione del figlio Filippo Balducci e la messa a disposizione dello stesso di un’autovettura Bmw del valore di 71mila euro e, già che c’era, i lavori di ristrutturazione per l'appartamento dello stesso figlio in via Latina a Roma con la fornitura di materiali di arredo in legno e tessuti; i viaggi a bordo di aerei privati; i numerosi soggiorni su sua richiesta all'hotel Pellicano di Porto Santo Stefano e altro ancora….
Sui media televisivi, però, si è sviata l’attenzione da queste profittose convenienze alle escort e alle pruderie sessuali, centrando le notizie sull’interpretazione di ambigue intercettazioni a carico di Bertolaso: è come se le TV ci invitassero a guardare il dito mentre questo indica la luna…. ma forse pensano che i telespettatori siano tutti degli stolti?
Vero è che, a bocce ferme, l’atteggiamento del Governo non è sostanzialmente cambiato: in questa brutta legge di conversione si è tolta la SPA ma si lasciano gli scudi giudiziari …alla Lodo Alfano, si cancella il controllo preventivo della Corte dei Conti, e ci si accaparra la gestione… “no law†dei grandi eventi; poi, dietro l’angolo, spunta il rimedio sovrano: è di oggi la notizia che il Premier abbia preteso dai suoi sodali di accelerare al Senato l’approvazione della legge contro le intercettazioni telefoniche: i magistrati e le forze di polizia giudiziaria non potranno più, così, investigare sulle tentacolari infiltrazioni di quelle frange di imprenditoria e di politica corrotte.
Sull’altare… o meglio dire sull’altarino… della “politica del fare†si sacrificano i controlli sulla spesa pubblica al punto da far passare l’idea che il malaffare possa essere anche accettato come una sorta di male minore rispetto ai roboanti risultati di celerità delle realizzazioni…
La “politica del fareâ€â€¦. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco! Alla Maddalena la Protezione Civile ha speso in pochi mesi 327 milioni di euro in appalti per il G8 fantasma: oggi l’isola è rimasta lì a chiedere al Governo di far risorgere il suo sogno, mentre è costretta, lei come tutti noi italiani, a languire nel degrado e nell’abbandono di questi manufatti… la sola bonifica dell'ex Arsenale militare è costata 30 milioni di euro, cioè oltre 58 miliardi di lire!: doveva diventare un albergo di lusso – o meglio, visto quanto è costata, la residenza di Re Mida – ma dall’estate scorsa ad oggi è lì che già perde i pezzi!
I soldi dei contribuenti – sempre meno, per la verità , quelli destinati alla Giustizia – secondo il Cavaliere non dovrebbero più essere sperperati per gli stipendi dei magistrati che indagano sulla corruzione: molto meglio che i soldi pubblici siano destinati a garantire affari d’oro per gli appaltatori amici, tanto poi in un modo o nell’altro questi ricambiano per bene i favori ricevuti…
E già che ci siamo, facciamo anche del “piano carceri†un business con appalti in deroga e la secretazione delle procedure… Ma cosa c’entrano le carceri con i terremoti e le alluvioni? Ecco cosa fa questo provvedimento: equipara l’emergenza all’urgenza, con un condono indulgente all’inefficienza del Governo: se non siamo in grado di programmare investimenti sui grandi eventi, di solito annunciati con anni e anni di anticipio, o se non siamo in grado di programmare l’ammodernamento delle strutture carcerarie, obsolete e inadeguate da decenni, trasformiamo una pecca per tutti (l’incuria della P.A.) in una risorsa per alcuni (per il Commissario di turno e i fortunati imprenditori a lui collegati).
Altra singolare deroga al sistema della P.A. è la commistione tra il ruolo politico – che è tipica attribuzione di un Sottosegretario di Stato - con quello amministrativo - qual è quello del Capo Dipartimento della Protezione Civile: chi controlla se il controllore è anche il controllato?
Quanto agli espropri e ai diritti dei cittadini che saranno attinti dalle ordinanze commissariali, Voi negate loro persino la possibilità di agire in giudizio: siamo tornati sudditi!
Nel Regno d’Italia il Parlamento dello Statuto Albertino varò una legge, che è ancora oggi un caposaldo del diritto amministrativo: la Legge n. 2248 del 20 marzo 1865 SUL CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO, che dava al cittadino leso dall’abuso della pubblica autorità un Giudice in grado di tutelarne gli interessi, oggi - O tempora!... - il Parlamento della Repubblica democratica italiana inserisce una ulteriore deroga pericolosa al principio di legalità , sospendendo il sistema di controlli e di bilanciamento degli interessi tra lo Stato e il cittadino.
