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GORIZIA PORDENONE Trieste UDINE
SEZIONE PROVINCIALE IDV PORDENONE

via Cavalleria n. 8, 33170 Pordenone
tel e fax: 0434/1856005
Coordinatore Provinciale: Giovanni De Lorenzi
cell. 3488045671

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DE LORENZI RICONFERMATO COORDINATORE

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Italia dei Valori, De Lorenzi punta alla guida regionale del partito

 

Il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori Giovanni De Lorenzi è stato confermato ieri sera (due astenuti sui 45 presenti) alla guida del partito locale dei dipietristi. La riconferma del coordinatore alla "convention" di Sedrano è, secondo molti, il "trampolino di lancio" per la segreteria regionale del movimento, ora nelle mani del triestino Paolo Bassi. Non è un mistero, infatti, che il partito pordenonese stia lavorando per conquistare la poltrona più importante nel partito, quella regionale. È lì che si prendono le decisioni importanti rispetto alla politica regionale e anche nazionale. Ma la partita è ancora tutta aperta: il congresso regionale è previsto per il prossimo autunno, ma il risultato di ieri sera non può che avvantaggiare il coordinatore (ex sindaco di Erto e Casso) verso la sua corsa regionale.

De Lorenzi è coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori dal febbraio del 2009. In questo periodo i circoli sul territorio sono saliti a cinque. «Il radicamento territoriale - ha ribadito il coordinatore davanti agli iscritti - è un fronte sul quale ci siamo spesi molto. Continueremo poi il lavoro di collaborazione con le altre forze politiche del centrosinistra sulla base di un progetto propositivo anche se siamo all’opposizione. Inoltre - ha concluso - cercheremo di aggregare anche le forze economiche e sociali del territorio sulla nostra proposta».

Sabato 24 Luglio 2010, PORDENONE  (Il Gazzettino)


 

 

 

IL REGALO DI BERLUSCONI

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Sabato 21 novembre, presso la sala consiliare di San Vito al Tagliamento, in piazza del popolo, si svolgerà la presentazione del libro “Il regalo di Berlusconi” scritto dalla bravissima giornalista de Il Fatto Antonella Mascali in collaborazione con Peter Gomez. Introdurrà l’evento il consigliere provinciale Fabio Gasparini. L’evento è organizzato dal Gruppo consiliare provinciale Italia dei Valori.

 Mills ha agito certamente da falso testimone. Da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso operazioni societarie e finanziarie illecite. Dall’altro per perseguire il proprio vantaggio economico.”
Dalla sentenza di condanna in primo grado di David Mills, 17 febbraio 2009, all’interno del libro. Nicoletta Gandus Presidente, Pietro Caccialanza Giudice, Loretta Dorigo Giudice. Bisogna cominciare da qui. Dalle motivazioni della sentenza di condanna che il 17 febbraio 2009 ha inflitto quattro anni e mezzo di carcere in primo grado a David Mills, l’avvocato inglese, marito di un ministro laburista, creatore a partire dal 1978 della rete delle società offshore del gruppo Fininvest. Un documento eccezionale, solo in parte raccontato da giornali e tv, in cui si spiega come dietro le assoluzioni di Berlusconi nei vecchi processi (corruzione della Guardia
di Finanza) ci sia la falsa testimonianza di Mills. E in cui, finalmente, viene alzato il coperchio sul sistema di fondi neri che ha garantito al Cavaliere anni di guadagni esentasse: centinaia di milioni di euro sottratti allo Stato. Tutto grazie a lui, Mills, il professionista foraggiato da Berlusconi prima con 10 miliardi di lire e poi con una tangente da 600mila dollari.  Due imputati ma un solo condannato: il presunto corrotto. L’altro, l’uomo che lo aveva pagato per farlo tacere, nel frattempo ha fatto carriera ed è diventato presidente del Consiglio. Lo ha voluto il popolo. E grazie alle leggi ad personam (in questo caso il lodo Alfano, approvato in consiglio dei ministri anche dal premier) è riuscito a non essere processato. Un delitto perfetto!
Chi dovrebbe salvaguardare le leggi dello Stato ha fatto di tutto per occultare la verità e conservare il potere. Fino a quando?

Di tutto questo si parlerà sabato prossimo a San Vito. Non mancate.

