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Giovani Italia dei Valori: ricomincia il nostro viaggio



Giovani Italia dei Valori: ricomincia il nostro viaggio
 
Ieri, a margine del Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori, è stato proclamato eletto Coordinatore Nazionale Giovani Rudi Russo, 26 anni, di Prato.
 
Con una maggioranza di 228 voti, Il neo-coordinatore ha vinto il confronto con le altre due candidate: Paola Calorenne (28, Responsabile Giovani per il Congresso - 97 voti) e Adele Conte (28, giovane iscritta laziale – 167 voti).
 
L’elezione di Rudi ha un significato ben preciso: è la vittoria di una mozione che nasce da un lavoro comune, da un percorso condiviso dalla maggioranza dei Giovani aderenti al nostro partito in tutto il paese.
 
E’ la vittoria della base, che ha lavorato unita prima ad un progetto, poi nel sostenere un candidato scelto come portatore di queste istanze diffuse.
 
Il Friuli Venezia Giulia ha sostenuto Rudi contribuendo attivamente al programma e partecipando agli appuntamenti in giro per l’italia degli scorsi mesi: da Vasto a Napoli, da Roma a Bruxelles, per realizzare quel percorso unitario che deve riguardare tutti i giovani, non solo alcune figure trainanti.
 
In quelle occasioni abbiamo avuto modo di conoscere questo ragazzo di Prato, umile nei modi, attento al pensiero altrui, deciso a dare una storia a quello che fa: abbiamo scommesso su di lui, e – il risultato ce l’ha confermato – sappiamo di non avere sbagliato.
 
A Rudi Russo, che si è preso in carico nostre speranze e richieste, i migliori auguri del Dipartimento Giovani del Friuli Venezia Giulia.
 
Piero Diacoli
Coordinatore Regionale Giovani IDV FVG


 

IDV a favore dell'interramento dell'elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest



 
ITALIA DEI VALORI A FAVORE DELL’INTERRAMENTO DELL’ELETTRODOTTO REDIPUGLIA- UDINE OVEST. AGNOLA: «INQUIETANTI ELEMENTI LEGATI ALLA POTENZA DELL’IMPIANTO»
Il gruppo dei dipietristi presentò un’interpellanza alla Giunta già un anno fa.
 
«E’ assolutamente necessario che siano prese tutte le misure per tutelare al meglio la salute dei cittadini, anche se questo dovesse comportare un aumento dei costi». Il riferimento è alla posizione presa dalla società Terna Spa, che tramite comunicato stampa aveva sostenuto che l’interramento dell’elettrodotto sarebbe stato troppo costoso».

«Un’opera – spiega Agnola, riferendosi al tracciato per via aerea -  che ha alti livelli di impatto ambientale e di disturbo del territorio che danneggerebbero pericolosamente un’area di forte vocazione turistica, caratterizzata dalla presenza di siti, insediamenti e monumenti di rilevante importanza. L’impressionante ingombro dei tralicci del tracciato per via aerea sarebbe tale da sovrastare di gran lunga ogni manufatto, rilievo morfologico o coltre arborea e quindi sarebbe visibile a perdita d’occhio, da chilometri di distanza. Ci sono inoltre inquietanti elementi legati alla potenza di questo tipo di impianto, e sugli effetti sulla salubrità dei residenti e le conseguenze per le sottostanti e circostanti piantagioni e attività zootecniche».
 

LA COMMEMORAZIONE DI CRAXI

La commemorazione di Bettino Craxi che sta avvenendo in questi giorni sta accadendo, come oramai spesso in Italia, con una continua mistificazione della realtà.
E’ evidente che la riabilitazione di Craxi è funzionale, all’attuale premier, per avvalorare le tesi di cospirazione di cui si dice vittima.
Il problema è sempre lo stesso, quando magistrati scrupolosi e tenaci indagando scoprono che a rubare sono i potenti, prima o poi i potenti tentano di ribaltare la realtà a proprio favore. Ci provò Craxi nei primi anni ’90, ci prova Berlusconi oggi con maggiore successo, grazie al monopolio dell’informazione.
Negli anni ’80 Craxi da Primo ministro ha raggiunto l’obiettivo di quadruplicare il debito dello stato, tra appalti truccati, tangenti, bustarelle ecc. che sono andate spesso a finanziare anche le sue tasche personali. Due condanne definitive,  stanno a dimostrare che Craxi, prendeva tangenti per sé stesso e quindi, tante menzogne che oggi vanno in diretta sui TG nazionali, non sono soltanto falsità, ma minano la memoria storica di un paese che deve sapere chi ha la responsabilità del debito pubblico oggi in Italia: Craxi per gli anni ’80 insieme ad una parte della vecchia DC e Berlusconi per gli ultimi 10 anni.
Cercare di sminuire le enormi responsabilità morali oltre che penali, che gravano sulla memoria di Bettino Craxi, è l’ennesima mistificazione di cui un sistema dell’informazione deviato ci ha oramai abituato ma a cui noi di Italia dei Valori non intendiamo sottometterci. Siccome crediamo che l’Etica in politica deve tornare ad essere un Valore riteniamo che intitolare strade a Craxi mistifichi la memoria storica di un popolo che non merita di avere ladri, truffatori, evasori fiscali che la governano e che poi ne sono glorificati.

Paolo Bassi
Coordinatore Regionale Italia dei Valori - FVG
 

Lettera di Antonio Di Pietro a Pierluigi Bersani



Caro Bersani,
come sai, avevamo fissato un incontro per il prossimo 12 gennaio per discutere di elezioni regionali. Mi dispiace ma dobbiamo prima chiarire un punto fondamentale del nostro “stare insiemeâ€: voi del PD volete allearvi o no con l’Italia dei Valori per costruire una valida alternativa al Governo delle destre berlusconiane? Sia chiaro, noi lo vogliamo perché crediamo in un sistema bipolare di rappresentanza politica (e in tale modello noi ci collochiamo nel centrosinistra, a prescindere da Berlusconi) e perché non ci piace la politica del “doppio fornoâ€, un po’ di qua un po’ di là, portata avanti da altre forze politiche al cui capezzale tutti i giorni voi del Pd vi prostrate.
A noi dell’IdV invece, mal ci sopportate. Tutti i giorni ci trattate come appestati, utili solo per motivi elettorali e poi da criminalizzare e denigrare con la stessa foga e supponenza dei vari Bondi, Cicchitto e prezzemolino Capezzone del PdL.
L’ultima goccia (che, se non ritrattata, rischia di rompere il vaso) è l’attacco che ci ha rivolto ieri il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Mi ero permesso di avvertire gli elettori del mio partito (attraverso il mio blog personale) del rischio che la democrazia corre nell’affidarsi all’attuale maggioranza di centrodestra per fare le riforme e citavo come esempio il maldestro tentativo di un Ministro in carica (Brunetta) di voler modificare, proprio in nome delle riforme, anche l’art. 1 della Costituzione (quello che garantisce il “diritto al lavoroâ€: come a dire che, siccome nel nostro Paese non si trova lavoro tanto vale abrogarlo dalla Costituzione).
Per dare maggiore spessore al mio grido di allarme ho anche segnalato che quelli del PdL stanno strumentalizzando le giuste parole del Capo dello Stato – ripeto, giuste come ho già  avuto modo di chiarire sin dal primo momento – per creare un clima di “complicità posticcia†fra maggioranza e opposizione. Il PdL, ribadisco, parla di riforme ma non pensa a quelle che servono al paese e agli italiani bensì solo a quelle utili per uso personale (di Berlusconi, in testa, ma non solo).
Ho anche aggiunto – è vero e lo ripeto anche ora – che le parole dette a fin di bene dal Presidente Napolitano “forse sono state un po’ incaute, considerati gli interlocutoriâ€. Esattamente così ho detto e non vedo proprio cosa ci sia di così offensivo nei confronti del Presidente della Repubblica in questa mia presa di posizione. Non ho criticato Napolitano come persona e nemmeno il suo discorso di buon senso (che anzi ho apprezzato) ma ho solo fatto rilevare come purtroppo questa maggioranza ora ne approfitterà per strumentalizzare - come sempre ha fatto finora – le aperture di credito del Presidente della Repubblica nei confronti del Governo Berlusconi. Solo per questa ragione oggettiva ho definito “forse  incaute†(nel senso di speranze azzardate e mal riposte) le parole del Capo dello Stato. In un paese democratico non vedo proprio cosa ci sia di eversivo nell’esprimere le proprie idee, a meno che non si voglia sostenere che nel nostro Paese alle forze di opposizione non sia nemmeno più possibile parlare (manco fossimo in Iran!).
Mi sono apparse subito scontate le “critiche interessate†dei mestieranti del PDL (che non mi hanno fatto né caldo né freddo per quanto mi sono indifferenti) ma che l’amico Letta fecesse da grancassa, da sparring partner e da raccattapalle dei vari Cicchitto e Capezzone proprio no, questo non me lo sarei proprio aspettato e non posso accettarlo.
Soprattutto noi dell’IdV non possiamo più aspettare il tuo silenzio, rispetto alle mille richieste che ti vengono da più parti circa il ruolo e la costruzione della coalizione del centrosinistra che hai in mente. E’ una coalizione che vuoi realizzare o no anche con Italia dei Valori? O pensi che siamo buoni solo in occasione delle varie elezioni per poi continuare a trattarci come appestati? Davvero anche tu pensi che il tipo di opposizione che fa l’IdV al Governo – opposizione che noi intendiamo continuare a fare con parole chiare e in modo determinato e inequivocabile – aiuti Berlusconi? Se è così, ebbene sappi che noi dell’IdV siamo invece convinti che siano le continue accondiscendenze e i continui tentennamenti del vostro modo di fare opposizione (da signorini primi della classe che solo loro capiscono tutto)  a creare sconcerto e incertezze nell’elettorato.
Luigi, mi appello alla tua intelligenza (e tu sai quanto io ti stimi sul piano personale): non cadere anche tu nel tranello di chi vuole a tutti i costi far passare l’Italia dei Valori come una forza estremista ed eversiva. E’ il disegno dettato da Berlusconi: l’isolamento e il massacro mediatico di una forza come l’Italia dei Valori perché ha scoperto e denunciato, sin dal primo giorno di questa legislatura, il gioco sporco di chi utilizza le istituzioni per tutelare gli interessi di una sola persona. E’ il disegno del centrodestra che – per potersi garantire la sempiterna permanenza al governo – vuole dividere l’opposizione, criminalizzando e denigrando la parte più agguerrita di essa, grazie ai potenti mezzi di informazione che possiede o con cui ha fatto comunella (mi riferisco soprattutto alla stampa di proprietà delle solite potenti caste economiche).
Luigi, non cadere anche tu nella provocazione di chi vuole dividere l’opposizione per continuare a imperare e soprattutto non cadere nel tranello di chi ti invita al tavolo del dialogo e poi - dopo che tu gli hai dato la mano - ti frega il braccio utilizzando quel tavolo solo per farsi i cavoli propri. Non prestare il fianco - almeno tu che sei una persona concreta e con i piedi per terra – ai tanti soloni del tuo partito che ti invitano a duellare con Berlusconi con un fiore in mano quando quello usa la scimitarra. E ricordati che non è attaccando l’Italia dei Valori che sconfiggi Berlusconi ma solo alleandoti seriamente e strutturalmente con chi sta dalla parte dei cittadini ed in difesa della Costituzione che puoi sperare di farcela.
Dopo – ma solo dopo che hai deciso cosa fare - fatti risentire che parliamo di elezioni regionali.
 
Ciao, spero a presto,
 
Antonio Di Pietro, Presidente Italia dei Valori
 

Dai giovani IDV un chiaro NO alle strumentalizzazioni

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Dai giovani IDV un chiaro NO alle strumentalizzazioni

 

I Giovani dell’Italia dei Valori del Friuli Venezia Giulia esprimono stupore per i proclami resi noti sui più importanti mezzi di comunicazione nel corso della settimana appena trascorsa.
Oltre alla strumentalizzazione delle parole di Antonio Di Pietro, volutamente decontestualizzate al fine di creare un’immagine facinorosa non solo del presidente del partito, ma anche di tutti i suoi iscritti, ci ha colpito con particolare violenza la proposta dei giovani del Popolo della Libertà di Treviso, relativa all’abolizione delle associazioni e dei partiti politici considerati eversivi, tra cui l’Italia dei Valori.
Le polemiche della maggioranza si risolvono in questo caso in atti terroristici contro le libertà associative: si prende a pretesto il gesto di un folle per fermare la libertà di critica, accusata di ispirare soltanto violenza.
Invita a riflettere il fatto che una parte delle generazioni future ritenga lecita una misura così estrema, asserendo perfino che tali associazioni “eversive†non abbiano finalità diverse dall’attacco incondizionato a Berlusconi.
In questo caso riteniamo che l’ignoranza, oltre che giuridica e costituzionale, sia proprio connessa all’attività politica di certi signori del PDL, che preferiscono la violenza mediatica a proposte serie e più articolate. Con la faccia tosta di addossarci colpe, come la paternità di questo clima infuocato, che solo la prepotenza di questo governo ha contribuito a sviluppare.
Nonostante la sua breve esperienza, l’Italia dei Valori ha strutturato un programma politico ben preciso, tradotto in scelte di welfare, economia, ambiente, famiglia, sanità, giustizia.
Il nostro movimento giovanile è impegnato sugli importanti fronti del diritto allo studio, degli sgravi ai giovani imprenditori e dell’accesso alla politica; non ultimo la formazione, che abbiamo sviluppato dal 9 all’11 dicembre con una Winter School al Parlamento Europeo di Bruxelles, organizzata dal nostro partito per aggiornare i giovani sulle politiche europee e internazionali.
Sono temi che stanno a cuore a tutti i cittadini, di oggi e di domani.
Possiamo dire, dopo i recenti deliri di questi giorni, che la nostra politica del fare avrà risultati migliori di chi cerca di nascondere i propri fallimenti politici dietro un muro di accuse immotivate.
 
Piero Diacoli
Coordinatore Regionale Giovani Italia dei Valori FVG
 
 

TAVOLO TECNICO RIGASSIFICATORE

 

 

   
 

Quanto emerso dal tavolo tecnico sulla sicurezza del rigassificatore di Zaule evidenzia gravi lacune nella presentazione del progetto. Tali lacune se il Ministero dell’Ambiente avesse ottemperato ad i propri doveri sarebbero emerse da tempo ed in particolare in sede di Valutazione di Impatto Ambientale.
Emerge con chiarezza una volontà politica che se ne frega della sicurezza dei cittadini di Zaule, di Trieste, di Muggia e di S. Dorligo oltre che dell’attività portuale e di quanto ne consegue per la città.
Tale volontà non vi è difficoltà ad individuarsi nell’attuale governo ed in particolare in chi è rappresentante triestino e proprio sottosegretario di quel ministero che ha evidentemente “trascurato†particolari determinanti per il rilascio o meno dei permessi necessari.
Vogliamo avere nelle istituzioni persone che fanno gli interessi dei cittadini o che assecondano i poteri economici di turno alle spalle e contro chi li ha votati?
Chiederemo nelle sedi opportune (Parlamento italiano ed europeo e consiglio regionale), conto della trascuratezza e leggerezza con cui sono state realizzate procedure fondamentali per la tutela della sicurezza e della salute dei cittadini.
Valuteremo nelle prossime settimane se le carte in nostro possesso denotino reati di omissioni gravi tali da denotare la necessità di rivolgerci alla magistratura, per tutelare la sicurezza dei cittadini triestini.
 
