Intervento alla camera dell'on. Carlo Monai
Grazie sig. Presidente,
ho qui con me la prima pagina del Messaggero Veneto del 7 maggio 1976, dedicata al “catastrofico terremoto in Friuli” che la notte precedente rase al suolo molte cittadine della mia terra, seminando morte e distruzione.
Nei titoli si evoca la “generosa opera di soccorso per estrarre le vittime dalle macerie”, illustrata da una foto che ha immortalato l’opera congiunta di alpini, di vigili del fuoco e di semplici cittadini intenti a scavare tra i detriti in cerca dei feriti…. Da questa esperienza nacque presto il volontariato regionale di Protezione civile del Friuli Venezia Giulia .
La voglia di fare, “di dare una mano “ di migliaia di persone ha permesso di mettere in moto quella “macchina” della solidarietà , su cui si è fondato tutto l’impegno per promuovere la ricostruzione del Friuli, oggi portata a modello e, in qualche timida parte, emulata da questo provvedimento che affida al Presidente della Regione Abruzzo e, in subordine, ai Sindaci, il ruolo di Commissario di Governo per proseguire nella faticosa opera di ripresa della normalità .
Spesso le tragedie dimostrano l'importanza dell’apporto di persone che volontariamente e gratuitamente si mettono al servizio degli altri in momenti di emergenza; il ruolo cruciale svolto dal volontariato in queste situazioni ha spinto la nostra Regione a valorizzare questa forza, al servizio della tutela dell’incolumità pubblica, pensando ad un volontariato di protezione civile non più improvvisato sulla base di spinte emozionali, ma strutturato ed inserito in un Sistema regionale integrato di protezione civile costituito da soggetti ben definiti e soprattutto abituati a collaborare non solo in emergenza, ma anche nella quotidianità .
Nella mia Regione nacque, così, la prima legge in Italia che organizzasse delle strutture di protezione civile.
E’ la Legge FVG del 31 dicembre 1986, n. 64:
“L’Amministrazione regionale ……assume a propria rilevante funzione, da svolgere a livello centrale, quella del coordinamento di tutte le misure organizzative e di tutte le azioni, nei loro aspetti conoscitivi, normativi e gestionali, ……. dirette a garantire, in un quadro di sicurezza dei sistemi sociali regionali, l’incolumità delle persone, e/o dei beni e dell’ambiente rispetto all’insorgere di qualsivoglia situazione od evento che comporti agli stessi grave danno o pericolo di grave danno e che per loro natura ed estensione debbano essere fronteggiate con misure straordinarie, nonché a garantire il tempestivo soccorso.”
Sei anni più tardi il Parlamento istituì la Protezione Civile nazionale con la legge n.225 del 24 febbraio 1992: servizio che fa capo al Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale provvede al coordinamento e la promozione della Protezione Civile e delle sue molteplici attività attraverso il Dipartimento della Protezione Civile.
La peculiarità dell’esperienza italiana della Protezione Civile rispetto agli apparati omologhi degli altri Paesi europei sta nel fatto che il suo apparato comprende tutta l’organizzazione statale, dalle amministrazioni ai ministeri, dalle Regioni e dalle Province fino al più piccolo dei piccoli Comuni e delle Amministrazioni locali. Non solo, ma la cittadinanza stessa è in prima linea tra le file della Protezione Civile attraverso l’arruolamento cospicuo di volontari che costituiscono da soli qualcosa come il 50% degli effettivi a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile. Questa struttura garantisce la presenza costante di risorse umane, di mezzi, infrastrutture e soprattutto capacità di intervento della Protezione Civile su tutto il territorio italiano contro i possibili rischi correlati alla variegata e fragile morfologia del territorio della penisola e delle isole: un unicum a livello europeo!
Il risultato di questa organizzazione flessibile garantisce tempi di risposta brevissimi in caso di calamità , come abbiamo visto anche in Abruzzo e di recente in Sicilia o in Calabria, ma soprattutto assicura un controllo e un lavoro di prevenzione costante, contribuendo a ridurre l’impatto delle catastrofi, di qualunque natura esse siano.
La presenza ben distribuita sul territorio dei Sindaci, fa si che i Comuni siano le terminazioni capillari della Protezione Civile, che può fronteggiare i disastri facendo affidamento sui piani predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile e che può organizzare le risorse per affrontare meglio i pericoli. Dal canto suo, il Servizio Nazionale di Protezione Civile può valutare così l’entità dei danni e attivare una catena che fa perno sui livelli provinciali, regionali e finanche statali in caso di eventi catastrofici di portata più grave, generando una linea di comando che identifica responsabilità e poteri delle autorità di volta in volta coinvolte, garantendo tempestività nell’intervento.
