SEZIONE PROVINCIALE IDV TRIESTE
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Coordinatore Provinciale: Mario MARIN
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SELEZIONA LA PROVINCIA
Mercoledì 08 Settembre 2010 11:58
Mario MARIN
Ferriera: illegalità a danno dei lavoratori e dei cittadini.
Italia dei Valori - Lista Di Pietro, costituisce un tavolo tecnico per predisporre uno studio che risolva il problema ferriera.
I recenti fatti che hanno coinvolto un rappresentante sindacale della Ferriera dimostrano la non osservanza, da parte dell’azienda, delle norme a salvaguardia dei lavoratori.
Il direttivo provinciale IDV si è riunito urgentemente, sotto la spinta di questo ennesimo grave fatto di comportamento antisindacale. Fatto che denuncia la volontà di escludere, nascondere e sottacere le gravi violazioni in materia di sicurezza, che rendono sempre più difficile e pericolosa la vita dei lavoratori.
Con l’esclusione del sindacalista della Failms-cisal, rappresentante eletto della sicurezza aziendale, dalla riunione sulla sicurezza, si evidenzia di come le politiche aziendali siano sempre meno orientate al rispetto delle leggi in materia di sicurezza con l’intento di escludere ogni controllo previsto. Tale approccio non solo crea un ambiente di lavoro insidioso, ma genera anche serie preoccupazioni per tutta la popolazione.
L’IDV, come ha già fatto nel passato, oltre che dare piena solidarietà ai rappresentanti sindacali, che si oppongono al degrado dell’ambiente di lavoro cercando di prevenire situazioni già viste (vedi il terribile incidente accaduto all’acciaieria torinese TissenKrupp) che non devono mai più accadere, dà e darà sempre pieno sostegno a tutte le azioni sindacali a difesa dei lavoratori e dei loro rappresentanti, nonché alle iniziative intraprese dalle associazioni ambientaliste e della società civile, che operano a tutela del territorio e della salute dei cittadini.
Da troppi anni la politica ha speculato sulla salute pubblica e dei lavoratori, probabilmente a favore degli interessi di pochi. Sembra anche, che il declassamento economico del paese, dia spazio ad un declassamento culturale e sociale che bolla la protezione sociale e sindacale come “un lusso che non possiamo più permetterci”.
Italia dei valori non crede che, sia questa la strada per risalire la china, distruggendo tutto ciò che ha fatto dell’Italia un paese civile e moderno.
A protezione dei diritti dei lavoratori e a difesa della salute pubblica, l’IDV ha costituito un tavolo tecnico che si prefigge di analizzare la situazione industriale di Trieste, in particolare legata alla ferriera, che suggerisca alternative serie alla pericolosa situazione dell’impianto industriale di Servola, garantendo l’occupazionalità e il benessere della popolazione.
Un progetto chiaro che non mancherà di essere inserito tra i primi punti del suo programma ed in qualsiasi accordo politico che ci vedrà partecipi.
Tale approccio politico rappresenta l’inizio di una nuova progettualità dello sviluppo dell’economia industriale di Trieste, sempre più orientato a rispetto dell’ambiente e della sicurezza della cittadinanza.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Settembre 2010 12:09
Domenica 25 Luglio 2010 12:11
amministratore

«È ora che Dipiazza dia le dimissioni»
«Il sindaco Roberto Dipiazza è uno speculatore edilizio e il consiglio comunale ne è complice». I rappresentanti locali dell’Italia dei valori sono andati giù pesanti ieri, nel corso di una conferenza stampa che si è conclusa che l’esplicita richiesta di dimissioni, da parte dello stesso Dipiazza, e con una diffida all’intero consiglio comunale «affinché prenda posizione sulla vicenda».
Il coordinatore regionale dell’Idv, Paolo Bassi, quello provinciale, Mario Marin e il rappresentante locale del partito di Di Pietro, Adriano Bevilacqua, hanno spiegato che «proprio colui che dovrebbe farsi garante degli interessi più estesi della collettività, cioè Dipiazza, ha comprato un terreno di proprietà comunale che egli stesso amministra, contravvenendo così alle norme del codice civile e di quello penale. In particolare – hanno aggiunto – dalla lettura della delibera, che risale al 2006, nessuno dei consiglieri sembrerebbe aver sollevato una qualsiasi osservazione in merito, diventando di fatto complici del sindaco».