Attenzione, però: nel Paese emerge un deciso aumento delle denunce per fatti di corruzione e concussione accertati, con un incremento tra il 2008 e il 2009 rispettivamente del 229% e del 153%! Questo non lo dico io: è la denuncia del procuratore generale della Corte dei Conti, dr.Mario Ristuccia, espressa in occasione del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2010.
Noi dell’IDV vi diciamo di NO… e NO vi dicono anche i cittadini onesti i le migliaia di volontari della protezione civile che si sentono disorientati e sbigottiti dal fango che, questa volta, non è il rigurgito rovinoso di una delle tante frane del dissesto idrogeologico italiano contro il quale i volontari si sono gettati, ma è quello virtuale e ben più vischioso, che rischia di sommergere l’istituzione della Protezione Civile, tra le più prestigiose e stimate del nostro Paese. E voi della maggioranza neppure restate a guardare, ma vi chiudete gli occhi e vorreste che li chiudessimo tutti… Noi li terremo bene aperti!
Il I° Congresso Nazionale di Italia dei Valori che si è concluso con l’acclamazione di Antonio Di Pietro a Presidente, è stata l’occasione per ribadire la volontà di Italia dei Valori di costruire una Alternativa di Governo del nostro paese che parta dalla condivisione dei temi politici che ci differenziano in modo sostanziale dalle destre, consapevoli come siamo che da sola Italia dei Valori non può rappresentare una alternativa di governo, ma che al contempo non è possibile pensare ad un governo dell’Italia nonchè di regioni ed amministrazioni locali senza tenere conto del valore etico  che il nostro partito è in grado di dare all’alleanza – afferma Paolo Bassi coordinatore regionale IdV -.
La mozione che ha rappresentato il contributo politico che il Friuli Venezia Giulia ha portato in congresso conteneva infatti elementi come la tutela dell’infanzia, della famiglia in ogni sua forma, dei milioni di disoccupati, dei cassintegrati, dei precari, la salvaguardia del potere di acquisto dei salari e delle pensioni, l’aiuto alle piccole e alle microimprese che soprattutto nel nordest sono il tessuto connettivo di un’economia virtuosa che ha garantito sviluppo e benessere e che adesso è in ginocchio.
Una riforma della sanità che impedisca i conflitti di interesse tra pubblico e privato ed una gratificazione del reale merito, che consenta una tensione al fine ultimo ovvero la tutela del malato.
Una politica della sicurezza che si eserciti nel lavoro di prevenzione delle calamità e che entri nella cultura dei pubblici amministratori e dei cittadini che hanno il diritto di vivere in sicurezza nelle proprie città .
Italia dei Valori proponendosi come partito di governo non rinuncia alle battaglie in difesa dei cittadini e dei diritti spesso ignorati o vilipesi da chi oggi governa, ed è per questo che siamo già pronti a scendere in piazza nelle prossime settimane per raccogliere le firme referendarie per dire due NO importanti alla politica di questo governo, il NO al nucleare e NO alla privatizzazione dell’acqua, per l’acqua è di tutti e non deve divenire una occasione di speculazione per pochi.Â
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Secondo me – termina Paolo Bassi – Italia dei Valori- esce dal suo I congresso Nazionale, forte come non mai. I cittadini devono sapere che è necessario dire basta a questa esperienza di governo se si desidera che questo paese abbia ancora un futuro e che Italia dei Valori rappresenta la vera antitesi in termini etici e di proposta politica a ciò che questo governo sta attuando. L’esperienza del governo Berlusconi è oramai agli sgoccioli seppellita da decine di leggi ad personam, Italia dei Valori è pronta a prendere il testimone per risollevare il nostro paese dalle macerie in cui l’ignavia di questo governo ci ha fatto precipitare.
Giovani Italia dei Valori: ricomincia il nostro viaggio
Ieri, a margine del Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori, è stato proclamato eletto Coordinatore Nazionale Giovani Rudi Russo, 26 anni, di Prato.
Con una maggioranza di 228 voti, Il neo-coordinatore ha vinto il confronto con le altre due candidate: Paola Calorenne (28, Responsabile Giovani per il Congresso - 97 voti) e Adele Conte (28, giovane iscritta laziale – 167 voti).
L’elezione di Rudi ha un significato ben preciso: è la vittoria di una mozione che nasce da un lavoro comune, da un percorso condiviso dalla maggioranza dei Giovani aderenti al nostro partito in tutto il paese.
E’ la vittoria della base, che ha lavorato unita prima ad un progetto, poi nel sostenere un candidato scelto come portatore di queste istanze diffuse.
Il Friuli Venezia Giulia ha sostenuto Rudi contribuendo attivamente al programma e partecipando agli appuntamenti in giro per l’italia degli scorsi mesi: da Vasto a Napoli, da Roma a Bruxelles, per realizzare quel percorso unitario che deve riguardare tutti i giovani, non solo alcune figure trainanti.