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Novembre 2009 17:50
 

Scandalo Ater - Corazza: ripartire da zero

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Scandalo Ater - Alessandro Corazza: “ripartire da zero”


E' ormai da diverso tempo che l'Ater di Pordenone è agli onori della cronaca per diverse inchieste giudiziarie.
A riaprire la "ferita" ci ha pensato il Consigliere Regionale dell'Italia dei Valori Alessandro Corazza, che ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione al Presidente della Regione Tondo per chiedere se non intenda attuare dei provvedimenti urgenti a fronte dalle situazione di grave illegalità nella quale versa l'azienda regionale di Pordenone. I fatti a cui fa riferimento il Consigliere dipietrista riguardano sia le indagini della Guardia di Finanza che avevano portato all'arresto di un dipendente e al sequesto di alcuni beni, sia alla “costola” denominata “Edilizia futura & territorio srl”, società che era stata costituita dalla stessa ATER con alcuni Comuni (Pordenone, Montereale, Casarsa, Cordovado, San Vito al T., Sesto al Reghena, Spilimbergo) allo scopo di costruire e vendere alloggi con l'obiettivo di calmierare così i prezzi di mercato e ora sciolta dalla stessa azienda a causa dei rilievi della Corte dei Conti.
La storia di quest'ultima società è stata a dir poco fallimentare. Su iniziativa dell’allora Presidente dell’Ater pordenonese Alberto Scotti nel 2002 nasceva “Edilizia futura & territorio srl”, un’operazione che sin dall’inizio era stata connotata da contenziosi legali con gli acquirenti, poche realizzazioni e piani mai decollati. Già la Corte dei Conti aveva richiamato la Regione affinché regolarizzasse la situazione e conseguentemente, l’8 maggio 2007, la Direzione Centrale dei Lavori Pubblici imponeva all'Ater di uscire dalla compagine societaria, rappresentando questa -di fatto- un doppione. “Questa operazione -ha aggiunto Corazza che aveva già sollevato la questione durante un Consiglio comunale di Pordenone dov'era stato però scaricato anche dallo stesso Sindaco– si configura come un'inutile sperpero di denaro pubblico consentendo, fra le tante cose, la duplicazione delle indennità degli amministratori: il già Presidente Alberto Scotti raddoppiava la sua indennità di circa 31.000 euro percepiti quale Presidente dell’Ater con quella di Presidente di “Edilizia futura & territorio srl” per più di 60.000 euro annui complessivi, e gli altri componenti del CdA dell'Ater -prima a maggioranza di centrodestra e poi di centrosinistra, in una ritrovata trasversalità di interessi- hanno goduto di analoghe duplicazioni”. Facendo un po’ di conti, salta agli occhi che le poltrone di questo carrozzone sono costate al contribuente ben 564.000 euro e che, anche per questo ingiustificabile esborso, la Procura della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia ha citato in giudizio i vertici Ater.
Le prime risultanze dell’altra inchiesta, quella avviata dalla Guardia di Finanza, avevano portato all’arresto di un dipendente dell’Ater pordenonese, indagato per corruzione, e successivamente al sequestro di depositi bancari, titoli e di un’auto per oltre 250.000 euro con il coinvolgimento, per truffa e istigazione alla corruzione, di quattro rappresentanti delle società pordenonesi “Fioretto” e “Edil 90”. “La vicenda risale a circa due mesi fa e alla luce di tutto quanto illustrato – ha concluso il consigliere dipietrista – è necessario che il Presidente della Regione intervenga per fare chiarezza: non è più tollerabile una simile situazione di diffusa illegalità e va riproposta con forza anche la questione morale nei confronti di chi deve essere nominato a gestire le aziende pubbliche. Davanti a questa grave situazione -rilancia il Consigliere- andrebbe anche ripensato l'assetto istituzionale dell'ente valutando l'effettiva utilità di avere un intero Consiglio di Amministrazione nominato su logiche spartitorie che non premiano il merito, in luogo, magari, di un solo, competente, Amministratore delegato. Su questa proposta il dibattito è aperto, ma tutti i partiti coinvolti in questa operazione dovranno ammettere le loro responsabilità e fare un passo indietro, anche per dare quel segnale di cambiamento della politica che i cittadini si aspettano”.
 
Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Settembre 2009 22:25
 

RISONANZA MAGNETICA AD ALTO CAMPO PER L’OSPEDALE DI SAN VITO

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COLUSSI E CORAZZA (IDV-CITT) HANNO INTERPELLATO L’ASSESSORE KOSIC SULL’APPARECCHIATURA DI RISONANZA MAGNETICA AD ALTO CAMPO PER L’OSPEDALE DI SAN VITO
 
L’oggetto dell’interpellanza depositata dai consiglieri del gruppo Italia dei Valori-Cittadini Piero Colussi e Alessandro Corazza parlava chiaro: “L’Ass 6 attende il via libera all’acquisto di una apparecchiatura di risonanza magnetica ad alto campo per l’ospedale di San Vito”. Un atto, quello dei consiglieri regionali di opposizione, che si era reso necessario dopo aver appreso quanto l’apparecchiatura fosse necessaria. Necessaria a tal punto, che l’Ass6 aveva già dato la propria disponibilità economica all’acquisto, inserendo la spesa nel piano aziendale 2008.
 