 
Paolo Bassi
Coordinatore Regionale - Italia dei Valori – FVG
 
     
 
Il Tavolo Tecnico Rigassificatore di Trieste, promosso da UIL Vigili del Fuoco, ha avuto il pregio di portare al pubblico una supervisione tecnica , autorevole ed indipendente, su tutta la documentazione presentata da Gas Natural, accendendo una prima luce su quelle, che sino ad ora, sembravano leggende metropolitane.
 
Documenti approssimativi, dati falsi, simulazioni su modelli inesistenti o difformi dai dati reali. Tutto ciò è apparso con estrema chiarezza e dovizia di particolari.
Ed è appena la punta dell’iceberg che è stata mostrata oggi, ha detto Adriano Bevilacqua portavoce del  Tavolo Tecnico.
Ora chi vorrà rispondere potrà e dovrà rispondere con dati certi inoppugnabili e soprattutto alle chiare domande che oggi sono state poste.
Speriamo poi che il tutto ora non sia demandato al TAR, che potrebbe bloccare tutta la procedura, definendola non idonea e richiedendo la rielaborazione del progetto, annacquando con ciò la gravità di quanto emerso oggi e permettendo di fatto, una ulteriore possibilità a chi con certezza ha agito in malafede, presentando documenti palesemente taroccati.
 
Sembra strano inoltre che, importanti soggetti industriali locali, come ad esempio Fincantieri, non abbiano nemmeno proposto un’ alternativa simile a quella individuata dal prof. Trincas   (esperto in Propulsione Navale e progettazione Navale dell’ Università di Trieste) , che consisterebbe nella realizzazione di una nave gasiera/rigassificatore, come fatto a Livorno, (cosa che peraltro sembra già stata proposta in altra occasione e per altro sito dalla stessa Fincantieri) che consentirebbe una situazione  molto più governabile sotto gli aspetti della sicurezza e che fornirebbe altresì, ai nostri cantieri, un’ulteriore possibilità di lavoro, anche in previsione della ventilata  possibile cessazione della costruzione di navi passeggeri.
 
Apprezziamo anche la presa di posizione che Bandelli  e “L’altra Trieste†hanno  preso denunciando le dubbie ricadute economiche che il rigassificatore porterebbe alla città.
 
Ringraziamo Adriano Bevilacqua, segretario regionale della UIL Vigili del Fuoco e responsabile del dipartimento sicurezza antropica IDV FVG, promotore principale del Tavolo Tecnico, che esalta anche in questo caso,  pienamente il servizio che rappresenta e cioè quello dei Vigili del Fuoco, che hanno come compito preciso la sicurezza e la salvezza dei cittadini.  Mai come ora era importante un’ intervento così tempestivo, autorevole e competente per la salvaguardia delle persone. Lo definirei un’ intervento “con la sirenaâ€, situazione perfettamente calzante agli “adrenalinici† interventi dei vigili del fuoco.
 
Mario Marin
Coordinatore Provinciale IDV Trieste
 
 

IL REGALO DI BERLUSCONI


Sabato 21 novembre, presso la sala consiliare di San Vito al Tagliamento, in piazza del popolo, si svolgerà la presentazione del libro “Il regalo di Berlusconi†scritto dalla bravissima giornalista de Il Fatto Antonella Mascali in collaborazione con Peter Gomez. Introdurrà l’evento il consigliere provinciale Fabio Gasparini. L’evento è organizzato dal Gruppo consiliare provinciale Italia dei Valori.

 Mills ha agito certamente da falso testimone. Da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso operazioni societarie e finanziarie illecite. Dall’altro per perseguire il proprio vantaggio economico.â€
Dalla sentenza di condanna in primo grado di David Mills, 17 febbraio 2009, all’interno del libro. Nicoletta Gandus Presidente, Pietro Caccialanza Giudice, Loretta Dorigo Giudice. Bisogna cominciare da qui. Dalle motivazioni della sentenza di condanna che il 17 febbraio 2009 ha inflitto quattro anni e mezzo di carcere in primo grado a David Mills, l’avvocato inglese, marito di un ministro laburista, creatore a partire dal 1978 della rete delle società offshore del gruppo Fininvest. Un documento eccezionale, solo in parte raccontato da giornali e tv, in cui si spiega come dietro le assoluzioni di Berlusconi nei vecchi processi (corruzione della Guardia
di Finanza) ci sia la falsa testimonianza di Mills. E in cui, finalmente, viene alzato il coperchio sul sistema di fondi neri che ha garantito al Cavaliere anni di guadagni esentasse: centinaia di milioni di euro sottratti allo Stato. Tutto grazie a lui, Mills, il professionista foraggiato da Berlusconi prima con 10 miliardi di lire e poi con una tangente da 600mila dollari.  Due imputati ma un solo condannato: il presunto corrotto. L’altro, l’uomo che lo aveva pagato per farlo tacere, nel frattempo ha fatto carriera ed è diventato presidente del Consiglio. Lo ha voluto il popolo. E grazie alle leggi ad personam (in questo caso il lodo Alfano, approvato in consiglio dei ministri anche dal premier) è riuscito a non essere processato. Un delitto perfetto!
Chi dovrebbe salvaguardare le leggi dello Stato ha fatto di tutto per occultare la verità e conservare il potere. Fino a quando?

Di tutto questo si parlerà sabato prossimo a San Vito. Non mancate.

 

Raccolta firme rigassificatore a Trieste


 


Sabato 10 ottobre è iniziata a Trieste la grande raccolta firme per informare e coinvolgere la cittadinanza, sul problema della sicurezza ,nei riguardi dell'impianto di rigassificazione " onshore" nella baia di Muggia. I nostri banchetti  di piazza Cavana e Largo Bonifacio hanno raccolto un grande interesse anche nei confronti dei molti turisti che sono arrivati in città per la grande kermesse velica "Barcolana".

L'azienda spagnola Gas Natural, promotrice dell'impianto, assicura che verranno rispettate tutte le leggi in materia adottando le migliori tecnologie oggi disponibili.  
Purtroppo però da molte parti arrivano segnali che queste assicurazioni sono aria fritta. Che le procedure previste sono state già ampiamente disattese. Prova ne è che la popolazione è totalmente ignara di quali sono i sistemi previsti per garantire la sicurezza dei cittadini che dovranno coabitare con questo enorme deposito gasiero e con un traffico navale che dovrà movimentare circa un miliardo di metri cubi di gas Naturale Liquido (GNL) annui.

Italia dei valori, anche tramite le più autorevoli voci del partito ( Antonio Di Pietro, Luigi de Magistris, Sonia Alfano ) , vuole che il coinvolgimento della popolazione , la trasparenza, la chiarezza di ogni decisione in merito sia totale.

Italia dei Valori chiede che questo impianto, come tutti gli altri impianti di così grande pericolosità, siano attentamente valutati  per poter garantire, al territorio che gli ospita,  sicurezza totale, adeguati e certi ritorni economici ed occupazionali atti a risarcire del peso di un così ingombrante ospite.

Queste garanzie devono essere discusse, verificate ed accettate,  prima di qualsiasi benestare definitivo all'opera.   Quello che stà succedendo però è esattamente al contrario di quanto si potrebbe e dovrebbe fare. Sembra che tutto sia già deciso, nessuno parla di pericolosità, in modo documentato e credibile, nessuno parla chiaramente dei ritorni economici, nessuno cerca il coinvolgimento del territorio, nessuno ci spiega perchè e per chi questo rigassificatore deve venir posizionato proprio in un sito così infelice, sopratutto nessuno ci dice come e perchè dobbiamo stare tranquilli  facendoci conoscere, con adeguata documentazione tecnica,  i piani di sicurezza e le strategie adottate per questo impianto.

Se dobbiamo accollarci un rigassificatore per poter bonificare una parte del territorio che abbiamo lasciato distruggere da sconsiderate aziende che lo hanno occupato, dovremmo almeno essere sicuri di non cadere in un ulteriore errore, dando fiducia cieca ad una nuova azienda che potrebbe fare ancora peggio. Questa sicurezza si può avere solo verificando puntualmente e puntigliosamente ogni aspetto del progetto indivinduando e fissando sin d'ora ogni responsabilità futura.

Ad ogni catastrofe che accade in Italia si parla di prevenzione, di attenzione al territorio, di controllo e verifica preventiva delle criticità e pericolosità. Si parla, parla, parla. Nei fatti tutti mettono la testa sotto la sabbia con la speranza che il destino non sia crudele, con la speranza che tutti facciano il loro dovere.
Ad IDV e alla gente che abita il nostro paese questo non basta più.
Vogliamo finalmente che la programmazione e la prevenzione siano fatti e non parole. Vogliamo trasparenza, informazione e potere decisionale su tutto ciò che ricade sul nostro territorio.
Un percorso difficile? Riteniamo che questo è l'unico percorso che ci permetterà di vivere consapevolmente e proteggerci in modo efficace nelle vicende che ci riguardano.

Mario Marin
Coordinatore provinciale IDV di Trieste
3474204292

 

LODO ALFANO - VIDEO DELL'INTERVENTO DI BERLUSCONI A PORTA A PORTA

 

Il rigassificatore di Trieste: una vicenda da indagare


   7 Settembre 2009

Il rigassificatore di Trieste: una vicenda da indagare

Da un parte ci sono le associazioni ambientaliste e la popolazione locale. Dall’altra, il governo e una grande società spagnola. In mezzo, tra loro, il porto di Trieste e il progetto di costruire nella stessa area un rigassificatore, oggetto di un braccio di ferro che vede scendere in campo anche la Slovenia.

Greenaction transnational, Alpe Adria Green, WWF, Legambiente, Italia Nostra, Comitato per la Salvaguardia del Golfo di Trieste e Comitato Sos Muggia, affiancati dalla società civile, non solo contrastano il progetto, temendone la potenzialità distruttiva sull’ambiente e la salute, ma puntano l’indice anche contro la trasparenza con cui si sta procedendo. La loro denuncia – contenuta in una petizione rivolta al Parlamento europeo- riguarda la Valutazione di impatto ambientale dell’opera: nello studio, accusano, sarebbe stata indicata una profondità delle acque del golfo triestino di molti metri superiore a quella reale e omessa la presenza nella zona di altri siti industriali, mentre non sarebbero stati inseriti i dati sull’inquinamento dei fondali (www.greenaction-planet.org).

Sostengono infatti che alcuni progettisti della Gas Natural, chiamata a realizzare il rigassificatore triestino, abbiano omesso e falsificato informazioni tecniche fondamentali. Di questa scorrettezza il Governo italiano, in particolare il ministero dell’Ambiente, sarebbe stato a conoscenza, ma avrebbe scelto di coprire tali falsificazioni e omissioni, delle quali era stato avvisato da organi giudiziari e amministrativi. Le associazioni hanno infatti avanzato un esposto sul caso alla Procura di Trieste, che ha spedito il fascicolo penale alla Procura di Roma e inviato parte di esso al ministero dell’Ambiente. Il tutto ad indagine ancora aperta. Un' indagine che in modo molto rapido è stata archiviata dalla Procura capitolina. Non nel merito ma nella competenza: secondo i giudici di Roma sulle falsificazioni – denunciate dagli ambientalisti e documentate dalla Guardia di Finanza- dovrebbe esprimersi un tribunale amministrativo.

Quello che contestano le associazioni ambientaliste e' la superficialita' nell'approccio investigativo e chiedono che si indaghi su quanto accaduto, e che la stessa Valutazione di impatto ambientale sia riconosciuta come nulla. Del resto è stato recentemente aperto un secondo fascicolo di indagine sulla base della denuncia dei sindaci di Muggia e San Dorligo della Valle.

Per il governo, come ha ricordato in luglio il ministro degli Esteri Frattini, il rigassificatore di Trieste non solo va realizzato, ma sarebbe anche un’opera assolutamente sicura: rispettosa della salute dell’ambiente e della popolazione. Per il rigassificatore poi, si sono schierati anche il presidente della Regione Friuli Tondo, il sindaco di Trieste Dipiazza e il sottosegretario all’Ambiente Menia, che ha difeso l’opera triestina all’interno di un piano nazionale che prevede la costruzione di altri dieci impianti nel paese.

Ad opporsi però è il governo di Lubiana: la Slovenia reputa eccessivamente pericoloso il gasdotto sottomarino che dovrebbe appunto occupare le acque tra Zaule e Grado. Lubiana si è addirittura detta pronta, in relazione alle possibili falsificazioni e omissioni, ad avviare un’azione legale davanti alla Corte di giustizia europea.

In questo quadro, mi chiedo se non sia opportuno non solo un intervento dell’autorità giudiziaria, che chiarisca se ci sono state o meno “taroccature†della valutazione ambientale, ma anche una riflessione da parte dell’esecutivo. L’IdV triestina non a caso ha annunciato una petizione popolare perché la parola ritorni a chi spetta di diritto, ovvero i cittadini. Nelle vertenze locali –dalla Tav al Mose, fino al Ponte di Messina- non è pensabile agire manu militari sulla testa di chi, in quei luoghi oggetto di edificazioni controverse, non solo ha vissuto, ma vive ancora e vivrà.

Di fronte al timore che non siano rispettate leggi importanti come la normativa Seveso, ai dubbi sulla trasparenza nella procedura di realizzazione dell’opera, alle ombre che gravitano su un governo eccessivamente interessato (e si può comprendere perché) a portare a termine il progetto, fermarsi è un obbligo. Non per cedere alla sindrome Nimby (not in my back yard), ma per riconoscere che quando si decide di alterare una realtà ambientale con progetti imponenti, la popolazione e il suo volere non sono un optional.

Questo mese ci sarà l’incontro fra il nostro paese e la Slovenia: il governo potrebbe scegliere la strada del rispetto della comunità locale o almeno quella dell’ascolto e della consultazione democratica. Le speranze, certo, sono poche, ma non è un motivo comunque per tacere di fronte ad una politica condotta dall’esecutivo con la finalità di distruggere l'ambiente e recare danno concreto alla salute della popolazione, capace solo di arricchire i soliti comitati affaristici che imperversano dal sud al nord del nostro paese.

 

ESATTO (SpA)? NO, SBAGLIATO!

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Ancora sulla TARSU: riscontrate nuove inadempienze ed errori a scapito dei contribuenti
 
È il tema della conferenza stampa indetta per illustrare l’interrogazione, elaborata da Italia dei Valori di Trieste e PD,  presentata sull’argomento all’assessore Paolo Rovis e per conoscenza all’assessore Giovanni Ravidà.
 
Vi parteciperanno il consigliere comunale del pd Tarcisio Barbo e il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori (IdV), Mario Marin.
 
L’iniziativa si terrà domani mattina, martedì 4 agosto alle 11.30 presso la sede del gruppo consiliare del PD al primo piano di Largo Granatieri.
 
Con cortese invito a partecipare


Testo dell'interrogazione:

INTERROGAZIONE
Ai sensi dell’art. 64 del Regolamento Comunale
Con risposta scritta e in aula
 
All’assessore Paolo ROVIS
E p..c.
All’assessore Giovanni RAVIDA’
 
Oggetto: Riscossione TARSU
 
Preso atto che:
 
-         Il Comune di Trieste ha recentemente iscritto a ruolo la TARSU relativa agli anni 2004 – 2005, applicando anche la sanzione del 30% prevista nei casi di omesso versamento della tassa;
-         La norma di riferimento (art. 72 del D.lgs. 507/93) prevede che la riscossione avvenga mediante iscrizione a ruolo da parte del Comune, a pena di decadenza, entro l’anno successivo a quello per il quale il tributo si riferisce;
-         Il problema si pone quando il Comune si avvale della facoltà di gestire direttamente, o tramite altri soggetti che abbiano determinate caratteristiche la riscossione del tributo ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. 446 dd. 1997 ;
-         Il Comune di Trieste ha esercitato tale facoltà con apposito regolamento in vigore dall’anno 2001 e dal 2004, quando svolgeva il servizio in proprio tramite Esatto il quale ha sistematicamente inviato ai contribuenti un avviso di pagamento contenente diverse clausole:
-         Tali avvisi di pagamento non sono stati notificati come avviene per le cartelle di pagamento, ma sono stati inviati mediante la posta ordinaria, senza una raccomandata con ricevuta di ritorno, per cui non esiste la prova certa che il contribuente ne sia venuto a conoscenza:
-         Per tutti i pagamenti non ricevuti, il Comune ha ora provveduto all’iscrizione a ruolo della tassa tramite l’Agente della Riscossione, ritenendo che l’invio degli avvisi di pagamento da parte di Esatto SpA abbia avuto l’effetto di impedire la decadenza prevista dal citato art. 72 del d.lgs.507/93 al pari della notifica della cartella esattoriale, con la conseguente possibilità di effettuare l’iscrizione a ruolo oltre il termine dell’anno successivo a quello a cui si riferisce il tributo, ma entro il termine normale di prescrizione.
 
