DEBITO PUBBLICO RECORD, SPESA SOCIALE TRA LE PIÙ BASSE IN EUROPA.
Ad aprile, secondo i dati statistici di Bankitalia il debito pubblico ha raggiunto i 1.750,4 miliardi di euro, con un aumento di 9 miliardi rispetto al mese precedente. Dall'inizio del 2009 il debito pubblico è in corsa arrivando ad oltre 50 miliardi di euro in quattro mesi, in aumento rispetto al 2008 di 87 miliardi di euro.
l'Italia, dopo la Grecia, e' il Paese in cui i trasferimenti sociali hanno il minor impatto nel ridurre la povertà: abbattono la quantità di popolazione povera solo di quattro punti percentuali. Per esempio, Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Germania e Irlanda riescono a ridurre del 50% il rischio di povertà.
In questa situazione, il governo nel dicembre del 2008, taglia le risorse destinate al Fondo Nazionale delle Politiche Sociali (FNPS): per il 2009 sono 1.464.233.696 euro, nel 2007 erano stati trasferiti 1.564.917.148 euro integrati con altri 186.237.792 precedentemente accantonati.
Dunque da circa 1.650.500.000 si scende di circa 200.000.000 di euro. Sono le cifre contenute nel Rapporto sui Diritti Globali presentato il 28 maggio a Roma.
La politica governativa costerà agli enti locali e alle Regioni, in tre anni oltre 12 miliardi di euro di risorse in meno. Per i Comuni si è già verificata una diminuzione nelle entrate correnti del 7%, il 13% di quelle tributarie, per un ammontare complessivo di 3,3 miliardi di euro e con la manovra estiva del 2008 il governo pone in ulteriore difficoltà i Comuni limitandone il ricorso alla leva fiscale, con il blocco delle aliquote per il triennio 2009-2011. Le relazioni tra i Comuni e il governo sono burrascose anche sui tagli ai trasferimenti e la mancata integrale copertura degli interventi sull'ICI; la deroga al Patto di Stabilità interno, l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale e abbattere il debito.
Dunque da circa 1.650.500.000 si scende di circa 200.000.000 di euro. Sono le cifre contenute nel Rapporto sui Diritti Globali presentato il 28 maggio a Roma.
La politica governativa costerà agli enti locali e alle Regioni, in tre anni oltre 12 miliardi di euro di risorse in meno. Per i Comuni si è già verificata una diminuzione nelle entrate correnti del 7%, il 13% di quelle tributarie, per un ammontare complessivo di 3,3 miliardi di euro e con la manovra estiva del 2008 il governo pone in ulteriore difficoltà i Comuni limitandone il ricorso alla leva fiscale, con il blocco delle aliquote per il triennio 2009-2011. Le relazioni tra i Comuni e il governo sono burrascose anche sui tagli ai trasferimenti e la mancata integrale copertura degli interventi sull'ICI; la deroga al Patto di Stabilità interno, l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale e abbattere il debito.
Un problema grave se si considera che i Comuni rappresentano il 42% di quanto complessivamente speso dal settore pubblico per l'assistenza socioassistenziale.
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