Per Bassi «la problematica in questo caso coinvolge aspetti politici e giuridici al tempo stesso, di conseguenza - ha sottolineato – un partito come il nostro, che ritiene che le istituzioni debbano farsi garanti dei valori su cui si fonda la nostra società civile, non può rimanere insensibile alle legittime preoccupazioni della popolazione».
Il tema è stato ripreso da Bevilacqua che, facendo riferimento al fatto che «il sindaco è il primo garante della sicurezza dei cittadini», ha evidenziato che «approvando la nuova variante al Piano regolatore, si rendono di fatto compatibili, con i nuovi parametri introdotti, gli insediamenti delle attività a rischio di incidente rilevante. Questi politici – ha concluso l’esponente dell’Idv – non sono più legittimati a rappresentare i cittadini». (u. s.)
da: Il Piccolo del 25 luglio 2010 -cronaca di Trieste pag.14
Ultimo aggiornamento Domenica 25 Luglio 2010 12:28
Domenica 18 Luglio 2010 12:18
amministratore
Dipietristi a congresso Bon non scalza Marin
Il congresso provinciale dell’Italia dei Valori, svoltosi ieri nella sala convegni della Friulia, ha confermato il segretario uscente Mario Marin. La mozione di Marin ha ottenuto 40 voti, 34 quelli raccolti da Gariella Bon (coordinatrice regionale donne dell’Idv), tre le schede bianche. A seguire il congresso, tra gli altri, il segretario provinciale del Pd Cosolini, quello dell’Unione slovena Mocnik e il consigliere comunale di Rifondazione Andolina. Nel suo intervento Marin ha rivolto l’attenzione in particolare alle strutture scientifiche triestine, che hanno bisogno di adeguati finanziamenti essendo una delle reali possibilità di sviluppo. Ma ha anche rimarcato la necessità di monitorare la situazione della Ferriera (oggetto tra l’altro di due mozioni parlamentari e di un’interrogazione in consiglio regionale da parte dell’Idv). «Pare che sulla Ferriera – ha rilevato Marin – il governo voglia chiudere la partita dei contributi Cip6 (per la produzione di energia elettrica, ndr) pagando un anticipo entro l’anno, e questo fa presumere che la proprietà, non incassando più i contributi, punti a chiudere lo stabilimento. Prima di regalare soldi – ha aggiunto – bisogna invece salvaguardare i posti di lavoro e bonificare il territorio». Un passaggio anche sulle prossime elezioni amministrative: «Finora siamo stati poco informati dal centrosinistra di quanto stava facendo – ha osservato il segretario –. Adesso pare ci sia una volontà di ricompattare le varie forze politiche. Auspichiamo quindi che il centrosinistra lavori da subito in modo che tutte le forze possano ritrovarsi nella nuova coalizione». Sulla tornata elettorale per le comunali interviene anche il segretario regionale dell’Idv, Paolo Bassi: «Ci vogliamo porre come alternativa al governo della città – annuncia – dopo che per dieci anni il centrodestra non ha saputo risolvere problemi annosi come la Ferriera e il porto». da: Il Piccolo 18-07-10, pag.14Trieste
Il nuovo direttivo provinciale è composto da:
Mario Marin - coordinatore provinciale. Gli altri componenti sono: Francesca Zennaro, Gabriella Bon, Petra Segina, Adriano Bevilacqua, Giorgio Jerman, Cesare Cetin, Gianrossano Giannini, Roberto Barocchi, Bruno Savino, Paolo Bassi, Gianpaolo Lescovelli, Luca Presot, Pastore Luigi.