Tutto ciò premesso e fermo restando che debbono essere compiuti correttamente tutti gli atti previsti dalle norme che regolano la materia affinché tutti i contribuenti paghino le tasse dovute e non si precostituiscano sperequazioni a favore di chi ha eventualmente omesso il pagamento:
 
La interrogo, signor Assessore, ai sensi del citato art. 64 del regolamento e specificatamente per quanto concerne la risposta con riferimento ai termini previsti dal comma 3 di detto articolo, per sapere:
 
-         se, a fronte della più attenta e aggiornata interpretazione giuridica della normativa, non si ponga il problema di verificare se l’intempestività e l’errata notifica hanno reso illegittima la pretesa di riscossione;
-         quali provvedimenti ritiene di poter adottare per verificare la correttezza del comportamento di Esatto SpA in questa circostanza sia per il danno arrecato alle entrate del Comune che rischia di non poter più esigere quanto di sua spettanza, sia per il fatto che il 15% di addizionale sull’imposta base è stato applicato 2 volte;
-         quali misure intende far valere l’Amministrazione Comunale nei confronti dei cittadini contribuenti stante il fatto che a seguito di quanto sin qui esposto, il Comune avrebbe avviato in modo errato il recupero coattivo, equiparando la comunicazione di Esatto SpA alla notifica di una cartella esattoriale ed in palese violazione dello Statuto dei Diritti del Contribuente (Legge 212/2000);
-         se – al fine di evitare inutili, costosi e lunghi ricorsi alle competenti commissioni tributarie – intende adottare un provvedimento amministrativo per mettere ordine in un comportamento – quale l’iscrizione a ruolo della TARSU effettuata nell’anno 2009 per il recupero del tributo riferito agli anni 2004-2005, che alla luce delle citate norme legislative e tributarie appare illegittima perché effettuata oltre i termini di decadenza previsti dalla legge, come appare illegittima l’irrogazione della sanzione pecuniaria del 30% per l’insussistenza della relativa violazione.
 
 
 
 
Tarcisio Barbo
Consigliere comunale pd
 

No alla confisca obbligatoria degli autoveicoli per la guida in stato di ebrezza


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L'on.Carlo Monai (IDV) contro la confisca obbligatoria dell'automezzo in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. "Si tratta di una misura di sicurezza che, resa obbligatoria dal CdS così riformulato dal 23.5.08 per le violazioni già punite con sanzioni penali e amministrative più gravi, non pare rispettosa dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza che devono presiedere all'ordinamento penale: la confisca dell'autoveicolo viene fatta solo le il conducente ne sia il proprietario, e questo rende la sanzione aleatoria e non ugualitaria. Il comune cittadino non distingue tra la misura di sicurezza e la sanzione penale, e ciò porta a considerare sperequata e aleatoria il regime penale conseguente a queste violazioni. Si pensi alle persone più abbienti, dotate di automobili di lusso che, di solito, sono intestate alle società di cui essi sono amministratori o rappresentanti, o che sono prese in leasing: in questi casi la confisca non scatta, mentre a farne le spese è il normale cittadino che, magari, ha acquistato l'auto a rate e se la vede portare via dallo Stato anche per un fatto episodico che già gli costa caro (un processo penale con l'irrogazione di almeno 1.500 fino a 6.000 euro di ammenda oltre all'arresto da 3 mesi ad un anno, e minimo un anno senza patente...).
Del resto, l'art. 240 c.p. consente già, in via generale, al Giudice, in determinati casi, di ordinare la confisca quando questa misura di sicurezza risulti opportuna, come potrebbe essere se un trafficante di droga occulti nell'automezzo lo stupefacente, mentre l'aver previsto sempre la confisca obbligatoria introduce un automatismo che spesso è controindicato non solo per le ragioni che ho detto, ma anche perchè ingolfa gli Uffici Gudiziari che neppure hanno la disponibilità di spazi sufficienti per parcheggiare i veicoli sequestrati e destinati alla confisca, come anche al Tribunale di Udine recentemente è stato segnalato.
In sede legislativa nella IX Commissione, avevo, perciò, proposto che, almeno nei casi di "patteggiamento", non fosse prevista la confisca obbligatoria, ma ho preferito ritirare l'emendamento dopo che il Relatore on.Silvano Moffa (PdL), come anche oggi è avvenuto, aveva chiesto di ritirarlo pur manifestando la necessità di una generale rivisitazione di questo istituto. Ho così tramutato il mio emendamento in un ordine del giorno, firmato anche dal vicecapogruppo IdV on.Fabio Evangelisti, che raccomanda l'abrogazione di questa norma nell'ambito della riforma organica del Codice della Strada e sul quale il Governo ha dato parere favorevole".
 
Segue il testo dell'OdG:
_______________________________________________________
 
Camera dei Deputati
IX Commissione permanente
Sede Legislativa
Disposizioni in materia di sicurezza stradale. (Testo unificato C. 44 Zeller e Brugger, C. 419 Contento, C. 471 Anna Teresa Formisano, C. 649 Meta, C. 772 Carlucci, C. 844 Lulli, C. 965 Conte, C. 1075 Velo, C. 1101 Boffa, C. 1190 Velo, C. 1469 Vannucci, C. 1488 Lorenzin, C. 1717 Moffa, C. 1737 Minasso, C. 1766 Giammanco, C. 1998 Guido Dussin, C. 2177 Cosenza, C. 2299 Barbieri, C. 2322 Consiglio regionale del Veneto, C. 2349 Consiglio regionale del Veneto, C. 2406 Stasi e C. 2480 Bratti e Motta).
 
 
Firmatari: on.Carlo Monai e on.Fabio Evangelisti
 
 
ODG n.___
 
Premesso che dalla novella del 23.5.08 l’art. 186 CdS prevede delle ipotesi in cui scatti la confisca obbligatoria dell'automezzo in caso di guida in stato di ebbrezza o, all’art. 187 CdS, sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
Considerato che si tratta di una misura di sicurezza che non pare rispettosa dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza che devono presiedere all'ordinamento penale: infatti la confisca dell'autoveicolo è ammessa solo se il conducente ne sia il proprietario, e questo rende la sanzione aleatoria e non ugualitaria (per esperienza, le persone più agiate spesso godono di automobili di lusso intestate alle società di cui sono amministratori o rappresentanti, o usate in leasing: in questi casi la confisca non scatta, mentre a farne le spese è il cittadino comune che, magari, ha acquistato l'unica auto familiare a rate…).
Atteso che l'art. 240 c.p. prevede già, in via generale, che il Giudice, in determinati casi, ordini la confisca quando questa misura di sicurezza risulti necessaria od opportuna, e una tale facoltà è prevista anche nel caso di scelta del rito alternativo previsto dall’art. 444 c.p.p (patteggiamento, come riformulato ex legge 12 giugno 2003 n. 134).
Ritenuto che il sottoscritto ha proposto un emendamento (n. 22.6) teso ad abrogare l’obbligo della confisca almeno nei casi di patteggiamento, rendendo tale misura di sicurezza facoltativa per il Giudice, che ne potrebbe fare uso secondo il suo prudente apprezzamento in casi particolari, e considerato che tale emendamento è stato ritirato il 7.7.09 dopo il parere contrario del Relatore on.Moffa.
Riscontrato che in molti Uffici Giudiziari la previsione della confisca obbligatoria, preceduta dal sequestro del mezzo, ha determinato problemi applicativi per la poca disponibilità di spazi sufficienti per parcheggiare i veicoli destinati alla confisca.
Ritenuto che la abolizione della confisca obbligatoria almeno per le ipotesi di pena patteggiata comporti un effettivo incentivo alla definizione semplificata dei predetti procedimenti penali;
 
impegna il Governo
 
ad abrogare la previsione della confisca obbligatoria del veicolo (eliminando o attenuando il sequestro che la precede), per i reati p. e p. dall’art. 186 e 187 CdS, ferma la previsione generale dell’art. 240 c.p., o almeno ad escludere tale automatismo per il caso che l’imputato scelga la definizione del processo con il “patteggiamentoâ€.
 
MONAI, EVANGELISTI 
 
 

Energie alternative - Interessante progetto di Ansaldo


Ansaldo Sistemi - Progetto eolico nel golfo di Trieste 

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Ansaldo Sistemi Industriali Spa progetta la costruzione di un impianto per la produzione di energia eolica nelle acque del Golfo di Trieste. Lo ha annunciato l’ad di Asi Spa, Claudio Andrea Gemme, nel corso della cerimonia di posa della prima pietra per l’ampliamento delle officine di produzione di macchine elettriche, a Monfalcone, in provincia di Gorizia. La struttura di oltre 6.000 metri quadrati, destinata alla realizzazione di macchine elettriche di grandi dimensioni (oltre le 100 tonnellate), comporterà un investimento di oltre 14 milioni di euro e 18 mesi di lavori. «Questo investimento - ha affermato Claudio Andrea Gemme - rappresenta un eccezionale segnale di fiducia che il nostro azionista, il Fondo Patriarch, ha voluto confermare nell’ambito di un programma di impegni che permetteranno alla nostra azienda di traguardare un futuro di continuità e prosperità. In questa fase di crisi mondiale - ha proseguito Gemme - crediamo si debbano cogliere opportunità come questa per riorganizzare processi e attività interne e per riposizionarsi in un mondo che diventa sempre più competitivo». Nelle intenzioni di Asi Spa si potrebbe puntare anche alla creazione di una sorta di «parco eolico offshore» nel Golfo giuliano, utilizzando tecnologie che l’azienda possiede e ha presentato in altre regioni italiane. Il progetto è stato illustrato a grandi linee nei mesi scorsi nel corso di un incontro al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
 

SCUDO FISCALE

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Scudo fiscale, trucco incostituzionale ed ignobile
 
“Con l’emendamento sullo scudo fiscale ancora una volta il governo ha tirato fuori un trucco incostituzionale, ignobile ed ipocritaâ€. Lo dichiara Federico Palomba, deputato di Italia dei Valori e vice presidente della commissione giustizia:
“Incostituzionale nel procedimento – spiega Palomba - perché usurpa ed azzera le prerogative del presidente della repubblica, che vede stravolto un decreto legge da egli stesso emanato; l’emendamento, inoltre, prevede una norma, camuffata da disposizione solo finanziaria, che nasconde un’amnistia e che pertanto, secondo l’articolo 79 della Costituzione, deve essere approvata da sola e con la maggioranza dei due terzi: incide, infatti, anche sulla non punibilità dei gravissimi reati quali il falso in bilancio e la bancarottaâ€.
“E’ un emendamento ignobile – prosegue Palomba - perché, vietando agli intermediari finanziari, compresi quelli pubblici, di segnalare fatti che possono costituire reato, impedisce con un silenzio tombale l’accertamento dei reati, compresi quelli connessi con la criminalità organizzata; e perché addita ancora una volta agli italiani la pratica dell’illegalità anche in materia di finanza come sommamente meritevole di approvazione. E’ ipocrita perché, per non incorrere nei veti del Capo dello Stato e per non far fare una brutta figura a Tremonti che aveva spergiurato di non volere lo scudo fiscale, fa fare il lavoro sporco a parlamentari compiacenti, nel caso in esame i relatori,: ma la furbata si vede, ed è ancora peggiore proprio per questoâ€.
“Italia dei Valori – conclude Palomba - farà la sua parte in Parlamento con estrema determinazione. Ma certamente è impossibile dialogare con chi vuole imporre tanta inciviltà, quella dello Stato-ricettatore-riciclatore, contro cui noi continueremo a combattereâ€.


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Scudo fiscale. Belisario: Norma spregevole e non democratica
 
"Il Governo va avanti incurante delle raccomandazioni e dei dubbi espressi da più parti, ma resta il fatto che lo scudo fiscale, così come ipotizzato anche nel nuovo emendamento governativo, rappresenterebbe comunque una norma spregevole per il nostro ordinamento". Per il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, quello che il Governo ha introdotto nel decreto anti-crisi "è il solito colpo di spugna per favorire i furbi e caricare di imposte i poveri fessi che già le pagano come dovrebbero fare i cittadini onesti!".
"In pratica - sottolinea Belisario - sia gli evasori totali sia quelli che hanno dichiarato il falso non potranno essere perseguiti. Tra l'altro con queste norme non sarà punito nemmeno un reato ripugnante come la bancarotta. Un regalo ai soliti noti che finora hanno usufruito di paradisi fiscali e di vantaggi di tutti i tipi, sul quale probabilmente non potremo neppure discutere visto il modo dittatoriale in cui, in spregio al Parlamento, vengono ormai approvate le leggi".
 
 

ATTIVITA' DEI CONSIGLIERI REGIONALI IDV FRIULI VENEZIA GIULIA

“E’ vero che un ex dirigente regionale, in quiescenza grazie alla beautiful exit, ricopre cinque incarichi su nomina della Regione con un compenso annuo complessivamente superiore a 200.000 euro?â€

Lo chiedono in un’interrogazione al Presidente Tondo  i consiglieri regionali Corazza e Agnola
 
L’oggetto dell’interrogazione è: “è vero che un ex dirigente regionale, in quiescenza grazie alla beautiful exit, ricopre cinque incarichi su nomina della Regione con un compenso annuo complessivamente superiore a 200.000 euro?â€
Lo chiedono al Presidente Renzo Tondo i consiglieri regionali dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza e Enio Agnola che,avuta notizia che l’ex direttore regionale all’Agricoltura, collocato in quiescenza nel 2003, dopo aver ottenuto i benefici della cosiddetta “beautiful exit†pari a 247 mila euro circa, risulta essere stato impegnato quale collaboratore esterno “a titolo gratuitoâ€del dimissionario assessore regionale all’ambiente.
 
“Dalle informazioni in nostro possesso – hanno sottolineato i due consiglieri -  parrebbe che lo stesso ex direttore regionale sia stato nominato in rappresentanza della Regione quale revisore dei conti dell’A.R.S.;sindaco effettivo del Collegio dei revisori dei conti dell’â€Aeroporto Friuli Venezia Giulia S.P.A.â€;sub-Commissario per la ricostruzione della Val Canale – Canal del Ferro;direttore di AGEMONT spa;sub-Commissario del sito inquinato nazionale di Grado- Marano. Un tale cumulo di cariche (se confermato) è inaccettabile. Per questo interroghiamo il Presidente della Regione per sapere se ciò corrisponde al vero e se è altrettanto vero che complessivamente, le indennità relative ai predetti incarichi ammonterebbero a più di 200.000 euro annui, alle quali si aggiunge la pensione da ex Dirigente regionaleâ€
 
“Se queste notizie dovessero trovare fondamento, contraddirebbero quanto affermato dallo stesso Tondo che in più occasioni, a mezzo stampa, si impegnava a non attribuire incarichi a personale dirigenziale in quiescenza. D’altro canto confuterebbero l’impegno più volte enunciato da parte di questa Giunta di sobrietà nella gestione amministrativa e di contenimento della spesa. Ciò che chiediamo anche al presidente – hanno concluso – èse gli incarichi citati potevano essere attribuiti a più persone, non in quiescenza, valorizzando le tante professionalità presenti sul territorio e se il Presidente ritenga di aver ben operato acconsentendo alla nomina di un ex Direttore regionale, beneficiario di una beautiful exit di circa 247.000 euro e di una corposa pensione, in cinque organismi in rappresentanza della Regione per un’indennità complessiva superiore ad almeno 200.000 euro lordi.â€
 
14 luglio 2009


 
CORAZZA  SU RELAZIONE CORTE DEI CONTI: “METTERE MANO AL PATRIMONIO IMMOBILIARE APPROFITTANDO DEI FINANZIAMENTI EUROPEIâ€.  
 
