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Manifestazione dell'otto marzo a Monfalcone

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Intervento del coordinatore regionale Bassi alla

manifestazione dell'otto marzo a Monfalcone


Vi è un governo e una maggioranza che, per colpa della propria incompetenza, di un diffuso senso di impunità, di una logica più di potere che di governo, non è stato nemmeno capace di presentare le proprie liste elettorali e che per rimediare a questo disastro, ha dovuto togliere un altro pezzo di libertà in questo paese, un altro pezzo di democrazia, mostrando, attraverso il decreto salva-liste tutto il proprio arrogante autoritarismo.
Verrebbe in mente il motto di Corrado Guzzanti quando diceva “siamo la casa della libertà e facciamo un po’ come cazzo ci pare".
Verrebbero in mente le leggi liberticide che il fascismo elaborò nei primi anni di regime, quando ancora la percezione dei più non era quella di vivere all’interno di un regime antidemocratico. Ecco questo miscuglio di autoritarismo che può apparire da operetta perché invece di olio di ricino ci propinano intrattenimento televisivo di bassa lega, ha minato alle fondamenta lo stato di diritto in Italia ed oggi siamo scesi in Piazza per gridare lo sconcio che viene per l’ennesima volta perpetrato da questa maggioranza che vive nell’arroganza e nella strafottenza del potere fascista.
Il governo ci ha abituato a leggi impresentabili ad uso e consumo di un interesse corporativo o personale del Premier, eppure sino ad ora l'unica cosa che ancora ci faceva pensare di non essere caduti in una seconda dittatura era l'espressione democratica delle elezioni.
Benché viziate da un sistema radio-televisivo ad informazione deviata erano pur sempre l'espressione della volontà degli elettori.
Ora con il Decreto Salva-Liste con il quale il governo viola la Costituzione, si sostituisce alla magistratura, e by-passa il Parlamento siamo entrati definitivamente in un regime, e, dispiace dirlo con il Presidente della Repubblica che anziché ergersi a difensore della Costituzione se ne lava le mani!
La percezione di tanti italiani negli anni del fascismo non fu inizialmente di essere piombati in un regime antidemocratico. Oggi, viviamo una realtà simile, di leggi che si susseguono e che mettono ogni giorno di più a repentaglio il libero vivere democratico del nostro paese. Il Premier e i suoi accoliti hanno problemi giudiziari? Ecco pronta una legge che modifica la prescrizione anziché la procedibilità dell’azione giudiziaria che lo erge al disopra delle leggi come il monarca assoluto che non deve rispondere alle leggi ma che le modifica a proprio uso e consumo. Il Premier ha problemi imprenditoriali? Ecco pronti scudi fiscali anziché depenalizzazioni dei falsi in bilancio, condoni e leggi “ad aziendam” che gli permettono di evadere al fisco miliardi di euro alla faccia di chi paga regolarmente le tasse. Il Premier ha problemi con la presentazione delle liste elettorali? La costituzione non gli permette di modificare la norma in corso d’opera. Ci inventiamo una legge palesemente incostituzionale, obblighiamo il Presidente della Repubblica a firmarla! L’ennesima norma smaccatamente incostituzionale! Rendiamo possibile ciò che per tutti gli altri possibile non è!! Evidenziando storture, sopraffazioni, leggi e leggine fatte su misura per ergere qualcuno, sia esso una persona od un partito al di sopra delle regole, al di sopra delle leggi. Sono oggi insieme a voi ed al Partito Democratico non perché Italia dei Valori ha cambiato la propria politica ma perché il perseverare della maggioranza nel calpestare lo stato di diritto ha visto anche i nostri alleati urlare il proprio dissenso per l’ennesima legge “ad listam” “ad personam". Per questo oggi a Monfalcone, esattamente come sabato prossimo a Piazza del Popolo a Roma i leader di Italia dei Valori, del Partito Democratico e di tutto il centrosinistra gridano il proprio sdegno per questa ennesima sopraffazione della legge del più forte che ha già demolito lo stato di diritto in Italia.
Quando la legalità è calpestata, quando vige la legge del più forte, quando chi può permetterselo può calpestare la Costituzione, fare spregio delle più importanti norme che salvaguardano le democrazie occidentali, ovvero il momento del voto cosa resta a noi se non la protesta di Piazza, affinché i cittadini italiani facciano sentire tutto il proprio disgusto nei modi che ancora questo regime ci consente. Non c’è democrazia senza legalità. Senza il rispetto delle leggi esiste soltanto la legge della giungla! La legge del più forte! Come nei regimi totalitari, dove chi commette reati si autoassolve, cambia le leggi, modifica le regole mentre la partita è in gioco! Le regole del gioco non si modificano mentre la partita è in corso!!! Prima di terminare desidero toccare un argomento importante, e riguarda le critiche che sono state mosse da Italia dei Valori al Presidente Napolitano.
L’insofferenza che monta nel paese è un’occasione che questa volta l’opposizione non può lasciarsi sfuggire, come accadrebbe se ci facessimo trovare divisi, in polemica tra di noi e non uniti, nelle parole, negli slogan, in Parlamento e nelle piazze, per chiamare all’appello gli italiani che ancora non vogliono chinare la testa. Per questo credo sia giunto il momento di mettere da parte le polemiche su Napolitano. Tanto ormai in Italia tutti, politici e cittadini, se hanno voluto, hanno capito e si sono fatti un’idea sui ruoli e sulle responsabilità. Ma non c’è dubbio che la responsabilità è prima di tutto del governo, di questa sua matrice eversiva che sempre lo accompagna e che, come un fiume carsico, ogni tanto affiora. Il 13 marzo ricordatevi che se vogliamo mantenere la democrazia è meglio essere tutti a Roma a lanciare questo appello e questo allarme, prima che sia troppo tardi. Vogliamo un Paese in cui ognuno possa esprimere i propri diritti, ma nel rispetto delle regole del gioco, altrimenti vince sempre il più forte, il più furbo e spregiudicato, come accade nella giungla. Il regime, che stiamo vivendo si sta palesando sempre più come la tirannia dell’interesse di pochi, sulla libertà e sulla democrazia. Abbiamo una informazione viziata che riesce nel migliore dei casi a servirci mezze verità, e molto spesso autentiche falsità condite di salamelecchi verso il Potere di Uno. Di sicuro rispetto alla reazione suicida che nel ventennio portò la minoranza ad autoesiliarsi sull’Aventinonoi oggi, abbiamo almeno una forza politica ed il suo leader Antonio Di Pietro che senza esitazioni e senza mediazioni, senza sconti sta oramai da due anni portando una opposizione ferma e risoluta in Parlamento a ciò che di nefasto questo governo esprime. Perché non c’è altra soluzione che Resistere! Resistere! Resistere!

Paolo Bassi - Coordinatore Regionale IDV FVG
Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Marzo 2010 17:08