In quelle occasioni abbiamo avuto modo di conoscere questo ragazzo di Prato, umile nei modi, attento al pensiero altrui, deciso a dare una storia a quello che fa: abbiamo scommesso su di lui, e – il risultato ce l’ha confermato – sappiamo di non avere sbagliato.
A Rudi Russo, che si è preso in carico nostre speranze e richieste, i migliori auguri del Dipartimento Giovani del Friuli Venezia Giulia.
ITALIA DEI VALORI A FAVORE DELL’INTERRAMENTO DELL’ELETTRODOTTO REDIPUGLIA- UDINE OVEST. AGNOLA: «INQUIETANTI ELEMENTI LEGATI ALLA POTENZA DELL’IMPIANTO» Il gruppo dei dipietristi presentò un’interpellanza alla Giunta già un anno fa.
«E’ assolutamente necessario che siano prese tutte le misure per tutelare al meglio la salute dei cittadini, anche se questo dovesse comportare un aumento dei costi». Il riferimento è alla posizione presa dalla società Terna Spa, che tramite comunicato stampa aveva sostenuto che l’interramento dell’elettrodotto sarebbe stato troppo costoso».
«Un’opera – spiega Agnola, riferendosi al tracciato per via aerea - che ha alti livelli di impatto ambientale e di disturbo del territorio che danneggerebbero pericolosamente un’area di forte vocazione turistica, caratterizzata dalla presenza di siti, insediamenti e monumenti di rilevante importanza. L’impressionante ingombro dei tralicci del tracciato per via aerea sarebbe tale da sovrastare di gran lunga ogni manufatto, rilievo morfologico o coltre arborea e quindi sarebbe visibile a perdita d’occhio, da chilometri di distanza. Ci sono inoltre inquietanti elementi legati alla potenza di questo tipo di impianto, e sugli effetti sulla salubrità dei residenti e le conseguenze per le sottostanti e circostanti piantagioni e attività zootecniche».
La commemorazione di Bettino Craxi che sta avvenendo in questi giorni sta accadendo, come oramai spesso in Italia, con una continua mistificazione della realtà .
E’ evidente che la riabilitazione di Craxi è funzionale, all’attuale premier, per avvalorare le tesi di cospirazione di cui si dice vittima.
Il problema è sempre lo stesso, quando magistrati scrupolosi e tenaci indagando scoprono che a rubare sono i potenti, prima o poi i potenti tentano di ribaltare la realtà a proprio favore. Ci provò Craxi nei primi anni ’90, ci prova Berlusconi oggi con maggiore successo, grazie al monopolio dell’informazione.
Cercare di sminuire le enormi responsabilità morali oltre che penali, che gravano sulla memoria di Bettino Craxi, è l’ennesima mistificazione di cui un sistema dell’informazione deviato ci ha oramai abituato ma a cui noi di Italia dei Valori non intendiamo sottometterci. Siccome crediamo che l’Etica in politica deve tornare ad essere un Valore riteniamo che intitolare strade a Craxi mistifichi la memoria storica di un popolo che non merita di avere ladri, truffatori, evasori fiscali che la governano e che poi ne sono glorificati.
Paolo Bassi
Coordinatore Regionale Italia dei Valori - FVG
A noi dell’IdV invece, mal ci sopportate. Tutti i giorni ci trattate come appestati, utili solo per motivi elettorali e poi da criminalizzare e denigrare con la stessa foga e supponenza dei vari Bondi, Cicchitto e prezzemolino Capezzone del PdL.
L’ultima goccia (che, se non ritrattata, rischia di rompere il vaso) è l’attacco che ci ha rivolto ieri il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Mi ero permesso di avvertire gli elettori del mio partito (attraverso il mio blog personale) del rischio che la democrazia corre nell’affidarsi all’attuale maggioranza di centrodestra per fare le riforme e citavo come esempio il maldestro tentativo di un Ministro in carica (Brunetta) di voler modificare, proprio in nome delle riforme, anche l’art. 1 della Costituzione (quello che garantisce il “diritto al lavoroâ€: come a dire che, siccome nel nostro Paese non si trova lavoro tanto vale abrogarlo dalla Costituzione).
Per dare maggiore spessore al mio grido di allarme ho anche segnalato che quelli del PdL stanno strumentalizzando le giuste parole del Capo dello Stato – ripeto, giuste come ho già avuto modo di chiarire sin dal primo momento – per creare un clima di “complicità posticcia†fra maggioranza e opposizione. Il PdL, ribadisco, parla di riforme ma non pensa a quelle che servono al paese e agli italiani bensì solo a quelle utili per uso personale (di Berlusconi, in testa, ma non solo).