PERPLESSO SULL’ASSENZA DELL’ASSESSORE SAVINO: “PREFERISCE AFFIDARE IL SUO INTERVENTO ALLA STAMPA INVECE CHE ALL’AULAâ€. 
 
 
E’ stata esaminata oggi dalla Commissione di controllo del Consiglio regionale la relazione della Corte dei Conti di Trieste sulla redditività del patrimonio immobiliare della Regione. Un argomento importante perché da quanto emerso dalla relazione, attualmente l’amministrazione regionale non dispone degli strumenti per un’adeguata cognizione e valutazione dei cespiti immobiliari. Secondo i magistrati contabili, poi, l’attività di gestione del patrimonio è stata improntata più a far cassa che a studiare diverse forme di utilizzo del patrimonio edilizio.
“Proprio per l’importanza dei risultati emersi dalla relazione – ha commentato il consigliere regionale di Italia dei Valori-Cittadini Alessandro Corazza – sarebbe stato più opportuno che l’assessore Sandra Savino fosse stata presente in Commissione per far partecipi i commissari dell’indirizzo politico che questa Giunta vuole dare alla gestione degli immobili invece che affidare alla stampa il suo intervento. E’ la commissione il luogo istituzionale dei confronti politici e non i giornaliâ€.
Il consigliere dipietrista ha poi continuato: “Nel condividere le analisi della Corte dei conti, apprendendo che gran parte delle diseconomicità sono dovute alle spese di gestione degli immobili, ritengo sia opportuno mettere mano subito al patrimonio immobiliare approfittando dei numerosi finanziamenti europei disponibili in questo momento storico, a favore di progetti per il risparmio e l’efficienza energetica degli edificiâ€.
 
  Enio AGNOLA
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Alessandro CORAZZA
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ANTONIO CORRIAS È IL DECIMO ASSESSORE DELLA GIUNTA HONSELL

Il consigliere comunale di Italia dei Valori assume le deleghe ai Servizi Sociali e agli Asili Nido
 
Il sindaco Honsell: “È una scelta condivisa con i capigruppo e derivata sia dalle qualità umane e professionali della persona sia dai principi espressi dall’Italia dei Valori e premiati dai cittadiniâ€
 
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Antonio Corrias, consigliere comunale dell’Italia dei Valori, è il decimo assessore della giunta Honsell. Prende il posto lasciato libero in seguito alle dimissioni di Giovanni Barillari  assumendo le deleghe detenute originariamente dall’ex consigliere del gruppo dei Cittadini. A Corrias vanno pertanto i referati ai Servizi Sociali (gestito a interim dall’assessore Enrico Pizza) e agli Asili Nido (retto temporaneamente dall’assessore Chiara Franceschini).  
“È una scelta condivisa con tutti i capigruppo – spiega il sindaco di Udine Furio Honsell – e derivata sia da motivazioni legate alla persona sia per la parte politica che rappresenta. In questi mesi di mandato ho apprezzato molto le qualità di Corrias, un uomo rigoroso e molto attento alle esigenze dei cittadini. La scelta di affidargli l’assessorato ai Servizi Sociali deriva anche dalle sue qualità personali, oltre che professionali. Inoltre, come hanno dimostrato le recenti elezioni europee, Italia dei Valori rappresenta una realtà sempre più importante della città di Udine e finora era l’unico gruppo della maggioranza a non aver trovato posto in giunta. Vorrei ringraziare gli assessori Franceschini e Pizza per l’impegno profuso nell’assunzione a interim di questi mesiâ€. 
Cinquantasette anni, un passato da sindacalista (iscritto alla Uil dal 1978 al 1993 e segretario provinciale Uil a Pordenone negli anni Novanta), il neoassessore è un quadro aziendale dell’Ater di Udine. È al primo mandato da consigliere comunale con l’Italia dei Valori dopo un’esperienza nella fila della lista civica dei “Cittadini per il Presidenteâ€, che sostenne Riccardo Illy alle elezioni regionali del 2003.   
“Sono emozionato – confessa il neo assessore – e molto orgoglioso di questo incarico. Fino a questo momento da consigliere comunale ho apprezzato molto l’operato della giunta. Il sindaco mi ha affidato delle deleghe importanti che cercherò di portare avanti al meglioâ€. A dargli il benvenuto in giunta anche il vicesindaco Vincenzo Martines. “È una decisione molto chiara che ha coinvolto tutte le parti politiche della maggioranza – sottolinea Martines –. Corrias faceva già parte di questa squadra per la volontà di collaborare che ha dimostrato in questi mesiâ€.  
Relativamente alle dimissioni da consigliere comunale di Anna Paola Peratoner, giunte in mattinata dopo la decisione di nominare Corrias quale decimo assessore, il sindaco Honsell ha affermato di essere “sorpreso dal gesto. Spero di avere un incontro con lei al più presto per capire le ragioni che l’hanno spinta a dimettersiâ€. Proprio per mantenere un dialogo con tutte le forze politiche, il sindaco si è impegnato a garantire una verifica di metà mandato nell’autunno 2010. “Mi sembra corretto fare il punto della situazione a metà del percorso con tutti i gruppi di maggioranza – precisa Honsell –. Ovviamente questo impegno è rivolto anche ai consiglieri comunali di “Per la Sinistra†Federico Pirone e Gregorio Torretta, che rappresentano una parte importante della sinistra e di cui apprezzo il percorsoâ€.
 
ARTICOLO CORRIAS MESSAGGERO VENETO

 






Ufficio Stampa Regionale
 
IDV Friuli Venezia GIULIA



 

DON FARINELLA SCRIVE AL CARDINAL BAGNASCO "IO E MOLTI CREDENTI CREDIAMO CHE COSÌ AVETE PERDUTO AUTORITÀ. MOLTI SI ALLONTANANO DALLA CHIESA PER LA VOSTRA MORALE ELASTICA" DI DON PAOLO FARIELLA

Lettera del prete genovese al suo vescovo: "Avete fatto il diavolo a quattro sulle convivenze e sul caso Englaro. Ma assolvete il premier da ogni immoralità" "Perché trattate così bene Berlusconi?"

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Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.
 
 
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città. Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale. Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale.
I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno. Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo. I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali. Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?
Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli.
Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX).
Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5). Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.
 
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
 
 
Genova 31 maggio 2009
 
 
Paolo Farinella, prete
 
 
 
 
 
 

ESPLOSO TRENO PIENO DI GPL – TRIESTE COME VIAREGGIO ?

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Sono 20 i morti accertati nell'esplosione avvenuta alla stazione di Viareggio, tra cui un bambino carbonizzato. 50 i feriti, di cui 37 feriti ustionati in modo serio, 30 le persone disperse fino a questo momento. Ancora da identificare molte delle vittime. Due sono bambini. Un nordafricano, Aid Hamza, è deceduto al pronto soccorso dell'ospedale Versilia. Cinque palazzine sono crollate, a seguito dell'onda d'urto. 400 le famiglie evacuate, 2000 gli sfollati. L'area dell'incidente è stata sequestrata dalla Procura di Lucca, ora si procede alle indagini. Gli incendi sono stati nel frattempo domati. La sede della Croce Verde è gravemente danneggiata. Mancano all'appello ancora una trentina di persone. La macchina dei soccorsi dopo il terribile incidente di questa notte a Viareggio si e' messa in moto con grande celerità malgrado ''la fuoriuscita di gpl non e' tra i più importanti fattori di rischio '' per la Protezione civile e dunque può annoverarsi tra gli incidenti ''particolari''. Lo ha detto il sottosegretario e capo della Protezione civile Guido Bertolaso nel corso di

 
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una intervista a Sky tg24 dalla cittadina Toscana dove sta coordinando i lavori di soccorso. Le norme europee in materia di trasporto di merci pericolose, secondo il vicepresidente della Commissione, "sono già abbastanza severe", ma "per quanto riguarda le verifiche, si dovrà cominciare a valutare il chilometraggio, piuttosto che il tempo tra un controllo e un altro, soprattutto per i vagoni con merci a rischio". In altre parole, occorrerà verificare l'effettivo utilizzo del treno che potrebbe essere sottoposto ad usura. Insomma, ha sottolineato, "con la liberalizzazione dobbiamo lavorare perché i livelli di sicurezza siano sempre altissimi".

Un quadro inquietante, non ipotetico ma reale, viene rappresentato a Viareggio. Un treno pieno di GPL che subisce un incidente, 10/100/1000 volte più piccolo di quanto potrebbe accadere nel golfo di Trieste, qualora fosse costruito l’impianto di rigassificazione che questa giunta regionale e questo governo vogliono insediare, in un’area dove a poche centinaia di metri vivono migliaia di persone.

Italia dei Valori chiede una convincente e chiara risposta su ciò che è stato previsto per tale insediamento , di quale sia lo stato di rischio valutato su quel territorio, quali sono gli interventi specifici a garanzia della sicurezza dei cittadini.

Non possiamo sempre aspettare e/o minimizzare, come è accaduto a Viareggio, che ci siano i morti per cominciare a parlare di sicurezza.

Mario Marin
Addetto stampa FVG
cell.3474204292

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CORAZZA (IDV-CITT) LASCIA L’AULA E NON PARTECIPA AL VOTO IN COMMISSIONE: “DELUSIONE PER LA VOLONTÀ DELLA GIUNTA DI APRIRE UN CONTENZIOSO CON IL GOVERNOâ€. “CHI HA LA MAGGIORANZA NON HA IL DIRITTO DI PORSI AL DI SOPRA DELLA COSTITUZIONEâ€.

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“Continua a tener banco la bocciatura della legge regionale sulla sicurezza anche perché proprio per oggi, dopo sole poche ore dall’annuncio bomba, è convocata la V Commissione che dovrà esprimere un parere sul programma di finanziamento delle politiche di sicurezza per il 2009. Su questo punto il consigliere regionale di Italia dei Valori Alessandro Corazza, che fa parte della Commissione, punta i piedi e chiede “che non si proceda ad approvare il programma di finanziamento e i regolamenti attuativi, finché le questioni di costituzionalità sollevate dal Governo non verranno risolte onde evitare per l’ennesima volta di dover ritornare, in futuro, nuovamente su questa leggeâ€. 
 â€œI rilievi mossi dal Governo, che ha impugnato la legge regionale sulla sicurezza davanti alla Corte Costituzionale, sono molto gravi come è altrettanto grave che l’assessore Seganti continui a minimizzare l’accaduto. Tale gravità viene enfatizzata anche dal fatto che quello che è successo era prevedibile – ha aggiunto Corazza -. Già in Aula e ancor prima in Commissione avevamo portato all'attenzione dell'assessore l'incostituzionalità di alcuni punti. Se l'assessore ci avesse ascoltato avrebbe evitato questo risultato poco edificanteâ€.
In qualità di relatore di minoranza della legge, il consigliere aveva proprio segnalato che le figure dei volontari per la sicurezza suscitavano perplessità tra i giuristi, ma non solo. “Avevamo anche ricordato che poiché con l'entrata in vigore del decreto legge in materia di sicurezza pubblica il quadro nazionale era in divenire, sarebbe stato opportuno procedere con meno fretta poiché era sicuramente rischioso andare a normare un contesto giuridico che avrebbe potuto subire delle variazioni a causa di una possibile non fedele conversione in legge del decreto".
Tra le criticità che IdV-Citt aveva segnalato e che hanno trovato conferma nella decisione del governo, le ronde, la volontà di armare la polizia locale, l sostegno finanziario ai volontari per la sicurezza.
 
 

RISONANZA MAGNETICA A SAN VITO AL TAGLIAMENTO: DELUDENTE IL “VALUTEREMO†DELL’ASSESSORE KOSIC



Sul deludente “valuteremo†dell'assessore Kosic in merito all'acquisto di un'apparecchiatura di risonanza magnetica nell'ospedale di San Vito al Tagliamento, il Gruppo consiliare regionale Italia dei valori-Cittadini non ci sta.
La critica, per bocca del vicecapogruppo Alessandro Corazza, tocca due questioni: «E' stato uno “sgarbo†istituzionale – attacca il dipietrista – perchè Kosic ha ignorato l'interpellanza presentata dal nostro Gruppo già il primo aprile scorso e quindi ben oltre i 60 giorni entro i quali, stando all'articolo 166 del regolamento del Consiglio regionale, doveva darci una risposta. Ha invece preferito dare precedenza alla più “comoda†interrogazione a risposta immediata del collega di coalizione Narduzzi, che incomprensibilmente non ha perso tempo a definirsi “soddisfatto†per quella che noi, al contrario, definiamo una “non rispostaâ€.
«Kosic, infatti – e qui Corazza rimarca la seconda questione oggetto della propria critica – si è limitato a ribadire che la Regione valuterà se effettuare o meno l'acquisto, e quindi lasciando di fatto le cose al punto di partenza, quando abbiamo più volte rimarcato che l'apparecchiatura serve urgentemente alla struttura sanitaria sanvitese e che l’ASS ha già dato parere favorevole».
Continua, nel frattempo, la petizione popolare dell’Italia dei Valori di San Vito al Tagliamento che ha già superato quota 300 firme. «Venerdì saremo presenti al mercato di San Vito con la nostra raccolta firme – ha concluso Corazza – ed entro autunno metteremo Kosic di fronte alla volontà, praticamente unanime, dei cittadini della Destra Tagliamento».
 

LA MAGGIORANZA SI SPEZZA SUI "BAMBINI INVISIBILI"



L'attività del Consiglio Regionale ha registrato nei giorni scorsi una salutare “scossaâ€.
L'occasione è stata fornita dalla discussione in aula della mozione presentata dal consigliere Stefano Pustetto
relativa alla questione dei “bambini invisibiliâ€, cioè quella norma prevista nel cosiddetto “pacchetto sicurezza†che, se verrà definitivamente approvata in Senato senza modifiche, renderà impossibile per i genitori migranti irregolari l'iscrizione all'anagrafe dei propri figli dopo la nascita. Questo perchè dovranno presentare insieme ai loro documenti il permesso di soggiorno con la conseguenza che le mamme non vorranno più partorire in ospedale e i bimbi nati in casa non potranno avere un documento d'identità: saranno invisibili agli occhi del mondo.
La discussione in Aula ha avuto, inizialmente, toni pacati con dichiarazioni di buon senso in entrambi gli schieramenti. Alcuni consiglieri del centrodestra si sono espressi a favore della proposta di una legge-voto (Paolo Ciani e Antonio Pedicini, PDL) vista la non competenza regionale in materia, mentre altri hanno rivendicato il diritto alla libertà visti i temi squisitamente etici in discussione (Colautti e Novelli, PDL) e che coinvolgono la coscienza di ognuno.  
Compatto il centrosinistra nel sostenere le ragioni della mozione annunciando il voto favorevole con gli interventi di Travanut, Della Mea (PD) e Agnola (IDV-CITTADINI): d'accordo anche Giorgio Venier Romano dell'UDC che ha invitato a votare a favore della stessa dichiarandosi contrario a un “atto umanamente deprecabileâ€. L'accoglimento da parte del Presidente del Consiglio Ballaman della richiesta di potersi esprimere con il voto segreto ha gettato lo scompiglio nelle file della maggioranza: le urla del capogruppo di LEGA NORD Narduzzi si sono levate altissime contro gli alleati “traditoriâ€. A quel punto la LEGA NORD, al completo del proprio assessore Claudio Violino, platealmente esce dall'aula per non farvi più ritorno. Il voto, nell’imbarazzo palpabile dei consiglieri della maggioranza, conferma la sconfitta del centrodestra palesemente diviso: 23 i voti a favore, 9 i contrari e 2 le astensioni. Anche la mozione alternativa presentata da Narduzzi e Galasso, ma non condivisa dall'UDC, viene sonoramente bocciata.  
E' la prima volta che su un tema di così forte rilevanza politica – come quello dell'immigrazione – la maggioranza si divide. Evidentemente per i cattolici dell'UDC le posizioni oltranziste della LEGA NORD cominciano a diventare insostenibili.
 