Ultimo aggiornamento Sabato 24 Luglio 2010 19:44
Domenica 25 Aprile 2010 15:07
amministratore
Convegno del 23/04/2010 con l'on. Luigi de Magistris e l'on. Maurzio Zipponi avvenuto
presso la sala convegni FRIULIA a Trieste
IDV condanna le manovre e le intimidazioni mafiose
A seguito degli interventi dei lettori, apparsi su “ Il Piccolo “, dove si criticava la scarsa attenzione della politica ai fatti accaduti a Roberto Giurastante nel suo ruolo di importante esponente di associazioni ambientaliste e di quanto emerso nella gremita conferenza tenuta venerdì 23 dall’europarlamentare IDV Luigi de Magistris che denunciava con forza le nuove mafie, Italia dei Valori afferma la piena solidarietà a Roberto Giurastante, dirigente delle associazioni Greenaction Transnational e Alpe Adria Green, impegnate in azioni contro gli abusi e soprusi al territorio, che è stato fatto obiettivo di una inquietante quanto squallida intimidazione.
Chi voleva vedere Trieste come un’isola felice dove “certe cose non accadono”, dovrà necessariamente ricredersi, in quanto il signor Giurastante non appartiene ai mondi nascosti del malaffare spicciolo e quindi colpito da losche e maldestre manovre malavitose locali di basso livello, ma è esponente significativo di associazioni che si stanno battendo per mantenere questo mondo vivibile, associazioni che hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente contro i grandi interessi speculativi, spesso insensibili alle tematiche ambientaliste, che operano anche nella nostra regione.
Ci dichiariamo estremamente preoccupati da questi segnali, che hanno caratteristiche inconfondibili, chiamando la città ad una risposta forte ed unitaria che possa arginare e far morire sul nascere le intollerabili pressioni di una cultura che spero mai ci appartenga.
Italia dei Valori esorta alla massima attenzione le istituzioni e le forze dell’ordine a fare chiarezza su quanto accaduto e assicurare tutela e protezione a chi, con onestà e trasparenza, si spende in difesa della legalità.
Mario Marin
Coordinatore provinciale IDV di Trieste
Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Aprile 2010 11:18
Domenica 11 Ottobre 2009 10:16
amministratore

Sabato 10 ottobre è iniziata a Trieste la grande raccolta firme per informare e coinvolgere la cittadinanza, sul problema della sicurezza ,nei riguardi dell'impianto di rigassificazione " onshore" nella baia di Muggia. I nostri banchetti di piazza Cavana e Largo Bonifacio hanno raccolto un grande interesse anche nei confronti dei molti turisti che sono arrivati in città per la grande kermesse velica "Barcolana".
L'azienda spagnola Gas Natural, promotrice dell'impianto, assicura che verranno rispettate tutte le leggi in materia adottando le migliori tecnologie oggi disponibili.
Purtroppo però da molte parti arrivano segnali che queste assicurazioni sono aria fritta. Che le procedure previste sono state già ampiamente disattese. Prova ne è che la popolazione è totalmente ignara di quali sono i sistemi previsti per garantire la sicurezza dei cittadini che dovranno coabitare con questo enorme deposito gasiero e con un traffico navale che dovrà movimentare circa un miliardo di metri cubi di gas Naturale Liquido (GNL) annui.
Italia dei valori, anche tramite le più autorevoli voci del partito ( Antonio Di Pietro, Luigi de Magistris, Sonia Alfano ) , vuole che il coinvolgimento della popolazione , la trasparenza, la chiarezza di ogni decisione in merito sia totale.
Italia dei Valori chiede che questo impianto, come tutti gli altri impianti di così grande pericolosità, siano attentamente valutati per poter garantire, al territorio che gli ospita, sicurezza totale, adeguati e certi ritorni economici ed occupazionali atti a risarcire del peso di un così ingombrante ospite.