Ho anche aggiunto – è vero e lo ripeto anche ora – che le parole dette a fin di bene dal Presidente Napolitano “forse sono state un po’ incaute, considerati gli interlocutoriâ€. Esattamente così ho detto e non vedo proprio cosa ci sia di così offensivo nei confronti del Presidente della Repubblica in questa mia presa di posizione. Non ho criticato Napolitano come persona e nemmeno il suo discorso di buon senso (che anzi ho apprezzato) ma ho solo fatto rilevare come purtroppo questa maggioranza ora ne approfitterà per strumentalizzare - come sempre ha fatto finora – le aperture di credito del Presidente della Repubblica nei confronti del Governo Berlusconi. Solo per questa ragione oggettiva ho definito “forse incaute†(nel senso di speranze azzardate e mal riposte) le parole del Capo dello Stato. In un paese democratico non vedo proprio cosa ci sia di eversivo nell’esprimere le proprie idee, a meno che non si voglia sostenere che nel nostro Paese alle forze di opposizione non sia nemmeno più possibile parlare (manco fossimo in Iran!).
Soprattutto noi dell’IdV non possiamo più aspettare il tuo silenzio, rispetto alle mille richieste che ti vengono da più parti circa il ruolo e la costruzione della coalizione del centrosinistra che hai in mente. E’ una coalizione che vuoi realizzare o no anche con Italia dei Valori? O pensi che siamo buoni solo in occasione delle varie elezioni per poi continuare a trattarci come appestati? Davvero anche tu pensi che il tipo di opposizione che fa l’IdV al Governo – opposizione che noi intendiamo continuare a fare con parole chiare e in modo determinato e inequivocabile – aiuti Berlusconi? Se è così, ebbene sappi che noi dell’IdV siamo invece convinti che siano le continue accondiscendenze e i continui tentennamenti del vostro modo di fare opposizione (da signorini primi della classe che solo loro capiscono tutto) a creare sconcerto e incertezze nell’elettorato.
Luigi, non cadere anche tu nella provocazione di chi vuole dividere l’opposizione per continuare a imperare e soprattutto non cadere nel tranello di chi ti invita al tavolo del dialogo e poi - dopo che tu gli hai dato la mano - ti frega il braccio utilizzando quel tavolo solo per farsi i cavoli propri. Non prestare il fianco - almeno tu che sei una persona concreta e con i piedi per terra – ai tanti soloni del tuo partito che ti invitano a duellare con Berlusconi con un fiore in mano quando quello usa la scimitarra. E ricordati che non è attaccando l’Italia dei Valori che sconfiggi Berlusconi ma solo alleandoti seriamente e strutturalmente con chi sta dalla parte dei cittadini ed in difesa della Costituzione che puoi sperare di farcela.
Dopo – ma solo dopo che hai deciso cosa fare - fatti risentire che parliamo di elezioni regionali.
Dai giovani IDV un chiaro NO alle strumentalizzazioni
I Giovani dell’Italia dei Valori del Friuli Venezia Giulia esprimono stupore per i proclami resi noti sui più importanti mezzi di comunicazione nel corso della settimana appena trascorsa.
Oltre alla strumentalizzazione delle parole di Antonio Di Pietro, volutamente decontestualizzate al fine di creare un’immagine facinorosa non solo del presidente del partito, ma anche di tutti i suoi iscritti, ci ha colpito con particolare violenza la proposta dei giovani del Popolo della Libertà di Treviso, relativa all’abolizione delle associazioni e dei partiti politici considerati eversivi, tra cui l’Italia dei Valori.
Le polemiche della maggioranza si risolvono in questo caso in atti terroristici contro le libertà associative: si prende a pretesto il gesto di un folle per fermare la libertà di critica, accusata di ispirare soltanto violenza.
Invita a riflettere il fatto che una parte delle generazioni future ritenga lecita una misura così estrema, asserendo perfino che tali associazioni “eversive†non abbiano finalità diverse dall’attacco incondizionato a Berlusconi.
In questo caso riteniamo che l’ignoranza, oltre che giuridica e costituzionale, sia proprio connessa all’attività politica di certi signori del PDL, che preferiscono la violenza mediatica a proposte serie e più articolate. Con la faccia tosta di addossarci colpe, come la paternità di questo clima infuocato, che solo la prepotenza di questo governo ha contribuito a sviluppare.
Nonostante la sua breve esperienza, l’Italia dei Valori ha strutturato un programma politico ben preciso, tradotto in scelte di welfare, economia, ambiente, famiglia, sanità , giustizia.