Personalmente sono convinto, almeno così mi auguro, che un ruolo non indifferente su questa recente vicenda l'abbia avuto anche l'episodio accaduto pochi giorni fa a Casarsa della Delizia, quando il Presidente del Consiglio Regionale Edouard Ballaman aveva abbandonato in modo plateale e stizzito il convegno organizzato dall'EFASCE per presentare un volume sui propri 100 anni di attività in segno di protesta per le parole del vescovo di Concordia Ovidio Poletto che ricordava come, un tempo non troppo lontano, gli emigranti clandestini erano stati anche gli italiani. A testimonianza di ciò il Vescovo aveva dato lettura di un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano intitolato significativamente IL CAMMINO DELLA SPERANZA  come l’omonimo bel film di Pietro Germi del 1950 interpretato da Raf Vallone. Inutile negare che questo sgarbo istituzionale ha molto irritato il mondo cattolico, prova ne è che molti parroci hanno commentato in chiesa la domenica dopo questo episodio  e, forse, ha convinto i cattolici dell'UDC che era arrivato il momento di prendere le necessarie distanze dalla politica apertamente razzista della LEGA NORD. 
La nostra solidarietà, ovviamente, è tutta per monsignor Ovidio Poletto che ha avuto il coraggio di ricordarci quale deve essere il comportamento di quanti dichiarano di essere oggi “cristianiâ€. 
Piero Colussi
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TEMPI MODERNI

DEBITO PUBBLICO RECORD, SPESA SOCIALE TRA LE PIÙ BASSE IN EUROPA.

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Ad aprile, secondo i dati statistici di Bankitalia il debito pubblico ha raggiunto i 1.750,4 miliardi di euro, con un aumento di 9 miliardi rispetto al mese precedente. Dall'inizio del 2009 il debito pubblico è in corsa arrivando ad oltre 50 miliardi di euro in quattro mesi, in aumento rispetto al 2008 di 87 miliardi di euro.
l'Italia, dopo la Grecia, e' il Paese in cui i trasferimenti sociali hanno il minor impatto nel ridurre la povertà: abbattono la quantità di popolazione povera solo di quattro punti percentuali. Per esempio, Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Germania e Irlanda riescono a ridurre del 50% il rischio di povertà.

In questa situazione, il governo nel dicembre del 2008, taglia le risorse destinate al Fondo Nazionale delle Politiche Sociali (FNPS): per il 2009 sono 1.464.233.696 euro, nel 2007 erano stati trasferiti 1.564.917.148 euro integrati con altri 186.237.792 precedentemente accantonati.

Dunque da circa 1.650.500.000 si scende di circa 200.000.000 di euro. Sono le cifre contenute nel Rapporto sui Diritti Globali presentato il 28 maggio a Roma.

La politica governativa costerà agli enti locali e alle Regioni, in tre anni oltre 12 miliardi di euro di risorse in meno. Per i Comuni si è già verificata una diminuzione nelle entrate correnti del 7%, il 13% di quelle tributarie, per un ammontare complessivo di 3,3 miliardi di euro e con la manovra estiva del 2008 il governo pone in ulteriore difficoltà i Comuni limitandone il ricorso alla leva fiscale, con il blocco delle aliquote per il triennio 2009-2011. Le relazioni tra i Comuni e il governo sono burrascose anche sui tagli ai trasferimenti e la mancata integrale copertura degli interventi sull'ICI; la deroga al Patto di Stabilità interno, l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale e abbattere il debito.
Un problema grave se si considera che i Comuni rappresentano il 42% di quanto complessivamente speso dal settore pubblico per l'assistenza socioassistenziale.

SEGRETERIA REGIONALE
ITALIA DEI VALORI
FRIULI VENEZIA GIULIA
 
 
 
 

CANDIDATI ELETTI AMMINISTRATIVE 2009 FRIULI VENEZIA GIULIA


GORIZIA        
CARICA NOME
GRADISCA
D'ISONZO
CONSIGLIO
COMUNALE
GRANDI ALESSANDRO
 STARANZANO CONSIGLIO
COMUNALE
GRACALICH GIANCARLO
   TURRIACO CONSIGLIERE
COMUNALE
CANDIDO
PIER UGO

PORDENONE
CARICA NOME
PORDENONE
CONSIGLIO
PROVINCIALE
FABIO
GASPARINI
 FONTANAFREDDA CONSIGLIO
COMUNALE
SILVERII GIANFRANCO
   SACILE CONSIGLIO
COMUNALE
SIMONE
BORTOLAN

UDINE           
CARICA NOME        
TAVAGNACCO     CONSIGLIERE
COMUNALE
ALIGI
DI BIAGGIO

TRIESTE    CARICA   
NOME        
SAN DORLIGO     CONSIGLIERE
COMUNALE
DINO
ZAPPADOR






 

DICHIARAZIONI EUROPEE AMMINISTRATIVE IDV FVG, BASSI, CROSATO, DE LORENZI, MARIN, LUTEROTTI

 

alt Paolo
BASSI
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ATTRAVERSO LA COLLABORAZIONE E LA CONDIVISIONE DELLE TEMATICHE POLITICHE POTREMMO OTTENERE IL MIGLIORAMENTO DELLE NOSTRA VITA SOCIALE
8 Giugno 2009


Il risultato di queste elezioni Europee dimostra che il lavoro dell’Italia Dei Valori ha saputo realizzare una significativa crescita di consensi sul territorio. Gli Italiani hanno capito che ad una destra, per tanti versi impresentabile, ci si deve opporre con fermezza e senza ambiguità.
 
L’Italia Dei Valori saprà dimostrare nel Parlamento Europeo nei Consigli Comunali e Provinciali,  che la battaglia per un ritorno all’etica della politica nell’interesse del nostro Paese e delle nostre Comunità, è un argomento concreto e attuabile.

Ringrazio tutti i candidati che con il loro contributo hanno permesso il buon esito di queste elezioni Europee ed Amministrative.  A loro chiedo indipendentemente dal risultato ottenuto, che l’impegno profuso in questa campagna elettorale non venga meno, perché è soltanto attraverso la collaborazione e la condivisione delle tematiche politiche che potremmo ottenere il miglioramento delle nostra vita sociale, argomento che è il primo obbiettivo che l’Italia Dei Valori si propone per il nostro Paese e per l’Europa.
 
Ringrazio gli elettori che hanno dimostrato di saper credere nel nostro progetto politico, ed è a loro che chiedo di restare vicini al nostro partito, perché è soltanto attraverso una  partecipazione consapevole che  sarà possibile ottenere un metodo migliore alle risposte che oggi la politica non sa ancora dare.

Il Segretario Regionale IDV FVG
             Paolo BASSI


alt Mario
MARIN
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L'ITALIA DEI VALORI VUOLE ESSERE IL MOTORE DI UN NUOVO MODO DI FARE POLITICA
8 Giugno 2009
 
L'ottimo risultato raggiunto a Trieste, che supera il dieci per cento, oltre che inorgoglirci, ci fa capire che la strada intrapresa è quella giusta.  Importante ora dire, che per noi di Italia dei Valori,  questo risultato non è il punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza.  Raddoppiare, ad ogni tornata elettorale il numero di consensi, deve finalmente far capire a tutti che Italia dei Valori è una forza polica vera con cui confrontarsi seriamente.  L'Italia dei Valori vuole essere il motore di un nuovo modo di fare politica,  di una visione nuova della politica e dei politici attraverso la quale portare in primo piano il valore del fare bene a vantaggio di tutti e sopratutto dei cittadini. 

Il centro sinistra deve abbandonare rapidamente le contrapposizioni interne e trovare al più presto le ragioni  che ci possono  unire.  Bisognerà quindi arrivare, in tempi brevi, ad un tavolo programmatico che possa definire le linee politiche con cui vorremmo affrontare le prossime scadenze elettorali. Il centro sinistra deve poter trovare una strategia comune vincente tale da ridare fiducia ai cittadini che, con il loro astensionismo, ci fanno capire di essere molto amareggiati.

Dobbiamo tutti insieme trovare, quella concretezza di intenti tale  da rappresentare, un'alternativa possibile per una classe politica  che faccia dell'etica e della moralità i punti cardine per il suo rinnovamento.

Per questo motivo, a livello regionale e provinciale, abbiamo già chiesto un tavolo di confronto con tutte le forze politiche del centro sinistra ma anche, come sempre, aperti a tutte quelle forze della società civile che volessero confrontarsi con noi in modo costruttivo e propositivo. 

Ringraziamo tutti gli elettori per questo importante risultato promettendo di continuare nel nostro lavoro con serietà, caparbietà e passione.


Mario MARIN
Segretario Provinciale IDV TRIESTE

cell. 3474204292                 


alt Ugo
LUTEROTTI

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OGGI RISULTA ANCORA PIÙ IMPORTANTE UNA SERIA ALLEANZA CON IL CENTRO SINISTRA, NECESSARIA PER POTER COMPETERE CON IL CENTRO DESTRA.
8 Giugno 2009

Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti su questa prima uscita nelle elezioni amministrative. 
È  stato per noi un impegno gravoso vista l’assenza delle strutture locali.  Nonostante questo oggi siamo presenti nel territorio con un nucleo di persone impegnate. 

Le elezioni Amministrative hanno prodotto in due comuni un consigliere e probabilmente  uno anche a Gradisca, premessa che è di buon auspicio per potersi espandere nelle prossime elezioni anche negl’altri comuni della provincia.

Abbiamo rilevato che c’è stata una differenza tra le europee e le amministrative, probabilmente perché le liste civiche hanno distolto l'attenzione dal nostro simbolo, l’importante è che chi ha scelto le liste civiche, possa comunque vedere nell’Italia Dei Valori una linea guida. Nelle europee abbiamo sfiorato il 10 per cento, risultato che ci fa ben sperare per il nostro futuro. Oggi risulta ancora più importante una seria alleanza con il centro sinistra, necessaria per poter competere con il centro destra.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato attivamente a questa ottima campagna elettorale. Incoraggiandovi  nel proseguo di questa, troverete in me e in tutto il direttivo un sostegno necessario per ogni decisione che dovrete affrontare.
 
Il coordinatore Provinciale IDV Gorizia
            Ugo LUTEROTTI


 
alt Giovanni
DE LORENZI

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IL NOSTRO PARTITO CHE OTTIENE OTTIMI RISULTATI NELLE AREE A MAGGIOR DENSITÀ DEMOGRAFICA, PAGA NELLE AREE MARGINALI PER L’ASSENZA DI RADICAMENTO.
8 Giugno 2009

Ritengo che il risultato complessivo della nostra regione sia in linea con quelle che erano le nostre aspettative. Ha pagato bene la candidatura di Giorgio PRESSBURGER che in particolare a Trieste, ha portato un buon contributo di voti .
 
Pordenone e Udine hanno invece subito la competizione con la Lega Nord, che ha fatto incetta di voti nelle aree confinanti con il Veneto, dove la Lega Nord risulta tra i primi partiti eletti.  In modo particolare l’area del Livenza , ad esempio Sacile, ha risentito moltissimo della rilevante visibilità della Lega Nord determinata dall’attività svolta a pochissimi chilometri da uno dei più attivi Ministri del governo Berlusconi. Per quanto riguarda le amministrative siamo soddisfatti di avere ottenuto l’ingresso nel consiglio provinciale, e qualche altro consigliere comunale nelle zone ove eravamo presenti. 
 
In tutta sincerità contavamo di poter ottenere qualche decimo in più,  ma paghiamo la mancanza di radicamento sul territorio. Il nostro partito che ottiene ottimi risultati nelle aree a maggior densità demografica, paga nelle aree marginali per l’assenza di radicamento. Occorrerà per il futuro concentrarsi in detta direzione anche in prospettiva di un’estensione della nostra rappresentatività verso altre componenti politiche e civiche, appartenenti all’area riformista. Ritengo tutto ciò possibile considerato che i nostri simpatizzanti hanno saputo farsi vedere quando sollecitati. A questi va il nostro ringraziamento per la vicinanza dimostrata.

Il Segretario Provinciale IDV Pordenone
         Giovanni De Lorenzi


 
alt Giovanni
CROSATO

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DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI SGANCIARCI DAL CONCETTO DEL VOTO DI PROTESTA E COMINCIARE A RACCOGLIERE LE NOSTRE ADESIONI PROPONENDO NUOVE INIZIATIVE.
8 Giugno 2009

Personalmente sono soddisfatto dall'eccezionale risultato ottenuto dall’Italia Dei Valori nelle elezioni europee. Per quanto riguarda le elezioni amministrative, anche se il risultato non è stato ottimale, sono in ugual misura soddisfatto perché i candidati che abbiamo presentato hanno avuto il coraggio di esporsi mettendo in gioco la propria faccia.

Tutto ciò è stato possibile perché le persone che hanno contribuito a questa campagna elettorale credevano e credono nei principi dell’Italia Dei Valori.

Dopo questa tornata elettorale per noi necessita un momento di riflessione, ora dobbiamo  costruire una struttura in grado di radicarsi in modo capillare sul territorio, costituendo nuovi circoli e diffondendo i nostri ideali.

Dobbiamo avere il coraggio di sganciarci dal concetto del voto di protesta e cominciare a raccogliere le nostre adesioni proponendo nuove iniziative. Nuove iniziative che devono toccare nel profondo i concetti più Cari alle nostre genti, di modo da creare all’interno della nostra comunità, il piacere di trovarsi
assieme per risolvere  i problemi di tutti.

P
iù gente entrerà a far parte del Partito e meglio si potrà migliorare le nostra comunità
, dando sopratutto spazio ai nostri giovani, perché saranno loro i nostri frutti migliori. Ritengo ed immagino l’Italia Dei Valori come fosse e un grande albero, ma per avere dei frutti bisogna aver la forza di selezionare le gemme migliori, dove se sarà necessario, dovremo avere la forza ed i coraggio di potare i nostri rami per ottenere sempre i migliori risultati.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato fiducia.