Queste garanzie devono essere discusse, verificate ed accettate, prima di qualsiasi benestare definitivo all'opera. Quello che stà succedendo però è esattamente al contrario di quanto si potrebbe e dovrebbe fare. Sembra che tutto sia già deciso, nessuno parla di pericolosità, in modo documentato e credibile, nessuno parla chiaramente dei ritorni economici, nessuno cerca il coinvolgimento del territorio, nessuno ci spiega perchè e per chi questo rigassificatore deve venir posizionato proprio in un sito così infelice, sopratutto nessuno ci dice come e perchè dobbiamo stare tranquilli facendoci conoscere, con adeguata documentazione tecnica, i piani di sicurezza e le strategie adottate per questo impianto.
Se dobbiamo accollarci un rigassificatore per poter bonificare una parte del territorio che abbiamo lasciato distruggere da sconsiderate aziende che lo hanno occupato, dovremmo almeno essere sicuri di non cadere in un ulteriore errore, dando fiducia cieca ad una nuova azienda che potrebbe fare ancora peggio. Questa sicurezza si può avere solo verificando puntualmente e puntigliosamente ogni aspetto del progetto indivinduando e fissando sin d'ora ogni responsabilità futura.
Ad ogni catastrofe che accade in Italia si parla di prevenzione, di attenzione al territorio, di controllo e verifica preventiva delle criticità e pericolosità. Si parla, parla, parla. Nei fatti tutti mettono la testa sotto la sabbia con la speranza che il destino non sia crudele, con la speranza che tutti facciano il loro dovere.
Ad IDV e alla gente che abita il nostro paese questo non basta più.
Vogliamo finalmente che la programmazione e la prevenzione siano fatti e non parole. Vogliamo trasparenza, informazione e potere decisionale su tutto ciò che ricade sul nostro territorio.
Un percorso difficile? Riteniamo che questo è l'unico percorso che ci permetterà di vivere consapevolmente e proteggerci in modo efficace nelle vicende che ci riguardano.
Mario Marin
Coordinatore provinciale IDV di Trieste
3474204292
Ultimo aggiornamento Martedì 13 Ottobre 2009 08:55
Mercoledì 16 Settembre 2009 08:52
Mario MARIN

Rigassificatore a Zaule? No grazie
Italia dei Valori è fortemente convinta che tutto ciò che viene fatto gravare su di un territorio, anche se a favore di tutta la comunità nazionale, deve passare attraverso al consenso convinto della popolazione che lo abita.
Favorevoli da sempre positivamente al “fare” , siamo altrettanto certi però che, ogni scelta dev’essere attuata percorrendo un corretto ed ampio dibattito insieme ai cittadini, unito ad una informazione altrettanto corretta quanto diffusa.
La salvaguardia della sicurezza e della salute, la buona e completa informazione per la propria gente, è il primario compito dello Stato.
Nessuna giustificazione di neccessità o guadagno è accettabile quando si mette in pericolo la salute o la vita della popolazione.
«Siamo molto preoccupati della realizzazione di un rigassificatore nello stretto vallone di Muggia. Un’ impianto che potrà contenere sino ad 280 mila metri cubi di gas liquido in deposito, a ridosso delle case abitate, mi spaventa. – commenta Mario Marin coordinatore provinciale IDV di Trieste – Il fatto che il ministro abbia dato il via libera a questo progetto senza aver in nessun modo interpellato ed informato i cittadini che, con tale impianto dovranno conviverci, è inaccettabile.»
Anche Antonio Di Pietro, nella recente visita triestina, Luigi De Magistris, Sonia Alfano (presidente ed eurodeputati IDV) hanno commentato duramente, le scelte operate, in questo senso, dal governo.
Muggia e San Dorligo, le associazioni ambientaliste, anche attraverso il nostro appoggio diretto , si sono attivate per contestarne, anche in sede legale, la legittimità.
Nelle prossime settimane Italia dei Valori, come annunciato, con i suoi banchetti sparsi per la città ,inizierà una raccolta firme per confermare la grande contrarietà della cittadinanza al posizionamento di questo rigassificatore nel canale di Zaule”.
Mario Marin
Coordinatore provinciale di Trieste
Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Settembre 2009 09:18
Lunedì 03 Agosto 2009 10:39
Mario MARIN
Ancora sulla TARSU: riscontrate nuove inadempienze ed errori a scapito dei contribuenti
È il tema della conferenza stampa indetta per illustrare l’interrogazione, elaborata da Italia dei Valori di Trieste e PD, presentata sull’argomento all’assessore Paolo Rovis e per conoscenza all’assessore Giovanni Ravidà.