Il nostro movimento giovanile è impegnato sugli importanti fronti del diritto allo studio, degli sgravi ai giovani imprenditori e dell’accesso alla politica; non ultimo la formazione, che abbiamo sviluppato dal 9 all’11 dicembre con una Winter School al Parlamento Europeo di Bruxelles, organizzata dal nostro partito per aggiornare i giovani sulle politiche europee e internazionali.
Sono temi che stanno a cuore a tutti i cittadini, di oggi e di domani.
Possiamo dire, dopo i recenti deliri di questi giorni, che la nostra politica del fare avrà risultati migliori di chi cerca di nascondere i propri fallimenti politici dietro un muro di accuse immotivate.
Piero Diacoli
Coordinatore Regionale Giovani Italia dei Valori FVG
Quanto emerso dal tavolo tecnico sulla sicurezza del rigassificatore di Zaule evidenzia gravi lacune nella presentazione del progetto. Tali lacune se il Ministero dell’Ambiente avesse ottemperato ad i propri doveri sarebbero emerse da tempo ed in particolare in sede di Valutazione di Impatto Ambientale.
Emerge con chiarezza una volontà politica che se ne frega della sicurezza dei cittadini di Zaule, di Trieste, di Muggia e di S. Dorligo oltre che dell’attività portuale e di quanto ne consegue per la città .
Tale volontà non vi è difficoltà ad individuarsi nell’attuale governo ed in particolare in chi è rappresentante triestino e proprio sottosegretario di quel ministero che ha evidentemente “trascurato†particolari determinanti per il rilascio o meno dei permessi necessari.
Vogliamo avere nelle istituzioni persone che fanno gli interessi dei cittadini o che assecondano i poteri economici di turno alle spalle e contro chi li ha votati?
Chiederemo nelle sedi opportune (Parlamento italiano ed europeo e consiglio regionale), conto della trascuratezza e leggerezza con cui sono state realizzate procedure fondamentali per la tutela della sicurezza e della salute dei cittadini.
Valuteremo nelle prossime settimane se le carte in nostro possesso denotino reati di omissioni gravi tali da denotare la necessità di rivolgerci alla magistratura, per tutelare la sicurezza dei cittadini triestini.
Paolo Bassi
Coordinatore Regionale - Italia dei Valori – FVG
Il Tavolo Tecnico Rigassificatore di Trieste, promosso da UIL Vigili del Fuoco, ha avuto il pregio di portare al pubblico una supervisione tecnica , autorevole ed indipendente, su tutta la documentazione presentata da Gas Natural, accendendo una prima luce su quelle, che sino ad ora, sembravano leggende metropolitane.
Documenti approssimativi, dati falsi, simulazioni su modelli inesistenti o difformi dai dati reali. Tutto ciò è apparso con estrema chiarezza e dovizia di particolari.
Ed è appena la punta dell’iceberg che è stata mostrata oggi, ha detto Adriano Bevilacqua portavoce del Tavolo Tecnico.
Ora chi vorrà rispondere potrà e dovrà rispondere con dati certi inoppugnabili e soprattutto alle chiare domande che oggi sono state poste.
Speriamo poi che il tutto ora non sia demandato al TAR, che potrebbe bloccare tutta la procedura, definendola non idonea e richiedendo la rielaborazione del progetto, annacquando con ciò la gravità di quanto emerso oggi e permettendo di fatto, una ulteriore possibilità a chi con certezza ha agito in malafede, presentando documenti palesemente taroccati.
Sembra strano inoltre che, importanti soggetti industriali locali, come ad esempio Fincantieri, non abbiano nemmeno proposto un’ alternativa simile a quella individuata dal prof. Trincas(esperto in Propulsione Navale e progettazione Navale dell’ Università di Trieste) , che consisterebbe nella realizzazione di una nave gasiera/rigassificatore, come fatto a Livorno, (cosa che peraltro sembra già stata proposta in altra occasione e per altro sito dalla stessa Fincantieri) che consentirebbe una situazione molto più governabile sotto gli aspetti della sicurezza e che fornirebbe altresì, ai nostri cantieri, un’ulteriore possibilità di lavoro, anche in previsione della ventilata possibile cessazione della costruzione di navi passeggeri.
Apprezziamo anche la presa di posizione che Bandelli e “L’altra Trieste†hanno preso denunciando le dubbie ricadute economiche che il rigassificatore porterebbe alla città .
Ringraziamo Adriano Bevilacqua, segretario regionale della UIL Vigili del Fuoco e responsabile del dipartimento sicurezza antropica IDV FVG, promotore principale del Tavolo Tecnico, che esalta anche in questo caso, pienamente il servizio che rappresenta e cioè quello dei Vigili del Fuoco, che hanno come compito preciso la sicurezza e la salvezza dei cittadini. Mai come ora era importante un’ intervento così tempestivo, autorevole e competente per la salvaguardia delle persone. Lo definirei un’ intervento “con la sirenaâ€, situazione perfettamente calzante agli “adrenalinici†interventi dei vigili del fuoco.