Una menzione a parte meritano i Volontari della Protezione Civile che costituiscono, nelle situazioni in cui si verificano calamità , oltre la metà degli effettivi che intervengono sul teatro delle operazioni. Dal lontano 1966, in cui normali cittadini, in un impeto spontaneo di generosità , aiutarono a salvare Firenze dal fango che rischiava di sommergerla, si è creato un progetto che vede nell’associazionismo il suo fulcro. La Protezione Civile ha organizzato i volontari su base regionale, e oggi può vantare oltre un milione e duecentomila membri, pronti ad intervenire e addestrati a fronteggiare qualunque evenienza.
Con questo decreto legge il Governo snatura la protezione civile e la sfrutta per finalità ben diverse: non più soltanto un rimedio strumentale per l’emergenza contro le calamità naturali, ma una sorta di agenzia d’affari per grandi opere o grandi eventi, in cui far confluire fiumi di denaro nell’opacità dei controlli e in una sorta di zona grigia dove si impedisce alla Corte dei Conti di vigilare preventivamente, in cui le leggi di settore diventano un optional derogabile e dove si procede con ordinanze e commissari.
Volevate fare della Protezione Civile una società per azioni! Qualcosa che, per sua definizione (si vedano gli art. 2325 e segg. c.c.), persegue profitti e distribuisce utili… Esattamente il contrario di ciò che anima il volontariato che innerva questa meritoria istituzione!
Su questa idea della società per azioni avete fatto marcia indietro solo dopo le nostre vibrate proteste e la provvidenziale inchiesta – se mai possa essere così aggettivata un’indagine penale che denuda le insidie gelatinose di un modello così virtuoso - dei giudici fiorentini che hanno svelato cosa si possa annidare dietro ai giganteschi interessi economici legati al soccorso delle popolazioni colpite dalla natura o, con minor scandalo etico ma identica illiceità penale e amministrativa, collegati alla realizzazione di eventi sportivi come i Mondiali di Nuoto o di convention internazionali come il G8…
Ciò che sconcerta è che di fronte all’evidenza delle intercettazioni telefoniche che documentano la corruzione e che gli stessi protagonisti disegnano come la “Cricca di banditi della Ferratella” (le intercettazioni ci riportano le immagini eloquenti di una “combriccola", "Banda di banditi", "Task force unita e compatta", "squadra collaudatissima", e i suoi componenti Balducci, De Santis e Della Giovanpaola come "bulldozer", "veri banditi", "gente che ruba tutto il rubabile", "persone da carcerare"…), il Premier abbia di nuovo offeso i magistrati in una protervia difesa dei malfattori che anziché servire lo Stato pensavano agli affari loro e a quelli della loro famiglia…
“Che ci sia una categoria di persone pagata con i soldi dei contribuenti che si esercita a perseguitare con processi sempre e comunque infondati è un male italiano che mi sento di denunciare"…Così è sbottato il Premier!
Eppure le trascrizioni e i riscontri emersi dall’ordinanza del GIP di Firenze, Rosario LUPO, ci dicono che il solo Balducci ricavò dagli appalti addomesticati: il personale di servizio e la fornitura di mobili (un divano e due poltrone) nella sua proprietà di Montepulciano; l’uso di autovettura Bmw serie 5; due utenze cellulari; la messa a disposizione a favore della moglie di una Fiat 500; l’esecuzione di lavori di manutenzione e di riparazione dei suoi immobili di Roma e di Montepulciano; l’assunzione del figlio Filippo Balducci e la messa a disposizione dello stesso di un’autovettura Bmw del valore di 71mila euro e, già che c’era, i lavori di ristrutturazione per l'appartamento dello stesso figlio in via Latina a Roma con la fornitura di materiali di arredo in legno e tessuti; i viaggi a bordo di aerei privati; i numerosi soggiorni su sua richiesta all'hotel Pellicano di Porto Santo Stefano e altro ancora….
Sui media televisivi, però, si è sviata l’attenzione da queste profittose convenienze alle escort e alle pruderie sessuali, centrando le notizie sull’interpretazione di ambigue intercettazioni a carico di Bertolaso: è come se le TV ci invitassero a guardare il dito mentre questo indica la luna…. ma forse pensano che i telespettatori siano tutti degli stolti?