Il Segretario Provinciale IDV Udine
         Giovanni CROSATO


 
 
 

RISULTATI EUROPEE 2009

ELEZIONI EUROPEE 2009

 

IDV DA POVOLETTO ESORTA A NON SOPPRIMERE LE STRUTTURE UTILI

Il caso Nella nostra regione esiste una molteplicità di enti dirigenziali quali: la Direzione sanitaria, l’Agenzia regionale della sanità e il Centro servizi condivisi, con sovrapposizione di competenze, che determinano sprechi nella pubblica amministrazione. E che dire di strutture come l’Insiel, che potrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra regione, oggi impantanata in un’operazione di riqualificazione. Noi vogliamo essere una regione virtuosa, innovativa, rispettosa dei princìpi costituzionali, attenta alle norme promulgate, ma perché allora non riusciamo a svincolarci da questi grovigli? Ripensiamo agli enti sopra citati, ognuno avrà un organico, presumibilmente qualificato, che fa capo a un dirigente il quale fa capo al direttore della struttura. Più strutture più dirigenti, più direttori più strutture: un manipolo di persone al di sopra del comune impiegato, che bene o male si occupano di cose assimilabili, e che percepiscono più di un soldato in Afghanistan che fa il suo dovere per la pace mondiale. Non sminuiamo le responsabilità di un direttore, ma non sarebbe più opportuno fare in modo che egli meriti realmente i propri emolumenti, per esempio aumentando le sue competenze? Unificare più strutture a poche o a una sola equiparabili è una scelta logica e ribadita anche dai nostri parlamentari. Andare nella direzione opposta, come il nostro presidente di Regione ha ventilato (faccio riferimento alla suddivisione dell’asse sanitario in due tronchi distinti: socio-assistenziale e sanitario) non solo non vuol dire semplificare, ma far nascere anche più rovi che immobilizzano il sistema burocratico. L’Insiel è una di quelle strutture che rappresenta l’high-tech della pubblica amministrazione, esplicativa di quel virtuoso processo di informatizzazione che dovrebbe garantire vantaggi al cittadino-utente, eppure è fossilizzata dalle leggi nazionali e dalla concorrenza che neppure il nostro “Statuto di regione autonoma†apparentemente è in grado di preservare. Sembra che l’attuale politica della Regione sia quella di chiudere gli organi che effettivamente provvedono alle necessità della popolazione, lasciando inalterata la rimanente struttura. Se qualcosa non si deve proprio sopprimere sono le strutture realmente utili e tra quelle menzionate: Direzione sanitaria, l’Agenzia regionale della sanità e il Centro servizi condivisi, l’unica è quest’ultima, la quale provvede agli approvvigionamenti di tutte le strutture sanitarie della regione realizzando un risparmio in termini di tempo e denaro. Vorremmo sperare che il professor Kosic e il presidente Tondo recepiscano queste considerazioni.

Oliviero Paoletti
 
 
 

SIAMO RIDOTTI IN UNO STATO PIETOSO.




Giorgio PRESSBURGER



SIAMO RIDOTTI IN UNO STATO PIETOSO.


E questo soprattutto riguardo la Democrazia, la Politica, la Verità.
Il concetto di Democrazia è nato in Grecia ed esiste da più di 2000 anni, ma, dopo essere stata fondata e custodita per qualche decennio, essa è scomparsa ed ha dovuto percorrere una strada estremamente difficile per ricomparire soltanto di recente. Duemila anni, infatti, sono occorsi perché una vera Democrazia comparisse nuovamente nel mondo.
Democrazia significa che è il Popolo a regnare.
 

EUROPEE 2009 - COME SI VOTA




EUROPEE 2009 - 1O MOTIVI PER CUI VOTARE

Per le elezioni Europee 2009 ogni circoscrizione ha una scheda con colore diverso dalle altre e cambia anche la posizione del simbolo dell'Italia dei Valori.
Per Votare bisogna presentarsi ai seggi elettorali del propio Comune di Residenza, presentando la tessera elettorale ed un documento d'identità valido. Se Avete smarrito o siete sprovvisti della tessera elettorale potete richiederla nell'apposito ufficio del propio Comune di residenza, anche nei giorni in cui si svolgono le votazioni.
 

LA LIBERTÀ È COME L’ARIA. CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE QUANDO COMINCIA A MANCARE


Ufficio Stampa Regionale
IDV Friuli Venezia GIULIA

 



L'ITALIA, UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA.
2 Giugno 2009



Se dal 1947 la nostra Costituzione ha sopportato il peso della Storia, restando intatta nonostante l'arroganza  di chi vorrebbe governare usando il potere nell’interesse di se stesso e dei suoi affiliati, questo lo dobbiamo all’eredità donataci dai Padri della Nostra Repubblica.
 
La sofferenza di quegl’uomini costretti dall’ingiustizia a subire il patibolo della dittatura, ci ha concesso, attraverso il pensiero inscritto nella nostra Costituzione, la Libertà.
Libertà ancor oggi protetta da un meccanismo di rigidità costituzionale nata e progettata dall’esperienza di chi ha voluto donarci ancora oggi, la possibilità di poter continuare a sperare di costruire un futuro degno per i nostri figli, nel rispetto di quei valori che  hanno insignito la nostra Repubblica della parola Democratica.

Nostro dovere è perseguire la strada indicata da uomini come Piero CALAMANDREI, adoperandosi a protezione della nostra Costituzione, affinché quei valori scritti nei diritti fondamendali di un paese Democratico, vengano conservati e donati in preziosa eredità ai posteri .


Giorgio PRESSBURGER



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L’INDIFFERENZA È MORTALE. E’ QUESTO QUELLO CHE CALAMANDREI ESORTA A EVITARE
2 Giugno 2009

La Costituzione Italiana è nata dal sangue di quanti sono morti per la libertà., dopo vent’anni di un regime crudele e tirannico. Quel regime era nato da un consenso popolare. Il consenso sarebbe stato estorto con la violenza e un dispiegarsi subdolo di mezzi di persuasione. La prima parte del discorso di Calamandrei si basa su un appassionato appello rivolto agli studenti di non considerare la morte per la libertà ormai qualcosa di lontano, perduto nella nebbia della Storia. L’indifferenza può generare la rinascita della tirannia. Indifferenza vuol dire disinteresse per la comunità umana, egoismo, mancanza d’amore per chiunque, disprezzo degli altri e, alla fine, per la vita stessa. L’indifferenza è mortale. E’ questo quello che Calamandrei esorta a evitare. E’ un discorso profondo non soltanto di contenuto politico, ma anche morale. Politica e morale dovrebbero essere strettamente legati, la democrazia dovrebbe fondarsi sull’esaltazione della solidarietà, della libertà, della verità, della giustizia, il rispetto per i sacrifici del passato, la speranza in un avvenire privo di violenza. Tutto ciò   che il “regime†odierno ignora e, a volte denigra, con arroganza rifiuta. Calamandrei apparteneva a un gruppo chiamato “Giustizia e Libertàâ€, alcuni membri di questo gruppo che ha elaborato pensieri profondi sulla democrazia, sono stati torturati e uccisi dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi.. Ai giovani di oggi, spesso resi inerti , ipnotizzati dall’uso distorto dei mezzi di comunicazione, tutto questo può sembrare un affare d’altri tempi, che non ci riguarda. Per altri giovani invece non è così.   Il discorso di Calamandrei finisce con un richiamo al ricordo delle vittime. Oggi quelle vittime sembrano personaggi di uno spettacolo, di una finzione. Tutto sembra una finzione. Il governo di oggi ha ucciso la verità. Esaltato la furberia, l’egoismo, l’inganno, l’impunità del malfattore più astuto. In odio a questo molti ragazzi di oggi sono apatici, indifferenti, non vedono vie d’uscita. Il richiamo di Calamandrei alla memoria dei morti, grida ancora per il rispetto della vita. Cioè per la giustizia e la libertà.



Sonia ALFANO
 

 
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E' UNA DELLE CREAZIONI PIÙ SUBLIMI DELLA MENTE UMANA.
2 Giugno 2009

E' una delle creazioni più sublimi della mente umana. Così tanto vicina alla perfezione da essere un pericolo costante per i poteri forti che da sempre governano l'Italia. Parlo della nostra Costituzione e del tentativo da parte della classe dirigente italiana, che sia di destra, di centro o di sinistra, di stravolgerla e modificarla.
Non è più il tempo di gridare al “pericolo regime†perché il regime, in Italia, è già saldamente instaurato.
Informazione e magistratura sono i poteri che dovrebbero controbilanciare quello politico. Se l'informazione ha la funzione di osannare il padrone di turno e la magistratura è esautorata d'ogni indipendenza tramite avocazioni ed interferenze di vario genere della politica, significa che la nostra splendida Costituzione è stata calpestata e che questo non è più un paese democratico.

Parlo a centinaia di persone tutti i giorni nella speranza di far svegliare i miei connazionali dal torpore nel quale il regime li ha volontariamente costretti.

E sono pronta a continuare a girare l'Italia in lungo e in largo e parlare ad ogni singolo cittadino di questa nazione pur di difendere la nostra Costituzione ed il nostro Paese contro il becero regime che sta distruggendo il nostro futuro e la coscienza civica del paese.
Lo devo ai miei figli, ai ragazzi del movimento grillo dai quali ho tratto la forza per continuare a lottare ed a tutte le persone che vorranno concedermi la propria fiducia e che ripongono in me la speranza di vivere un giorno in un paese veramente democratico.


 
Luigi
DE MAGISTRIS




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SI UMILIA LA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA - FONDAMENTO DELLA REPUBBLICA
2 Giugno 2009

E' importante ricordare questo giorno in quanto il sistema di potere che ci governa sta portando avanti il disegno piduista che sovverte dalle fondamenta l'assetto costituzionale dell'Italia. Si umilia la Costituzione nata dalla Resistenza - fondamento della Repubblica - eliminando l'indipendenza della magistratura, sopprimendo il pluralismo dell'informazione, riducendo i poteri della Corte Costituzionale e del Parlamento, consegnando tutti i poteri ad un'unica persona attraverso l'adozione di un presidenzialismo di gelliana memoria.

Un disegno illiberale ed autoritario che mortifica i principi di solidarietà, uguaglianza e libertà sui quali si fonda la Repubblica.
Attueremo una resistenza costituzionale che fermera' coloro i quali vogliono definitivamente distruggere il nostro Paese.






 
Carlo VULPIO




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OGGI, IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE, VA ARTICOLATA NEL PAESE UNA RESISTENZA DEMOCRATICA
2 Giugno 2009

Credo che oggi la Costituzione italiana vada non soltanto difesa, ma applicata, come fosse un vero e proprio "manifesto politico". E va difesa e applicata in tutte le sue parti, senza trucco e senza inganno. Infatti, c'è chi dice di non voler toccare la Costituzione nella prima parte, ma di volerla "ritoccare" nella seconda. Questo è un imbroglio da sventare, è un assalto "morbido" da respingere con durezza.
Oggi, in difesa della Costituzione, va articolata nel Paese una resistenza democratica che poggi specialmente sull'articolo 1 ("L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro": sul lavoro, non sull'impresa), sull'articolo 3 ("Tutti sono uguali davanti alla legge...") e soprattutto sul secondo comma  del medesimo articolo 3, in base al quale è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che si frappongono a una uguaglianza effettiva e al pieno sviluppo della persona umana. Sessantuno anni, per una Costituzione tra le migliori del mondo, sono ancora l'età della giovinezza.



Piero
CALAMANDREI




CALAMANDREI - DISCORSO AGLI STUDENTI MILANESI (1955)
26 Gennaio 1955

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.

È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…


(leggi tutto)



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ALIMENTARE LA PAURA SERVE SOPRATTUTTO A STORNARE L’ATTENZIONE DAI VERI PROBLEMI: SI STRUMENTALIZZA COSÌ LA PAURA E LA SI CAVALCA PER GUADAGNARE CONSENSO E POTERE».

 
"Quando al governo c’è la sinistra e all’opposizione c’è la destra, il copione è già scritto: la sinistra minimizza e la destra drammatizza. Quando invece, come oggi, i ruoli di governo e opposizione sono invertiti, il copione va in crisi. La sinistra vorrebbe cavalcare la paura, ma non può farlo perché i suoi riflessi condizionati buonisti le suggeriscono di sdrammatizzare. La destra, per contro, vorrebbe tanto drammatizzare, ma deve trattenersi perché è al governo e teme di essere considerata responsabile di quel che succede".  Luca RICOLFI La Stampa (leggi tutto)
La legge che istituisce di fatto la “polizia regionale†ricorda, in chi le ha vissute, echi di vecchie marcette, divise e gagliardetti. Con l’istituzione delle ronde ancora una volta il Governo sembra voler dimostrare di preferire la strada populista e demagogica del “fai da teâ€. Si preferisce demandare al cittadino il controllo del territorio piuttosto che potenziare energicamente l’apparato sicurezza comprendente le forze dell’ordine ed il sistema giuridico nazionale.
 
I nostri tribunali: ingolfati da una ridondanza legislativa, non riescono ad evadere le pratiche nei tempi che la logica del buon governo dovrebbe imporre, tale da rendere il nostro Paese un invogliante ricettacolo per la peggior classe d’immigrazione. Questa è la vera emergenza e questo è il vero problema della sicurezza in Italia. Il recente decreto appare quindi â€œusare†i problemi per inserire logiche di divisione e razziste, di vecchia memoria, che gettano solo fumo, se non della sabbia, negli occhi di quell’opinione pubblica che sempre più sofferente ed ormai insofferente nei riguardi di questa disarmante realtà, si lascia “incantare†dalle balzane soluzioni proposte dal governo. Nell’attesa di un una forte risposta dai nostri vertici nazionali, L’Italia dei Valori FVG si opporrà con forza all’instaurazione della giustizia fai da te e saremo pronti a raccogliere le firme per un referendum abrogativo.

 
Ufficio Stampa Regionale
 
IDV Friuli Venezia GIULIA



Invece che istituire le c.d. ronde (o "volontari per la sicurezza") sarebbe stato più opportuno puntare a rafforzare l’organico e i mezzi dei corpi di polizia, gli unici a possedere la necessaria professionalità per operare nell’ambito della sicurezza.
Quella che ne esce è una norma che va a istituire una pluralità di organismi costosi e a volte inutili; va a militarizzare la polizia municipale assegnandole funzioni che non le sono proprie; e infine, affida ai privati, servizi di vigilanza e sicurezza che non dovrebbero essere prerogativa del pubblico. Inoltre, non si giustifica la volontà di dare un impianto centralistico ad un tema quale quello della polizia locale che riguarda le singole realtà territoriali.
«Questa legge è un grande inganno. Serve, come ha sottolineato Sasco, a pagare pegno perché il provvedimento è stato promesso in campagna elettorale. Ma una promessa elettorale – ha detto in aula il capogruppo Piero Colussi - non è un dato sulla necessità di sicurezza dei cittadini. dati, invece, sono i numeri dei reati che, guarda caso, nella nostra regione sono diminuiti. E non solo: più del 50% dei crimini accadono in famiglia.
Allora questa legge che istituisce ronde, scuole di polizia, volontari peral sicurezza, è un inganno. Qual è la politica che dovrebbe mettere in atto un legislatore? Quella di rassicurare i cittadini o quella di alimentarne la paura? Alimentare la paura serve soprattutto a stornare l’attenzione dai veri problemi: si strumentalizza così la paura e la si cavalca per guadagnare consenso e potere».

Alessandro CORAZZA

 


 


BRUNETTA: "NO IN STRADA AGENTI PANZONI"
SIULP: QUALCUNO “ARRESTI†BRUNETTA
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI POLITICHE DI SICUREZZA E ORDINAMENTO DELLA POLIZIA LOCALE. Legge regionale 29 aprile 2009, n. 9















 

CORNUTI MAZZIATI E ANCHE CONTENTI

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Molti dei titoli dei giornali di oggi presentano come fallimento dell’Italia dei Valori, il mancato raggiungimento del quorum per la presentazione della mozione di sfiducia. Su una cosa di certo questi hanno ragione: il mancato raggiungimento del quorum della mozione è un FALLIMENTO, ma non per l’Italia dei Valori, ma per l’intera Politica Nazionale, che ancora una volta sembra dimenticarsi di quei Valori, che resero degno del nome Democratico il Nostro Paese.