Vi parteciperanno il consigliere comunale del pd Tarcisio Barbo e il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori (IdV), Mario Marin.
L’iniziativa si terrà domani mattina, martedì 4 agosto alle 11.30 presso la sede del gruppo consiliare del PD al primo piano di Largo Granatieri.
Con cortese invito a partecipare
Testo dell'interrogazione:
INTERROGAZIONE
Ai sensi dell’art. 64 del Regolamento Comunale
Con risposta scritta e in aula
All’assessore Paolo ROVIS
E p..c.
All’assessore Giovanni RAVIDA’
Oggetto: Riscossione TARSU
Preso atto che:
- Il Comune di Trieste ha recentemente iscritto a ruolo la TARSU relativa agli anni 2004 – 2005, applicando anche la sanzione del 30% prevista nei casi di omesso versamento della tassa;
- La norma di riferimento (art. 72 del D.lgs. 507/93) prevede che la riscossione avvenga mediante iscrizione a ruolo da parte del Comune, a pena di decadenza, entro l’anno successivo a quello per il quale il tributo si riferisce;
- Il problema si pone quando il Comune si avvale della facoltà di gestire direttamente, o tramite altri soggetti che abbiano determinate caratteristiche la riscossione del tributo ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. 446 dd. 1997 ;
- Il Comune di Trieste ha esercitato tale facoltà con apposito regolamento in vigore dall’anno 2001 e dal 2004, quando svolgeva il servizio in proprio tramite Esatto il quale ha sistematicamente inviato ai contribuenti un avviso di pagamento contenente diverse clausole:
- Tali avvisi di pagamento non sono stati notificati come avviene per le cartelle di pagamento, ma sono stati inviati mediante la posta ordinaria, senza una raccomandata con ricevuta di ritorno, per cui non esiste la prova certa che il contribuente ne sia venuto a conoscenza:
- Per tutti i pagamenti non ricevuti, il Comune ha ora provveduto all’iscrizione a ruolo della tassa tramite l’Agente della Riscossione, ritenendo che l’invio degli avvisi di pagamento da parte di Esatto SpA abbia avuto l’effetto di impedire la decadenza prevista dal citato art. 72 del d.lgs.507/93 al pari della notifica della cartella esattoriale, con la conseguente possibilità di effettuare l’iscrizione a ruolo oltre il termine dell’anno successivo a quello a cui si riferisce il tributo, ma entro il termine normale di prescrizione.
Tutto ciò premesso e fermo restando che debbono essere compiuti correttamente tutti gli atti previsti dalle norme che regolano la materia affinché tutti i contribuenti paghino le tasse dovute e non si precostituiscano sperequazioni a favore di chi ha eventualmente omesso il pagamento:
La interrogo, signor Assessore, ai sensi del citato art. 64 del regolamento e specificatamente per quanto concerne la risposta con riferimento ai termini previsti dal comma 3 di detto articolo, per sapere:
- se, a fronte della più attenta e aggiornata interpretazione giuridica della normativa, non si ponga il problema di verificare se l’intempestività e l’errata notifica hanno reso illegittima la pretesa di riscossione;
- quali provvedimenti ritiene di poter adottare per verificare la correttezza del comportamento di Esatto SpA in questa circostanza sia per il danno arrecato alle entrate del Comune che rischia di non poter più esigere quanto di sua spettanza, sia per il fatto che il 15% di addizionale sull’imposta base è stato applicato 2 volte;
- quali misure intende far valere l’Amministrazione Comunale nei confronti dei cittadini contribuenti stante il fatto che a seguito di quanto sin qui esposto, il Comune avrebbe avviato in modo errato il recupero coattivo, equiparando la comunicazione di Esatto SpA alla notifica di una cartella esattoriale ed in palese violazione dello Statuto dei Diritti del Contribuente (Legge 212/2000);
- se – al fine di evitare inutili, costosi e lunghi ricorsi alle competenti commissioni tributarie – intende adottare un provvedimento amministrativo per mettere ordine in un comportamento – quale l’iscrizione a ruolo della TARSU effettuata nell’anno 2009 per il recupero del tributo riferito agli anni 2004-2005, che alla luce delle citate norme legislative e tributarie appare illegittima perché effettuata oltre i termini di decadenza previsti dalla legge, come appare illegittima l’irrogazione della sanzione pecuniaria del 30% per l’insussistenza della relativa violazione.