Sabato 21 novembre, presso la sala consiliare di San Vito al Tagliamento, in piazza del popolo, si svolgerà la presentazione del libro “Il regalo di Berlusconi†scritto dalla bravissima giornalista de Il Fatto Antonella Mascali in collaborazione con Peter Gomez. Introdurrà l’evento il consigliere provinciale Fabio Gasparini. L’evento è organizzato dal Gruppo consiliare provinciale Italia dei Valori.
Mills ha agito certamente da falso testimone. Da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso operazioni societarie e finanziarie illecite. Dall’altro per perseguire il proprio vantaggio economico.†Dalla sentenza di condanna in primo grado di David Mills, 17 febbraio 2009, all’interno del libro. Nicoletta Gandus Presidente, Pietro Caccialanza Giudice, Loretta Dorigo Giudice. Bisogna cominciare da qui. Dalle motivazioni della sentenza di condanna che il 17 febbraio 2009 ha inflitto quattro anni e mezzo di carcere in primo grado a David Mills, l’avvocato inglese, marito di un ministro laburista, creatore a partire dal 1978 della rete delle società offshore del gruppo Fininvest. Un documento eccezionale, solo in parte raccontato da giornali e tv, in cui si spiega come dietro le assoluzioni di Berlusconi nei vecchi processi (corruzione della Guardia
di Finanza) ci sia la falsa testimonianza di Mills. E in cui, finalmente, viene alzato il coperchio sul sistema di fondi neri che ha garantito al Cavaliere anni di guadagni esentasse: centinaia di milioni di euro sottratti allo Stato. Tutto grazie a lui, Mills, il professionista foraggiato da Berlusconi prima con 10 miliardi di lire e poi con una tangente da 600mila dollari. Due imputati ma un solo condannato: il presunto corrotto. L’altro, l’uomo che lo aveva pagato per farlo tacere, nel frattempo ha fatto carriera ed è diventato presidente del Consiglio. Lo ha voluto il popolo. E grazie alle leggi ad personam (in questo caso il lodo Alfano, approvato in consiglio dei ministri anche dal premier) è riuscito a non essere processato. Un delitto perfetto! Chi dovrebbe salvaguardare le leggi dello Stato ha fatto di tutto per occultare la verità e conservare il potere. Fino a quando?
Di tutto questo si parlerà sabato prossimo a San Vito. Non mancate.
Sabato 10 ottobre è iniziata a Trieste la grande raccolta firme per informare e coinvolgere la cittadinanza, sul problema della sicurezza ,nei riguardi dell'impianto di rigassificazione " onshore" nella baia di Muggia. I nostri banchetti di piazza Cavana e Largo Bonifacio hanno raccolto un grande interesse anche nei confronti dei molti turisti che sono arrivati in città per la grande kermesse velica "Barcolana".
L'azienda spagnola Gas Natural, promotrice dell'impianto, assicura che verranno rispettate tutte le leggi in materia adottando le migliori tecnologie oggi disponibili.
Purtroppo però da molte parti arrivano segnali che queste assicurazioni sono aria fritta. Che le procedure previste sono state già ampiamente disattese. Prova ne è che la popolazione è totalmente ignara di quali sono i sistemi previsti per garantire la sicurezza dei cittadini che dovranno coabitare con questo enorme deposito gasiero e con un traffico navale che dovrà movimentare circa un miliardo di metri cubi di gas Naturale Liquido (GNL) annui.
Italia dei valori, anche tramite le più autorevoli voci del partito ( Antonio Di Pietro, Luigi de Magistris, Sonia Alfano ) , vuole che il coinvolgimento della popolazione , la trasparenza, la chiarezza di ogni decisione in merito sia totale.
Italia dei Valori chiede che questo impianto, come tutti gli altri impianti di così grande pericolosità , siano attentamente valutati per poter garantire, al territorio che gli ospita, sicurezza totale, adeguati e certi ritorni economici ed occupazionali atti a risarcire del peso di un così ingombrante ospite.
Queste garanzie devono essere discusse, verificate ed accettate, prima di qualsiasi benestare definitivo all'opera. Quello che stà succedendo però è esattamente al contrario di quanto si potrebbe e dovrebbe fare. Sembra che tutto sia già deciso, nessuno parla di pericolosità , in modo documentato e credibile, nessuno parla chiaramente dei ritorni economici, nessuno cerca il coinvolgimento del territorio, nessuno ci spiega perchè e per chi questo rigassificatore deve venir posizionato proprio in un sito così infelice, sopratutto nessuno ci dice come e perchè dobbiamo stare tranquilli facendoci conoscere, con adeguata documentazione tecnica, i piani di sicurezza e le strategie adottate per questo impianto.
