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Ufficio Stampa Regionale
IDV Friuli Venezia GIULIA
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La Costituzione Italiana è nata dal sangue di quanti sono morti per la libertà., dopo vent’anni di un regime crudele e tirannico. Quel regime era nato da un consenso popolare. Il consenso sarebbe stato estorto con la violenza e un dispiegarsi subdolo di mezzi di persuasione. La prima parte del discorso di Calamandrei si basa su un appassionato appello rivolto agli studenti di non considerare la morte per la libertà ormai qualcosa di lontano, perduto nella nebbia della Storia. L’indifferenza può generare la rinascita della tirannia. Indifferenza vuol dire disinteresse per la comunità umana, egoismo, mancanza d’amore per chiunque, disprezzo degli altri e, alla fine, per la vita stessa. L’indifferenza è mortale. E’ questo quello che Calamandrei esorta a evitare. E’ un discorso profondo non soltanto di contenuto politico, ma anche morale. Politica e morale dovrebbero essere strettamente legati, la democrazia dovrebbe fondarsi sull’esaltazione della solidarietà, della libertà, della verità, della giustizia, il rispetto per i sacrifici del passato, la speranza in un avvenire privo di violenza. Tutto ciò che il “regime” odierno ignora e, a volte denigra, con arroganza rifiuta. Calamandrei apparteneva a un gruppo chiamato “Giustizia e Libertà”, alcuni membri di questo gruppo che ha elaborato pensieri profondi sulla democrazia, sono stati torturati e uccisi dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi.. Ai giovani di oggi, spesso resi inerti , ipnotizzati dall’uso distorto dei mezzi di comunicazione, tutto questo può sembrare un affare d’altri tempi, che non ci riguarda. Per altri giovani invece non è così. Il discorso di Calamandrei finisce con un richiamo al ricordo delle vittime. Oggi quelle vittime sembrano personaggi di uno spettacolo, di una finzione. Tutto sembra una finzione. Il governo di oggi ha ucciso la verità. Esaltato la furberia, l’egoismo, l’inganno, l’impunità del malfattore più astuto. In odio a questo molti ragazzi di oggi sono apatici, indifferenti, non vedono vie d’uscita. Il richiamo di Calamandrei alla memoria dei morti, grida ancora per il rispetto della vita. Cioè per la giustizia e la libertà.
E' una delle creazioni più sublimi della mente umana. Così tanto vicina alla perfezione da essere un pericolo costante per i poteri forti che da sempre governano l'Italia. Parlo della nostra Costituzione e del tentativo da parte della classe dirigente italiana, che sia di destra, di centro o di sinistra, di stravolgerla e modificarla.
2 Giugno 2009
E' importante ricordare questo giorno in quanto il sistema di potere che ci governa sta portando avanti il disegno piduista che sovverte dalle fondamenta l'assetto costituzionale dell'Italia. Si umilia la Costituzione nata dalla Resistenza - fondamento della Repubblica - eliminando l'indipendenza della magistratura, sopprimendo il pluralismo dell'informazione, riducendo i poteri della Corte Costituzionale e del Parlamento, consegnando tutti i poteri ad un'unica persona attraverso l'adozione di un presidenzialismo di gelliana memoria.
Un disegno illiberale ed autoritario che mortifica i principi di solidarietà, uguaglianza e libertà sui quali si fonda la Repubblica.
Attueremo una resistenza costituzionale che fermera' coloro i quali vogliono definitivamente distruggere il nostro Paese.
2 Giugno 2009
Credo che oggi la Costituzione italiana vada non soltanto difesa, ma applicata, come fosse un vero e proprio "manifesto politico". E va difesa e applicata in tutte le sue parti, senza trucco e senza inganno. Infatti, c'è chi dice di non voler toccare la Costituzione nella prima parte, ma di volerla "ritoccare" nella seconda. Questo è un imbroglio da sventare, è un assalto "morbido" da respingere con durezza.
Oggi, in difesa della Costituzione, va articolata nel Paese una resistenza democratica che poggi specialmente sull'articolo 1 ("L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro": sul lavoro, non sull'impresa), sull'articolo 3 ("Tutti sono uguali davanti alla legge...") e soprattutto sul secondo comma del medesimo articolo 3, in base al quale è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che si frappongono a una uguaglianza effettiva e al pieno sviluppo della persona umana. Sessantuno anni, per una Costituzione tra le migliori del mondo, sono ancora l'età della giovinezza.
| Piero CALAMANDREI |
CALAMANDREI - DISCORSO AGLI STUDENTI MILANESI (1955)È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…
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