Tarcisio Barbo
Consigliere comunale pd
Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Agosto 2009 10:44
Lunedì 20 Luglio 2009 22:09
Mario MARIN
Ansaldo Sistemi - Progetto eolico nel golfo di Trieste
Ansaldo Sistemi Industriali Spa progetta la costruzione di un impianto per la produzione di energia eolica nelle acque del Golfo di Trieste. Lo ha annunciato l’ad di Asi Spa, Claudio Andrea Gemme, nel corso della cerimonia di posa della prima pietra per l’ampliamento delle officine di produzione di macchine elettriche, a Monfalcone, in provincia di Gorizia. La struttura di oltre 6.000 metri quadrati, destinata alla realizzazione di macchine elettriche di grandi dimensioni (oltre le 100 tonnellate), comporterà un investimento di oltre 14 milioni di euro e 18 mesi di lavori. «Questo investimento - ha affermato Claudio Andrea Gemme - rappresenta un eccezionale segnale di fiducia che il nostro azionista, il Fondo Patriarch, ha voluto confermare nell’ambito di un programma di impegni che permetteranno alla nostra azienda di traguardare un futuro di continuità e prosperità. In questa fase di crisi mondiale - ha proseguito Gemme - crediamo si debbano cogliere opportunità come questa per riorganizzare processi e attività interne e per riposizionarsi in un mondo che diventa sempre più competitivo». Nelle intenzioni di Asi Spa si potrebbe puntare anche alla creazione di una sorta di «parco eolico offshore» nel Golfo giuliano, utilizzando tecnologie che l’azienda possiede e ha presentato in altre regioni italiane. Il progetto è stato illustrato a grandi linee nei mesi scorsi nel corso di un incontro al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Luglio 2009 22:20
Sabato 11 Luglio 2009 09:36
MARIO MARIN
Riprendendo ciò che è stato detto dal presidente della lega coop FVG Renzo Marinig e condiviso poi dal presidente di Confcommercio FVG Giuseppe Pavan, apparsi rispettivamente lo scorso 4 e 7 luglio sul Piccolo, che esprimono contrarietà all’insediamento di nuovi centri commerciali.
Contrarietà espressa chiaramente anche dal presidente del Comitato Rilke Simone Napolitano che denuncia pure intimidazioni, attuate contro di lui, dall’attuale vicesindaco e assessore al commercio Massimo Romita.
Italia dei Valori si associa alle considerazioni fatte contro l’attuazione di nuovi mega centri commerciali e esprime il suo forte e deciso dissenso contro le forme intimidatorie usate da un rappresentante massimo delle istituzioni comunali.
“Chi usa le intimidazioni come strumento di lavoro non può essere qualificato a governare la cosa pubblica” - commenta il responsabile provinciale IDV Mario Marin – “dobbiamo denunciare a chiare lettere questi personaggi e comportamenti che non devono essere sottovalutati. “ - e conclude – Esprimiamo la nostra solidarietà al presidente Simone Napolitano assicurandogli tutto il nostro appoggio. Lo esortiamo a continuare la giusta battaglia che sta portando avanti, con sacrificio, lealtà e competenza, a favore di tutta la comunità”.
L’insediamento di grandi centri commerciali è oramai classificato come “non idoneo” alle attuali esigenze commerciali, dalla maggior parte degli analisti del settore. Non fermandone la proliferazione si rischia di distruggere totalmente il piccolo commercio che, soprattutto a Duino Aurisina, rappresenta ancora un’importante risorsa. La vocazione turistica del territorio poi non consente insediamenti che ne impoverirebbero l’attuale valore paesaggistico.