Se dobbiamo accollarci un rigassificatore per poter bonificare una parte del territorio che abbiamo lasciato distruggere da sconsiderate aziende che lo hanno occupato, dovremmo almeno essere sicuri di non cadere in un ulteriore errore, dando fiducia cieca ad una nuova azienda che potrebbe fare ancora peggio. Questa sicurezza si può avere solo verificando puntualmente e puntigliosamente ogni aspetto del progetto indivinduando e fissando sin d'ora ogni responsabilità futura.
Ad ogni catastrofe che accade in Italia si parla di prevenzione, di attenzione al territorio, di controllo e verifica preventiva delle criticità e pericolosità . Si parla, parla, parla. Nei fatti tutti mettono la testa sotto la sabbia con la speranza che il destino non sia crudele, con la speranza che tutti facciano il loro dovere.
Ad IDV e alla gente che abita il nostro paese questo non basta più.
Vogliamo finalmente che la programmazione e la prevenzione siano fatti e non parole. Vogliamo trasparenza, informazione e potere decisionale su tutto ciò che ricade sul nostro territorio.
Un percorso difficile? Riteniamo che questo è l'unico percorso che ci permetterà di vivere consapevolmente e proteggerci in modo efficace nelle vicende che ci riguardano.
Mario Marin
Coordinatore provinciale IDV di Trieste
3474204292
Da un parte ci sono le associazioni ambientaliste e la popolazione locale. Dall’altra, il governo e una grande società spagnola. In mezzo, tra loro, il porto di Trieste e il progetto di costruire nella stessa area un rigassificatore, oggetto di un braccio di ferro che vede scendere in campo anche la Slovenia.
Greenaction transnational, Alpe Adria Green, WWF, Legambiente, Italia Nostra, Comitato per la Salvaguardia del Golfo di Trieste e Comitato Sos Muggia, affiancati dalla società civile, non solo contrastano il progetto, temendone la potenzialità distruttiva sull’ambiente e la salute, ma puntano l’indice anche contro la trasparenza con cui si sta procedendo. La loro denuncia – contenuta in una petizione rivolta al Parlamento europeo- riguarda la Valutazione di impatto ambientale dell’opera: nello studio, accusano, sarebbe stata indicata una profondità delle acque del golfo triestino di molti metri superiore a quella reale e omessa la presenza nella zona di altri siti industriali, mentre non sarebbero stati inseriti i dati sull’inquinamento dei fondali (www.greenaction-planet.org).
Sostengono infatti che alcuni progettisti della Gas Natural, chiamata a realizzare il rigassificatore triestino, abbiano omesso e falsificato informazioni tecniche fondamentali. Di questa scorrettezza il Governo italiano, in particolare il ministero dell’Ambiente, sarebbe stato a conoscenza, ma avrebbe scelto di coprire tali falsificazioni e omissioni, delle quali era stato avvisato da organi giudiziari e amministrativi. Le associazioni hanno infatti avanzato un esposto sul caso alla Procura di Trieste, che ha spedito il fascicolo penale alla Procura di Roma e inviato parte di esso al ministero dell’Ambiente. Il tutto ad indagine ancora aperta. Un' indagine che in modo molto rapido è stata archiviata dalla Procura capitolina. Non nel merito ma nella competenza: secondo i giudici di Roma sulle falsificazioni – denunciate dagli ambientalisti e documentate dalla Guardia di Finanza- dovrebbe esprimersi un tribunale amministrativo.
Quello che contestano le associazioni ambientaliste e' la superficialita' nell'approccio investigativo e chiedono che si indaghi su quanto accaduto, e che la stessa Valutazione di impatto ambientale sia riconosciuta come nulla. Del resto è stato recentemente aperto un secondo fascicolo di indagine sulla base della denuncia dei sindaci di Muggia e San Dorligo della Valle.
Per il governo, come ha ricordato in luglio il ministro degli Esteri Frattini, il rigassificatore di Trieste non solo va realizzato, ma sarebbe anche un’opera assolutamente sicura: rispettosa della salute dell’ambiente e della popolazione. Per il rigassificatore poi, si sono schierati anche il presidente della Regione Friuli Tondo, il sindaco di Trieste Dipiazza e il sottosegretario all’Ambiente Menia, che ha difeso l’opera triestina all’interno di un piano nazionale che prevede la costruzione di altri dieci impianti nel paese.