Vero è che, a bocce ferme, l’atteggiamento del Governo non è sostanzialmente cambiato: in questa brutta legge di conversione si è tolta la SPA ma si lasciano gli scudi giudiziari …alla Lodo Alfano, si cancella il controllo preventivo della Corte dei Conti, e ci si accaparra la gestione… “no law” dei grandi eventi; poi, dietro l’angolo, spunta il rimedio sovrano: è di oggi la notizia che il Premier abbia preteso dai suoi sodali di accelerare al Senato l’approvazione della legge contro le intercettazioni telefoniche: i magistrati e le forze di polizia giudiziaria non potranno più, così, investigare sulle tentacolari infiltrazioni di quelle frange di imprenditoria e di politica corrotte.
Sull’altare… o meglio dire sull’altarino… della “politica del fare” si sacrificano i controlli sulla spesa pubblica al punto da far passare l’idea che il malaffare possa essere anche accettato come una sorta di male minore rispetto ai roboanti risultati di celerità delle realizzazioni…
La “politica del fare”…. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco! Alla Maddalena la Protezione Civile ha speso in pochi mesi 327 milioni di euro in appalti per il G8 fantasma: oggi l’isola è rimasta lì a chiedere al Governo di far risorgere il suo sogno, mentre è costretta, lei come tutti noi italiani, a languire nel degrado e nell’abbandono di questi manufatti… la sola bonifica dell'ex Arsenale militare è costata 30 milioni di euro, cioè oltre 58 miliardi di lire!: doveva diventare un albergo di lusso – o meglio, visto quanto è costata, la residenza di Re Mida – ma dall’estate scorsa ad oggi è lì che già perde i pezzi!
I soldi dei contribuenti – sempre meno, per la verità , quelli destinati alla Giustizia – secondo il Cavaliere non dovrebbero più essere sperperati per gli stipendi dei magistrati che indagano sulla corruzione: molto meglio che i soldi pubblici siano destinati a garantire affari d’oro per gli appaltatori amici, tanto poi in un modo o nell’altro questi ricambiano per bene i favori ricevuti…
E già che ci siamo, facciamo anche del “piano carceri” un business con appalti in deroga e la secretazione delle procedure… Ma cosa c’entrano le carceri con i terremoti e le alluvioni? Ecco cosa fa questo provvedimento: equipara l’emergenza all’urgenza, con un condono indulgente all’inefficienza del Governo: se non siamo in grado di programmare investimenti sui grandi eventi, di solito annunciati con anni e anni di anticipio, o se non siamo in grado di programmare l’ammodernamento delle strutture carcerarie, obsolete e inadeguate da decenni, trasformiamo una pecca per tutti (l’incuria della P.A.) in una risorsa per alcuni (per il Commissario di turno e i fortunati imprenditori a lui collegati).
Altra singolare deroga al sistema della P.A. è la commistione tra il ruolo politico – che è tipica attribuzione di un Sottosegretario di Stato - con quello amministrativo - qual è quello del Capo Dipartimento della Protezione Civile: chi controlla se il controllore è anche il controllato?
Quanto agli espropri e ai diritti dei cittadini che saranno attinti dalle ordinanze commissariali, Voi negate loro persino la possibilitĂ di agire in giudizio: siamo tornati sudditi!
Nel Regno d’Italia il Parlamento dello Statuto Albertino varò una legge, che è ancora oggi un caposaldo del diritto amministrativo: la Legge n. 2248 del 20 marzo 1865 SUL CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO, che dava al cittadino leso dall’abuso della pubblica autorità un Giudice in grado di tutelarne gli interessi, oggi - O tempora!... - il Parlamento della Repubblica democratica italiana inserisce una ulteriore deroga pericolosa al principio di legalità , sospendendo il sistema di controlli e di bilanciamento degli interessi tra lo Stato e il cittadino.
Attenzione, però: nel Paese emerge un deciso aumento delle denunce per fatti di corruzione e concussione accertati, con un incremento tra il 2008 e il 2009 rispettivamente del 229% e del 153%! Questo non lo dico io: è la denuncia del procuratore generale della Corte dei Conti, dr.Mario Ristuccia, espressa in occasione del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2010.
Noi dell’IDV vi diciamo di NO… e NO vi dicono anche i cittadini onesti i le migliaia di volontari della protezione civile che si sentono disorientati e sbigottiti dal fango che, questa volta, non è il rigurgito rovinoso di una delle tante frane del dissesto idrogeologico italiano contro il quale i volontari si sono gettati, ma è quello virtuale e ben più vischioso, che rischia di sommergere l’istituzione della Protezione Civile, tra le più prestigiose e stimate del nostro Paese. E voi della maggioranza neppure restate a guardare, ma vi chiudete gli occhi e vorreste che li chiudessimo tutti… Noi li terremo bene aperti!