Gli interpellanti hanno perciò chiesto all’assessore competente Vladimiro Kosic se e quando la Regione abbia intenzione di autorizzare l’Azienda sanitaria all’acquisizione dell’apparecchiatura e, in caso contrario, quali siano i motivi per cui permane il diniego all’acquisto.
 
In Aula l’assessore Kosic, nel giustificare la cautela nelle autorizzazioni per i nuovi acquisti di attrezzature diagnostiche ad alto contenuto tecnologico, ha richiamato la difficile situazione economica regionale. “Questo – ha sottolineato il consigliere regionale Corazza – contraddice clamorosamente il fatto che oggi l’Ass6 sia costretta a spendere una cifra considerevole - 240 mila euro all’anno – per l’affitto di una struttura mobile che consente solo 52 accessi annui e per un solo giorno della settimana. Va segnalato, a questo proposito, il grave disagio sofferto dai pazienti costretti ad attendere il proprio turno per l’esecuzione di questo esame in cortile, all’aperto, in inverno come in estate. Meglio sarebbe, invece, provvedere all’acquisto dell’apparecchiatura, sia per ridurre le liste d’attesa, sia per garantire quel principio di economicità che è stato richiamato dallo stesso assessore”. Il consigliere Colussi, cofirmatario dell’interpellanza, ha inoltre auspicato “che la Giunta regionale approvi l’acquisto di questi importanti strumenti diagnostici richiesti non solo dall’ospedale di San Vito al Tagliamento, ma anche da quelli di rete di San Daniele e Tolmezzo. Si tratterebbe di un segnale importante a sostegno della sanità pubblica regionale e un’inversione di tendenza significativa rispetto alla precedente autorizzazione di ben 19 apparecchiature simili avvenuta nel gennaio 2008 a favore di strutture sanitarie private o convenzionate”.
 
Nel frattempo, continua e vista la risposta dell’assessore diventa anche di maggiore attualità, la petizione che chiede l’acquisto dell’apparecchiatura di risonanza magnetica portata avanti dall’IdV sanvitese, che ha già raccolto circa 800 sottoscrizioni.
Ultimo aggiornamento Martedì 28 Luglio 2009 17:28
 

NUOVO CIRCOLO IDV A S. VITO

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ANDREA BRUSCIA ALLA GUIDA DEL NUOVO CIRCOLO SANVITESE

http://www.idvfvg.org/images/stories/IMMAGINI_ORGANIZZAZIONE/andrea%20bruscia.jpg
Italia dei Valori mette radici sul territorio e lo fa a San Vito al Tagliamento dove in occasione delle ultime elezioni provinciali ha espresso un consigliere, Fabio Gasparini che è anche il Vice coordinatore provinciale del partito dipietrista.
Proprio in questi giorni il coordinatore provinciale, Giovanni De Lorenzi, ha sollecitato il coordinatore regionale, Paolo Bassi, a “benedire” la costituzione di un Circolo a valenza intercomunale. L’attivo gruppo sanvitese che, nell’ultimo anno, ha animato la già vivace “piazza” del dinamico Comune, ha individuato in Andrea Bruscia il presidente del Circolo.
La nomina di Bruscia è stata preceduta da un documento sottoscritto dagli iscritti nel quale si rappresentava la necessità di istituire un “circolo” per dare concretezza all’impegno del gruppo dipietrista e individuava nel giovane sanvitese la figura di coordinatore.
“Non potevamo non cogliere le esigenze di un territorio che si è dimostrato generoso nei confronti di Italia dei Valori – sottolinea il coordinatore provinciale, Giovanni De Lorenzi, - e rafforzarne la presenza su un’area entro la quale il nostro partito risulterà sempre più determinante e incisivo, attraverso la costituzione di un organo locale, quale un circolo, che ne raccolga le istanze e le trasformi in progettualità politica”.
Al Circolo Sanvitese si riferiranno anche gli iscritti dei Comuni limitrofi, Casarsa, Valvasone, Morsano e Sesto al Reghena.
«Continueremo a lavorare a contatto con i cittadini – assicura il neo coordinatore – come abbiamo fatto in occasione delle nostre raccolte firme contro il Lodo Alfano e a favore della risonanza magnetica nell'ospedale di San Vito. Insieme ai nostri rappresentanti nelle istituzioni Fabio Gasparini in Provincia e Salvatore Callea in Consiglio comunale – porteremo avanti i nostri temi riguardanti legalità, trasparenza, meritocrazia nella scelta delle nomine e riduzione dei costi della politica».
«Invito i tantissimi cittadini del sanvitese che alle scorse elezioni hanno scelto di votare l'Italia dei Valori - ha concluso Bruscia - a farsi avanti e partecipare attivamente alle nostre iniziative. Da settembre istituiremo un punto d'ascolto della cittadinanza, a cadenza mensile, nel quale i cittadini del sanvitese potranno incontrare i nostri consiglieri comunali e provinciali e riferire loro le problematiche del territorio»  

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Luglio 2009 09:19