Ad opporsi però è il governo di Lubiana: la Slovenia reputa eccessivamente pericoloso il gasdotto sottomarino che dovrebbe appunto occupare le acque tra Zaule e Grado. Lubiana si è addirittura detta pronta, in relazione alle possibili falsificazioni e omissioni, ad avviare un’azione legale davanti alla Corte di giustizia europea.
Questo mese ci sarà l’incontro fra il nostro paese e la Slovenia: il governo potrebbe scegliere la strada del rispetto della comunità locale o almeno quella dell’ascolto e della consultazione democratica. Le speranze, certo, sono poche, ma non è un motivo comunque per tacere di fronte ad una politica condotta dall’esecutivo con la finalità di distruggere l'ambiente e recare danno concreto alla salute della popolazione, capace solo di arricchire i soliti comitati affaristici che imperversano dal sud al nord del nostro paese.
Ancora sulla TARSU: riscontrate nuove inadempienze ed errori a scapito dei contribuenti
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È il tema della conferenza stampa indetta per illustrare l’interrogazione, elaborata da Italia dei Valori di Trieste e PD,  presentata sull’argomento all’assessore Paolo Rovis e per conoscenza all’assessore Giovanni Ravidà .
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Vi parteciperanno il consigliere comunale del pd Tarcisio Barbo e il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori (IdV), Mario Marin.
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L’iniziativa si terrà domani mattina, martedì 4 agosto alle 11.30 presso la sede del gruppo consiliare del PD al primo piano di Largo Granatieri.
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Con cortese invito a partecipare
Testo dell'interrogazione:
INTERROGAZIONE
Ai sensi dell’art. 64 del Regolamento Comunale
Con risposta scritta e in aula
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All’assessore Paolo ROVIS
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All’assessore Giovanni RAVIDA’
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Oggetto: Riscossione TARSU
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Preso atto che:
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-        Il Comune di Trieste ha recentemente iscritto a ruolo la TARSU relativa agli anni 2004 – 2005, applicando anche la sanzione del 30% prevista nei casi di omesso versamento della tassa;
-        La norma di riferimento (art. 72 del D.lgs. 507/93) prevede che la riscossione avvenga mediante iscrizione a ruolo da parte del Comune, a pena di decadenza, entro l’anno successivo a quello per il quale il tributo si riferisce;
-        Il problema si pone quando il Comune si avvale della facoltà di gestire direttamente, o tramite altri soggetti che abbiano determinate caratteristiche la riscossione del tributo ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. 446 dd. 1997 ;
-        Il Comune di Trieste ha esercitato tale facoltà con apposito regolamento in vigore dall’anno 2001 e dal 2004, quando svolgeva il servizio in proprio tramite Esatto il quale ha sistematicamente inviato ai contribuenti un avviso di pagamento contenente diverse clausole:
-Â Â Â Â Â Â Â Â Tali avvisi di pagamento non sono stati notificati come avviene per le cartelle di pagamento, ma sono stati inviati mediante la posta ordinaria, senza una raccomandata con ricevuta di ritorno, per cui non esiste la prova certa che il contribuente ne sia venuto a conoscenza:
-        Per tutti i pagamenti non ricevuti, il Comune ha ora provveduto all’iscrizione a ruolo della tassa tramite l’Agente della Riscossione, ritenendo che l’invio degli avvisi di pagamento da parte di Esatto SpA abbia avuto l’effetto di impedire la decadenza prevista dal citato art. 72 del d.lgs.507/93 al pari della notifica della cartella esattoriale, con la conseguente possibilità di effettuare l’iscrizione a ruolo oltre il termine dell’anno successivo a quello a cui si riferisce il tributo, ma entro il termine normale di prescrizione.
La interrogo, signor Assessore, ai sensi del citato art. 64 del regolamento e specificatamente per quanto concerne la risposta con riferimento ai termini previsti dal comma 3 di detto articolo, per sapere:
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-        se, a fronte della più attenta e aggiornata interpretazione giuridica della normativa, non si ponga il problema di verificare se l’intempestività e l’errata notifica hanno reso illegittima la pretesa di riscossione;
-        quali provvedimenti ritiene di poter adottare per verificare la correttezza del comportamento di Esatto SpA in questa circostanza sia per il danno arrecato alle entrate del Comune che rischia di non poter più esigere quanto di sua spettanza, sia per il fatto che il 15% di addizionale sull’imposta base è stato applicato 2 volte;
-        quali misure intende far valere l’Amministrazione Comunale nei confronti dei cittadini contribuenti stante il fatto che a seguito di quanto sin qui esposto, il Comune avrebbe avviato in modo errato il recupero coattivo, equiparando la comunicazione di Esatto SpA alla notifica di una cartella esattoriale ed in palese violazione dello Statuto dei Diritti del Contribuente (Legge 212/2000);