Democrazia è una parola che da sola non basta a mantenere lo Stato nel Diritto Costituzionale; la Democrazia per sopravvivere ha bisogno di una Politica sana, e di una classe dirigente coscienziosa del proprio fare. In nessun caso si potrebbe mai tollerare se per uno Stato Democratico, si verificasse l’ipotesi che una Politica scaltra utilizzasse la propria azione per giustificare il proprio fine, anziché quello della Nazione che rappresenta. Perché se mai questo accadesse, e se mai esistessero le prove per dimostrare che la corruzione sopravvive incolume  tra le massime poltrone dei vertici Nazionali di quel Paese, allora  si dovrebbe urlare con tutte le nostre voci, perché questo significherebbe che la Democrazia, la Costituzione ed il Diritto di quel Paese, sarebbero in pericolo.

Se questo non accade, se il Popolo di una Nazione non sente la necessità di alzarsi e ribellarsi nei confronti di chi vigliaccamente lo depaupera dei suoi bisogni, allora questo significa che quel Popolo, ha l’attenzione distolta da una classe politica arrogante, che utilizza il potere acquisito per  alimentare le proprie necessità , occultando con leggi costruite su misura e con un’invasione d’idiozie mediatiche, la Verità del proprio fare.
 
 
IDV FRIULI VENEZIA GIULIA


 

L'INSOSTENIBILITA' GOVERNATIVA DEL NOSTRO PAESE




Il nostro Paese sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia. La nostra economia è in una fase di stallo preoccupante ed i provvedimenti dell’esecutivo sono strumenti inefficaci e puramente propagandistici.

A ciò si aggiunge una preoccupante deriva autoritaria di questo Governo, di un presidente del Consiglio che nega i valori della Costituzione, umilia e offende il Parlamento, calpesta le regole, anche quelle morali e, di fronte ad accuse gravissime ed infamanti, non sente il dovere civico e morale di presentarsi davanti al giudice, per tentare di dimostrare la propria innocenza. In nessun altro paese del mondo accadrebbe quello che sta avvenendo oggi in Italia. Nel processo Mills il Tribunale di Milano, seppure con una sentenza di primo grado, ha accertato fatti gravissimi. Siamo consapevoli che si tratta solo di un accertamento di primo grado, non tale dunque da superare la presunzione di innocenza, ma siamo altrettanto consapevoli che i reati contestati sonodi una gravità inaudita, che minano alla radice la figura e l’integrità di chi ha la responsabilità diguidare il Paese, sul piano nazionale ed internazionale.

 

FRIULI VENEZIA GIULIA: INTERVISTA AD ANTONIO DI PIETRO

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di ROBERTA GIANI TRIESTE «Silvio Berlusconi vuole tagliare i parlamentari? Bene. Domani presentiamo il disegno di legge. E, in parallelo, raccogliamo le firme dei cittadini, affinché il premier non possa fare il solito gioco delle tre carte». Antonio Di Pietro gioca d’anticipo e sfida il Cavaliere, quello che ribattezza Capitan Annuncio, sul suo terreno. Al contempo, conferma l’avanti tutta sulla mozione di sfiducia, e ne anticipa il cuore: «Il caso Mills». E il Pd? Il leader dell’Italia dei valori, dopo il gran rifiuto di sabato, non esclude il gioco di squadra. Alle sue condizioni, però: «Non ci interessano passerelle, ma atti concreti, e la nostra mozione lo è. Orsù, dunque, passiamo dalle parole ai fatti». La mozione è pronta? La stiamo definendo in queste ore con i capigruppo di Camera e Senato e domani la illustriamo. Qual è il «cuore»? Chiediamo l’«impeachment» perché la sentenza Mills conferma che Silvio Berlusconi non ha le qualità morali e politiche per guidare il nostro Paese: non solo ha corrotto, ma l’ha fatto
 

PARCONDICIO: AGCOM MULTA RETE 4

SIAMO ALLE SOLITE, CHI POSSIEDE IL POTERE MEDIATICO, NE FA QUEL CHE VUOLE … 

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"Retequattro ha davvero esagerato, al fido Fede e' stata comminata un'ammenda di 180.000 euro. Bruscolini per il suo proprietario Berlusconi, uno degli uomini più ricchi del pianeta. E' chiaro che l'ammenda come sanzione non basta". Lo afferma in una nota Pancho Pardi, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, che aggiunge: "lo squilibrio denunciato dall'Agcom riguarda tutte le reti televisive. Non si e' mai vista una campagna elettorale cosi e questo da' la cifra di come Berlusconi sia arrivato con gli anni a un controllo impressionante dei mezzi di comunicazione, soprattutto nel campo delle televisioni". 

Non che sia qualcosa di totalmente inatteso: qualunque osservatore mediamente attento della televisione non si sarà lasciato di certo sfuggire il comportamento deontologicamente non cristallino del telegiornale in questione, a favore dell’opera del Governo.

 

SIAMO IN TRE: UN NEOFASCISTA, UNA GIOVANE LIBERAL DEMOCRATICA, E IO

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Tribuna elettorale del 22/5, studi della RAI, Roma. Ore 17.15 ci fanno entrare nello studio, siamo in tre: un neofascista, una giovane liberal democratica, e io. Collegato da Torino, c'è un altro interlocutore valdostano. 17.30 Comincia la discussione. Si parla proprio di quello che in questo momento fa indignare e stomacare qualsiasi persona per bene, l'accoglienza degli immigrati. Io faccio notare che l'immigrazione via mare è soltanto il 10% del totale, dove spariscono gli altri? Perchè non se ne parla? Chi li sfrutta? Chi li occulta? E poi: il popolo italiano non è razzista, perchè si vuole piantare nel suo cervello e nella mente l'orrendo seme del razzimo? E' forse per nascondere altre malefatte? Parlano gli altri, blandamente ma non senza punte di razzismo, specialmente da parte dell'estrema destra. Dopo pochi minuti la parola torna a me: parlo del problema di come questa ombra del razzismo aizzi gli operai italiani contro quelli stranieri che lavorano in Italia, oppure in quei paesi dove i nostri imprenditori dislocano le loro fabbriche per poter pagare la mano d'opera cinque-otto volte meno che in Italia. Perchè i nostri
 

FVG DDL ANTICRISI, PROPOSTA IDV APPROVATA, AIUTI PER LE RATE DEL MUTUO



TRIESTE Un milione di euro per i contratti di solidarietà e sostegno a chi non riesce a pagare le rate del mutuo. Sono le principali novità inserite nella legge anticrisi votata ieri dal Consiglio regionale dopo tre giorni di dibattito. La Regione pagherà la mora a chi, a partire dal 1° luglio 2008, si trova nelle condizioni di non riuscire a pagare le rate del mutuo contratto per la costruzione o il recupero della casa in cui abita. I beneficiari, individuati in coloro che si sono trovati costretti a ricorrere agli ammortizzatori sociali, dovranno sì pagare la rata ma senza le maggiorazioni dovute al ritardo nel pagamento. È passata anche la proposta avanzata da Italia dei Valori–Cittadini (sulla quale sono poi confluiti gli altri gruppi) sui contratti di solidarietà che fa sì che ci sia una riduzione di ore di lavoro e dello stipendio (compensato in parte dall’intervento regionale) per il lavoratore consentendo però il mantenimento del posto di lavoro. «Questo ammortizzatore sociale – afferma il relatore Alessandro Corazza – ha anche il vantaggio di sostenere l’impresa la quale mantiene la forza lavoro per trovarsi più pronta ad intercettare la ripresa». Approvate anche le misure per il sostegno al lavoro: 5,2 milioni complessivi per l’assegno (pari al 30%
 

SCANDALO MILSS: LUNEDI' 25 MAGGIO ANTONIO DI PIETRO, PRESSBURGER E DE MAGISTRIS IN FRIULI VENEZIA GIULIA

VERSO IL VOTO Il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro, sarà lunedì in provincia per sostenere la campagna elettorale dei suoi candidati impegnati nelle elezioni provinciali e nei Comuni di Porcia, Fontanafredda e Sacile, nonché di quelli presenti in diverse liste civiche comunali. Il programma prevede una conferenza stampa a Villa Ottoboni e, alle 12, l’incontro con tutti i candidati di Italia dei Valori e delle liste di centrosinistra nella sala consiliare di Vigonovo anche assieme al candidato alle europee, Giorgio Pressburger. Nei prossimi giorni Ã¨ atteso in regione anche l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris.






 

LA SENTENZA MILLS: TIME FOR ITALY TO SACK BERLUSCONI ...

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Il Tribunale di Milano nello scorso mese di febbraio ha condannato David Mills alla reclusione per 4 anni e sei mesi, senza concessione delle attenuanti generiche, oltre al pagamento delle spese processuali, al risarcimento del danno e alla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

Oggi è stata depositata la motivazione della sentenza.

Il reato accertato
è quello di corruzione in atti giudiziari commesso da David Mills. Mills è stato pagato da Silvio Berlusconi perchè rendesse false testimonianze in alcuni processi che lo riguardavano ("Guardia di finanza"e "All Iberian").  

La Presidenza del Consiglio si era costituita parte civile e le è stato riconosciuto il risarcimento del danno conseguente al reato commesso da Mills, che ha leso i diritti fondamentali della pubblica amministrazione. La somma liquidata per risarcire il danno è di €  250.000 oltre alle spese processuali pari a 25.000 € (calcolati sulla base delle 47 udienze che si sono svolte).
 

IL CONSIGLIERE REGIONALE ENIO AGNOLA (IdV) IN VISITA IN ABRUZZO PRESENTA AI COLLEGHI CONSIGLIERI IL “MODELLO FRIULIâ€

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 Il consigliere regionale Enio Agnola (Italia dei Valori – Cittadini) ha visitato le zone terremotate dell’Abruzzo ospite del gruppo regionale dell’Italia dei Valori abruzzese. Nella visita era accompagnato da Carlo Costantini, candidato presidente alle ultime elezioni regionali. L’obiettivo era quello di presentare in forma completa e documentata l’esperienza del Friuli nell’ambito della gestione dell’emergenza e del processo di ricostruzione post terremoto. “Un’esperienza – ha detto Agnola -  che viene universalmente riconosciuta come “modello Friuli†e che ha consentito una ricostruzione ed uno sviluppo sociale ed economico che ora si vorrebbe mettere a disposizione delle popolazioni colpiteâ€.
 
 
La delegazione, composta anche da Lorenzo Cozianin, al momento del terremoto sindaco di Ragogna ed ora presidente della Comunità Collinare e Guglielmo Biasutti, già sindaco di Forgaria ed allora funzionario dell’Ente Sviluppo Artigianato, è stata accolta nella tenda allestita dall’Italia dei Valori all’Aquila dal capogruppo Carlo Costantini. 
 

TONINO DIVENTA MAÎTRE À PENSER, TRAMONTA IL MITO DELL'EGEMONIA CULTURALE DEI POST-PCI

LA SCELTA DI MAGRIS
 
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Fatto sta che l'autore di "Danubio" e "Microcosmi" e di altre opere affascinanti e acute oltre che degli studi rigorosi che hanno fatto scoprire a tantissimi la Mitteleuropa e il grande e suggestivo mondo ebraico - orientale, ha ritenuto di intervenire. Anche Magris, così, è stato iscritto nell'elenco, non breve peraltro, e tutt'altro che disdicevole, dei delusi dal vecchio centrosinistra e dei nuovi fans dell'ex pm di Mani pulite. In realtà, si tratta davvero d'altro. Magris ha fatto sapere con chiarezza che il suo voto va all'amico scrittore, a Giorgio Pressburger, e che con l'Italia dei Valori, che lo ha candidato, non vuole avere rapporti. È una precisazione significativa, non certo ai fini della discussione e della polemica politica di questi giorni, ma perché segnala qualcosa che Magris, nella sua consapevolezza e sensibilità di intellettuale, ben coglie e interpreta. Sempre più, oggi, il voto è libero. Non solo da legami di clientela o di ricatto, ovviamente, ma anche da appartenenze pregresse e da visioni ideologiche forti, capaci di avvinghiare a un simbolo, a una lista. Sono sempre di più le persone che scelgono candidati di cui si fidano, spesso a prescindere dalla lista e dal programma elettorale. È un riflesso, al tempo stesso, della fine delle appartenenze ideologiche e politiche e della crescita di un nuovo pragmatismo pubblico. Il quale, certo, può anche trasformarsi in opportunismo e in cinismo e, quindi, contribuire a far rinascere voti di clientela, voti di scambio, quindi voti, a loro volta, non liberi: la stessa scelta di una "persona" conosciuta può esser frutto di un abbaglio, ad esempio candidati capaci di promuovere una propria immagine con dovizia di mezzi, più che di una conoscenza diretta. Insomma, equivoci e inganni continuano a non mancare, anche nel nuovo quadro in cui si formano gli orientamenti elettorali. Proprio per questo è importante che una figura prestigiosa e sincera come quella di Magris abbia dichiarato la propria scelta e le motivazioni che la spiegano.
 

L'IDV VOLA: PERDONO CONSENSI BERLUSCONI ED ESECUTIVO

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Il sondaggio ROMA. Cala l’indice di fiducia degli italiani in Silvio Berlusconi. Il premier cala dal 56 al 53% e torna ai consensi di un anno fa, al momento del suo insediamento. E’ quanto rileva Ipr marketing nel suo sondaggio mensile per La Repubblica. E’ forse finita la luna di miele del Cavaliere con gli italiani? Tanto più che non è solo il premier a cedere terreno ma anche il suo governo, che da 46% cala a quota 44%, come a marzo scorso. Pdl e Lega restano inoltre fermi al 50%, come ad aprile. Ipr registra, invece, una lieve ma generalizzata crescita dei partiti di opposizione con il Pd che sale di due punti e si attesta al 33% di fiducia, l’Udc che sale di uno e va al 34% e Di Pietro che cresce di ben quattro punti e sale al 41%. Tra i ministri il più popolare è, con il 63%, Angelino Alfano ma nel gradimento cresce anche Giulio Tremonti con un più 3 per cento. Tutta diversa la situazione di Roberto Maroni, in calo di ben 3 punti. Ma quello di Ipr non è l’unico sondaggio da registrare. L’istituto Demopolis ne ha ha fatto uno sulle intenzioni di voto degli italiani, dopo la vicenda Lario-Berlusconi. Anche qui il Pdl perde un punto, attestandosi al 40%, mentre cresce il consenso della Lega che supera quota 10 e sale al 10,5%. Il Pd è al 25,5%. Decolla l’Italia dei valori che sale al 7,5%. L’Udc è al 6%. Sulle Europee sta lavorando anche Pierluigi Crespi, ex sondaggista di fiducia del premier. Crespi dà il Pdl al 41%, in calo di mezzo punto. Un secco 10% viene anche qui attribuito alla Lega. Il Pd è in lento miglioramento ma conquista solo il 25,5% di consensi, restando molto lontano dal 33,2% delle elezioni politiche. (m.b.)
 

DE MAGISTRIS SU LA7: OGGI 15 MAGGIO ALLE 21.10 A 'Tetris' informazione e intercettazioni.

