
L'on.Carlo Monai (IDV) contro la confisca obbligatoria dell'automezzo in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. "Si tratta di una misura di sicurezza che, resa obbligatoria dal CdS così riformulato dal 23.5.08 per le violazioni già punite con sanzioni penali e amministrative più gravi, non pare rispettosa dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza che devono presiedere all'ordinamento penale: la confisca dell'autoveicolo viene fatta solo le il conducente ne sia il proprietario, e questo rende la sanzione aleatoria e non ugualitaria. Il comune cittadino non distingue tra la misura di sicurezza e la sanzione penale, e ciò porta a considerare sperequata e aleatoria il regime penale conseguente a queste violazioni. Si pensi alle persone più abbienti, dotate di automobili di lusso che, di solito, sono intestate alle società di cui essi sono amministratori o rappresentanti, o che sono prese in leasing: in questi casi la confisca non scatta, mentre a farne le spese è il normale cittadino che, magari, ha acquistato l'auto a rate e se la vede portare via dallo Stato anche per un fatto episodico che già gli costa caro (un processo penale con l'irrogazione di almeno 1.500 fino a 6.000 euro di ammenda oltre all'arresto da 3 mesi ad un anno, e minimo un anno senza patente...).
Del resto, l'art. 240 c.p. consente già, in via generale, al Giudice, in determinati casi, di ordinare la confisca quando questa misura di sicurezza risulti opportuna, come potrebbe essere se un trafficante di droga occulti nell'automezzo lo stupefacente, mentre l'aver previsto sempre la confisca obbligatoria introduce un automatismo che spesso è controindicato non solo per le ragioni che ho detto, ma anche perchè ingolfa gli Uffici Gudiziari che neppure hanno la disponibilità di spazi sufficienti per parcheggiare i veicoli sequestrati e destinati alla confisca, come anche al Tribunale di Udine recentemente è stato segnalato.
In sede legislativa nella IX Commissione, avevo, perciò, proposto che, almeno nei casi di "patteggiamento", non fosse prevista la confisca obbligatoria, ma ho preferito ritirare l'emendamento dopo che il Relatore on.Silvano Moffa (PdL), come anche oggi è avvenuto, aveva chiesto di ritirarlo pur manifestando la necessità di una generale rivisitazione di questo istituto. Ho così tramutato il mio emendamento in un ordine del giorno, firmato anche dal vicecapogruppo IdV on.Fabio Evangelisti, che raccomanda l'abrogazione di questa norma nell'ambito della riforma organica del Codice della Strada e sul quale il Governo ha dato parere favorevole".
Segue il testo dell'OdG:
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Camera dei Deputati
IX Commissione permanente
Sede Legislativa
Disposizioni in materia di sicurezza stradale. (Testo unificato C. 44 Zeller e Brugger, C. 419 Contento, C. 471 Anna Teresa Formisano, C. 649 Meta, C. 772 Carlucci, C. 844 Lulli, C. 965 Conte, C. 1075 Velo, C. 1101 Boffa, C. 1190 Velo, C. 1469 Vannucci, C. 1488 Lorenzin, C. 1717 Moffa, C. 1737 Minasso, C. 1766 Giammanco, C. 1998 Guido Dussin, C. 2177 Cosenza, C. 2299 Barbieri, C. 2322 Consiglio regionale del Veneto, C. 2349 Consiglio regionale del Veneto, C. 2406 Stasi e C. 2480 Bratti e Motta).
Firmatari: on.Carlo Monai e on.Fabio Evangelisti
ODG n.___
Premesso che dalla novella del 23.5.08 l’art. 186 CdS prevede delle ipotesi in cui scatti la confisca obbligatoria dell'automezzo in caso di guida in stato di ebbrezza o, all’art. 187 CdS, sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
Considerato che si tratta di una misura di sicurezza che non pare rispettosa dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza che devono presiedere all'ordinamento penale: infatti la confisca dell'autoveicolo è ammessa solo se il conducente ne sia il proprietario, e questo rende la sanzione aleatoria e non ugualitaria (per esperienza, le persone più agiate spesso godono di automobili di lusso intestate alle società di cui sono amministratori o rappresentanti, o usate in leasing: in questi casi la confisca non scatta, mentre a farne le spese è il cittadino comune che, magari, ha acquistato l'unica auto familiare a rate…).
Atteso che l'art. 240 c.p. prevede già, in via generale, che il Giudice, in determinati casi, ordini la confisca quando questa misura di sicurezza risulti necessaria od opportuna, e una tale facoltà è prevista anche nel caso di scelta del rito alternativo previsto dall’art. 444 c.p.p (patteggiamento, come riformulato ex legge 12 giugno 2003 n. 134).
Ritenuto che il sottoscritto ha proposto un emendamento (n. 22.6) teso ad abrogare l’obbligo della confisca almeno nei casi di patteggiamento, rendendo tale misura di sicurezza facoltativa per il Giudice, che ne potrebbe fare uso secondo il suo prudente apprezzamento in casi particolari, e considerato che tale emendamento è stato ritirato il 7.7.09 dopo il parere contrario del Relatore on.Moffa.
Riscontrato che in molti Uffici Giudiziari la previsione della confisca obbligatoria, preceduta dal sequestro del mezzo, ha determinato problemi applicativi per la poca disponibilità di spazi sufficienti per parcheggiare i veicoli destinati alla confisca.
Ritenuto che la abolizione della confisca obbligatoria almeno per le ipotesi di pena patteggiata comporti un effettivo incentivo alla definizione semplificata dei predetti procedimenti penali;
impegna il Governo
ad abrogare la previsione della confisca obbligatoria del veicolo (eliminando o attenuando il sequestro che la precede), per i reati p. e p. dall’art. 186 e 187 CdS, ferma la previsione generale dell’art. 240 c.p., o almeno ad escludere tale automatismo per il caso che l’imputato scelga la definizione del processo con il “patteggiamento”.
MONAI, EVANGELISTI