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La puntata di domani del talent talk politico 'Tetris' condotto da Luca Telese si occuperà de 'Lo stato dell'informazione in Italia e la legge sulle intercettazioni'. Il programma, in onda alle 21.10 su La7, vedrà confrontarsi sull'argomento Luigi De Magistris, ex magistrato, candidato alle elezioni europee nelle liste dell'Italia dei Valori; Roberto Castelli, viceministro leghista alle Infrastrutture; Elvira Savino, deputata Pdl; Beatrice Borromeo, ex modella e conduttrice televisiva; Mario Sechi, vice direttore di 'Panorama' e Piero Sansonetti, direttore del neonato quotidiano 'L'Altro'. Al dibattito interverranno anche l'avvocato Cristina Malavenda, esperta di diritto dell'informazione, Marylin Fusco, candidata alle Europee dell'Italia dei Valori e Teresa Stinziani, ex concorrente del 'Grande Fratello' e candidata Pd alle amministrative. La giuria di qualità di questa puntata sarà composta da Cristina Parodi, (Tg5); Roberto Arditti, direttore de 'Il Tempo'; David Parenzo, 'Telelombardia' e Angelo Mellone, collaboratore e notista de 'Il Giornale'. Non mancheranno l'uomo della strada e l'editore di riferimento: Palo Guzzanti.

 

MAGRIS: «ALLE EUROPEE SCELGO PRESSBURGER

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TRIESTE Lo scrittore e saggista Claudio Magris, ex senatore della Repubblica ai tempi dell’Ulivo, voterà per l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro alle prossime elezioni europee ed esprimerà la propria preferenza per il regista teatrale e scrittore Giorgio Pressburger. Un «europeo come pochi» secondo Magris. «Non iscritto ad alcun raggruppamento politico - afferma Magris - ho deciso stavolta di votare per l'Italia dei valori che mi sembra un'opposizione al contempo moderata, aliena da ogni estremismo, e ferma». «Darò il mio voto a Giorgio Pressburger - ha aggiunto lo scrittore triestino, più volte indicato fra i possibili vincitori del Premio Nobel per la Letteratura - che conosco da una vita, perchè, europeo come pochi, ha dimostrato di sapere unire alla sua così notevole creatività artistica e culturale la capacità pratica di organizzare, amministrare e rappresentare, qualità essenziali per chi si occupa della cosa pubblica». Pressburger, nato in Ungheria e giunto in Italia dopo l'invasione del 1956, è stato Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Budapest ed è candidato dell'Italia dei valori
 
nella circoscrizione Nordest.
 

 

ITALIA DEI VALORI ATTACCA LA GIUNTA SUL CASO FACEBOOK

"Lo stop a facebook operato dalla regione FVG è pura censura politicaâ€. E' quanto afferma il Consigliere regionale dell'Italia dei Valori Alessandro Corazza, già su facebook da un paio d'anni ed eletto in Consiglio regionale grazie anche ad una massiccia campagna elettorale fatta proprio su internet.
 
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Vietare l'accesso a facebook dai computer della Regione è un atto illiberale che evidenzia tutta la voglia di controllo e di censura della comunicazione da parte di chi vorrebbe poter esercitare il proprio potere indisturbato. Internet, e con esso facebook, ha pro e contro: come un coltello può essere usato sia per tagliare la carne che per ferire una persona, esso può essere sia strumento di comunicazione che perdita di tempo. Non è quindi inibendone l'uso che si risolve il problema di chi non è produttivo sul lavoro: un dipendente che avesse voglia di distrarsi avrebbe mille altri modi per farlo senza passare necessariamente attraverso internet o facebook: il già ricordato “solitario†è uno di questiâ€.

Ma Corazza va oltre e afferma che “questa censura nasconde in realtà anche un altro aspetto negativo: limita la possibilità di comunicazione politica di alcuni Gruppi Consiliari rappresentati in regione come l'Italia dei Valori-Cittadini che, proprio attraverso l'uso di facebook, YouTube e altri strumenti informatici, stanno moltiplicando la loro presenza in internet e anche tra i giovani, essendo proprio quest'ultimi i frequentatori più assidui della rete. Ma anche a livello nazionale la situazione è analoga: L'Italia dei Valori è stato il primo movimento politico a puntare così tanto su internet e questo ha portato ad una grande crescita dei consensi evidenziata anche dai sondaggi. Difficile quindi non pensare che, proprio in questo periodo di campagna elettorale, quest'azione non sia effettivamente un tentativo di limitare la visibilità di determinati soggetti politici.
 

L’I.D.V. RIPROPONE IL CENTRO DIURNO PER NON AUTOSUFFICIENTI

NEL LIBRO EDITO DAL COMUNE SOLO MENZOGNE SU VILLA PITOTTI

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Da quasi un anno stiamo assistendo ad una campagna di disinformazione attuata dall’ amministrazione comunale allo scopo di attenuare le proprie responsabilità nel fallimento del progetto “Casa Pitottiâ€, come casa albergo per persone autosufficienti, per la cui gestione venne nel 2005 esperita una gara d’appalto andata deserta, a causa della scarsa appetibilità dell’offerta per le imprese del settore, dopo che la villa era stata ristrutturata con una spesa di 1.300.000 €. A seguito di questo insuccesso, da noi ampiamente previsto dal momento che gli autosufficienti preferiscono stare a casa propria, la giunta del sindaco Alfio Cecutti deliberò il cambio d’uso in museo dei fossili e dei reperti archeologici del castello della Motta, con un costo aggiuntivo di 314.000 €, disattendendo completamente il volere del donatore Gherardo Pitotti, di adibire l’immobile a favore degli anziani e/o comunque per scopi socio-assistenziali. Tale volontà risulta espressa nell’atto di donazione modale accettato dal Comune di Povoletto e custodito nella Conservatoria dei registri immobiliari di Udine. Stupisce dunque leggere sul libro “Povoletto†edito dall’amministrazione comunale con un costo di 18.500 € e in distribuzione in questi giorni, nella parte dedicata alle ville storiche, che Villa Pitotti già di proprietà del farmacista Gherardo Pitotti è stata da questi generosamente donata al Comune di Povoletto perché fosse destinata a comunità alloggio per persone autosufficienti. Quest’ultima affermazione è completamente falsa e poco credibile. Impensabile infatti che un professionista serio e di grande umanità, vincoli la donazione ad un uso così specifico che esclude a priori proprio quegli anziani che avrebbero più bisogno del servizio socio-assistenziale, ad esempio quelli affetti da demenza senile. La dicitura precedente con il limite dell’autosufficienza, venne invece decisa dal consiglio comunale che a maggioranza con un solo astenuto, approvò nel ’97 il progetto della ristrutturazione della villa, i cui lavori terminarono nel 2003, anno in cui venne inaugurata senza l’arredamento interno, dunque inutilizzabile. Il fatto che si tenti ora di attribuire una decisione ingiusta e fallimentare a colui che non può difendersi, perché defunto, ma per il quale parlano, per fortuna, gli atti che ci ha lasciato, è indicativo del nanismo politico di cui sono affetti i nostri amministratori.
L’opacità con cui è stata gestita l’operazione su questo importante lascito chiama in causa naturalmente anche l’assessore alle politiche sociali Bruna Tracogna la quale sul periodico dell’amministrazione “Povoletto e dintorni†del luglio 2008, giustificò il diniego perchè troppo oneroso, ad ospitare a Villa Pitotti un centro diurno per persone disabili o non autosufficienti, servizio meno impegnativo della casa albergo e dunque più adatto ad una struttura con 18 posti letto, come era stato proposto da alcune cooperative sociali operanti nel settore dell’assistenza. L’assessore non fornì cifre sull’ammontare di questo ipotetico onere, non permettendo ai cittadini di valutare autonomamente la congruità della scelta in base ad un criterio costi-benefici ed alle proprie esigenze personali.
Nel Comune di Povoletto attualmente risiedono 36 portatori di handicap grave certificati, 369 invalidi di cui 223 ultrasessantacinquenni. Alcuni frequentano già le strutture assistenziali di altri comuni anche lontani dal nostro. L’utenza dunque non mancherebbe, ora e in futuro, per un centro diurno da attuare in un luogo ottimale come Villa Pitotti, dotato di parco. Un servizio che sicuramente darebbe un sollievo alle famiglie, le quali potrebbero lasciare durante il giorno i propri cari con la certezza di un trattamento adeguato, a fronte del pagamento di un’equa retta. Questo può essere ancora realizzato, a patto che si affronti il problema con lungimiranza e competenza, soprattutto informando la popolazione di come stanno realmente le cose.
 
            Oliviero Paoletti

 

RISULTATI - ELEZIONI COMUNALI 2009 - TRENTO

 
ALESSANDRO ANDREATTA SINDACO DI TRENTO
Stravince con il 64,42%, Morandini al 20,64%
 
 
In una elezione per il sindaco di Trento
nella quale 4 elettori su 10 non hanno votato, i risultati confermano ampiamente le attese: Alessandro Andreatta (PD, PATT, Socialisti e Democratici per Trento, UPT, Unione di Centro, Leali, Italia dei Valori, Verdi) stravince con il 64,42% delle preferenze, lasciando gli altri candidati ad una larga distanza: Pino Morandini (Lista Civica per TRento e PDL) al 20,64%, Bruna Giuliani (Lega Nord) 7,60%, Francesco Porta (Rifondazione/Comunisti italiani) 2,31%, Luigi Merler (Civica Tridentum) 1,76%, Claudio Taverna (Pensionati) 1,23%, Alessandro Cocca (Trento Soul Moderno) 1,15%, Emilio Giuliana (Fiamma Tricolore) 0,89% (dati ufficiosi al 100% delle sezioni rilevate mentre stiamo scrivendo).
 
 

TRASFERIMENTO DEI CORSI DI ARCHITETTURA DA TRIESTE A GORIZIA

LA POLEMICA CON CAMBER:
 
 
La decisione del Senato Accademico di trasferire la sede per i corsi di laurea triennale della Facoltà di Architettura a Gorizia ha visto dibattere dividersi politici, rappresentanti degli studenti e studenti stessi. .

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fronte di una sempre più preoccupante diminuzione delle risorse economiche che ogni anno vede interessata la nostra Università, la decisione di trasferire il triennio di Architettura a Gorizia deve, a nostro avviso, essere vista in modo non negativo.
In momenti di difficoltà, riteniamo, bisogna avere il coraggio di fare delle scelte difficili e rischiare di apparire quasi impopolari di fronte alla opinione pubblica. Sta tuttavia nelle nostre capacità produrre argomentazioni atte a dimostrare la nostra serietà e capacità di guardare al futuro, inteso come medio-lungo periodo.
È da queste premesse che riteniamo il trasferimento della sede di Architettura a Gorizia una razionalizzazione della risorse oltre che una scelta politica lungimirante.
Nel capoluogo isontino infatti esistono già degli immobili non sfruttati appieno che appartengono all'Ente Università degli studi di Trieste. Pensiamo infatti che sia meglio utilizzare questi siti, rispetto all'idea che gli studenti debbano pellegrinare in sedi diverse nella nostra città, come fino ad ora avveniva, dal momento che Architettura non gode di un'unica struttura.
 

I diritti dei bambini non hanno colore politico

 
I DIRITTI DEI BAMBINI NON HANNO CREDO POLITICO

Presentata la proposta di legge che istituisce UN GARANTE PER I DIRITTI DELL'INFANZIA

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E' stata presentata dai consiglieri regionali Piero Colussi (primo firmatario), Enio Agnola, Alessandro Corazza, Stefano Alunni Barbarossa, Roberto Antonaz, Paolo Menis e Franco Codega, la proposta di legge che istituisce la figura del Garante regionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Non una riproposizione della figura del Tutore dei minori, ma un’Istituto di garanzia nuovo ed innovativo.

Perché questa proposta? Nella legge di assestamento del bilancio 2008 votata lo scorso luglio era stato definito che le funzioni del Tutore dei minori previste dalla legge regionale 24 giugno 1993 fossero esercitate in via transitoria dal Presidente del Consiglio regionale.
«Questo periodo transitorio – ha spiegato il primo firmatario Piero Colussi  - è scaduto nel febbraio scorso e poiché nulla si è mosso, abbiamo ritenuto necessario farci promotori di una proposta di legge anche in vista dell’istituzione, da parte del Governo, del
Garante nazionale.
Quando il centrodestra prese la decisione di abolire l’istituto del Tutore dei minori, venne detto che era per una questione di costi. La scorsa settimana, durante una conferenza stampa, il presidente Ballaman ha ufficializzato questo risparmio: 75 mila euro. I diritti dei minori e degli adolescenti perciò valgono meno di 75 mila euro? L’esigenza di affermare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso un organismo indipendente e autonomo, nasce dalla Convenzione sui diritti del fanciullo approvata a New York nel 1989 e dalla Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, approvata a Strasburgo nel 1996.
Oggi si tratta – ha continuato – di dare esito legislativo ad una pluralità di sitanze, a cui in alcuni casi si può e si deve rispondere con la figura del garante nazionale; in altri casi, con l’esercizio di funzioni che solo su scala regionale possono essere esercitate proficuamente. Solo pochi giorni fa il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la legge che istituisce in quella regione il Garante per l’infanzia e l’adolescenza aggiungendosi in questo modo alle altre regioni che già hanno legiferato in materia: Lazio, Molise, Emilia Romagna, Campania, Marche e Veneto. Il modello di riferimento a cui ci siamo ispirati con la nostra proposta di legge, è quello del vicino Veneto che da sempre in questo specifico settore rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di tutela dei diritti dei minori.»
 

IL VIDEO INTEGRALE DI MARCO TRAVAGLIO A GORIZIA

 

 


Marco Travaglio, Gorizia 17 aprile: «Mi pare che il boicottaggio non abbia funzionato». Si riferisce al vicesindaco Gentile, che nei giorni precedenti aveva invitato i «cittadini liberi» a disertare l’appuntamento, così facendone una straordinaria promozione involontaria. Oltre mille goriziani sono accorsi all'auditorium, in fila a più di un'ora dall'inizio, per procurarsi un posto. La metà di loro però non è riuscita ad entrare, causa il limite di capienza della sala.

 

 

Chiusura del reparto di cardiochirurgia


Ilcentrodestra propone di chiudere una Cardiochirurgia. Per loro, in Friuli Venezia Giulia, due sono troppe. Nel 2008 la Cardiochirurgia di Cattinara ha effettuato 570 interventi di cui solo 240 riguardavano pazienti triestini. La lista d’attesa, piuttosto lunga, vede 180-190 pazienti in attesa. Il reparto di Udine ha lo stesso volume di attività e, in più, esegue anche trapianti di cuore.
Il nuovo piano sanitario regionale prevede una sola struttura, o Udine o Trieste. Ma benché l’assessore regionale alla sanità Vladimir Kosic insista che non ci sono ancora ipotesi concrete, l’allarme è già scattato.
“Se si deve guardare con coerenza all’obiettivo che è sicuramente quello di migliorare il servizio al malato fornendolo in modo tempestivo e di qualità – afferma il Coordinatore regionale di Italia dei Valori Paolo Bassi - appare contraddittorio pensare di chiudere strutture in grado di servire un ampio bacino di utenza ad un livello qualitativo di eccellenza. Ci auguriamo, come Italia dei Valori, che il polo Cardiochirurgico di Cattinara possa mantenere la propria piena operatività. Se la sanità pubblica presenta ritardi od inadempienze è necessario guardare ad una maggiore efficienza che passi attraverso il recupero del merito focalizzando l’obiettivo sui servizi al malatoâ€.
Gli fa eco il consigliere regionale IDV Alessandro Corazza secondo il quale “è bene tendere ad una maggiore efficienza ed economicità dei servizi pubblici, anche tagliando eventuali doppioni laddove presenti, ma sempre se l’intento è quello di creare delle eccellenze regionali che meglio soddisfino le richieste e i diritti dei cittadini. Non vorrei – ha continuato - che siccome la legge sulla riduzione delle liste d’attesa in discussione in questi giorni in Consiglio regionale prevede che in caso di lunghe attese il cittadino si possa rivolgere al privato a spese della Regione, la chiusura di una cardiochirurgia sia in realtà un disegno per finanziare il sistema di sanità privata a scapito del pubblico. Sarebbe una cosa inaccettabileâ€.
 
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