Ultimo aggiornamento Sabato 11 Luglio 2009 10:13
Domenica 05 Luglio 2009 10:18
MARIO MARIN
Sono 20 i morti accertati nell'esplosione avvenuta alla stazione di Viareggio, tra cui un bambino carbonizzato. 50 i feriti, di cui 37 feriti ustionati in modo serio, 30 le persone disperse fino a questo momento. Ancora da identificare molte delle vittime. Due sono bambini. Un nordafricano, Aid Hamza, è deceduto al pronto soccorso dell'ospedale Versilia. Cinque palazzine sono crollate, a seguito dell'onda d'urto. 400 le famiglie evacuate, 2000 gli sfollati. L'area dell'incidente è stata sequestrata dalla Procura di Lucca, ora si procede alle indagini. Gli incendi sono stati nel frattempo domati. La sede della Croce Verde è gravemente danneggiata. Mancano all'appello ancora una trentina di persone. La macchina dei soccorsi dopo il terribile incidente di questa notte a Viareggio si e' messa in moto con grande celerità malgrado ''la fuoriuscita di gpl non e' tra i più importanti fattori di rischio '' per la Protezione civile e dunque può annoverarsi tra gli incidenti ''particolari''. Lo ha detto il sottosegretario e capo della Protezione civile Guido Bertolaso nel corso di
una intervista a Sky tg24 dalla cittadina Toscana dove sta coordinando i lavori di soccorso. Le norme europee in materia di trasporto di merci pericolose, secondo il vicepresidente della Commissione, "sono già abbastanza severe", ma "per quanto riguarda le verifiche, si dovrà cominciare a valutare il chilometraggio, piuttosto che il tempo tra un controllo e un altro, soprattutto per i vagoni con merci a rischio". In altre parole, occorrerà verificare l'effettivo utilizzo del treno che potrebbe essere sottoposto ad usura. Insomma, ha sottolineato, "con la liberalizzazione dobbiamo lavorare perché i livelli di sicurezza siano sempre altissimi".
Un quadro inquietante, non ipotetico ma reale, viene rappresentato a Viareggio. Un treno pieno di GPL che subisce un incidente, 10/100/1000 volte più piccolo di quanto potrebbe accadere nel golfo di Trieste, qualora fosse costruito l’impianto di rigassificazione che questa giunta regionale e questo governo vogliono insediare, in un’area dove a poche centinaia di metri vivono migliaia di persone.
Italia dei Valori chiede una convincente e chiara risposta su ciò che è stato previsto per tale insediamento , di quale sia lo stato di rischio valutato su quel territorio, quali sono gli interventi specifici a garanzia della sicurezza dei cittadini.
Non possiamo sempre aspettare e/o minimizzare, come è accaduto a Viareggio, che ci siano i morti per cominciare a parlare di sicurezza.
Mario Marin
Addetto stampa FVG
cell.3474204292
Ultimo aggiornamento Sabato 11 Luglio 2009 13:20
Domenica 24 Maggio 2009 11:35
Mario MARIN
Raffaele Bonanni, segretario generale della CISL, dal palco del XVI congresso della confederazione, ha denunciato oggi la continua perdita di potere d’acquisto delle pensioni, ha affermato che gran parte dei proventi fiscali dello stato provengono dagli stipendi dei lavoratori e ha indicato una strada oramai indispensabile da percorrere e cioè: un adeguamento delle pensioni, un alleggerimento del prelievo fiscale sui lavoratori e lo spostamento del prelievo fiscale sui consumi piuttosto che, come ora, basato principalmente sui redditi.
“Spostiamo il prelievo dalle persone alle cose” con altre parole ribadisce lo stesso concetto anche l’attuale ministro dell’economia Giulio Tremonti.
Anche il nostro partito ha più volte denunciata la scarsa equità del nostro sistema fiscale che tende a premiare con leggi, condoni e vari espedienti, il grande popolo degli evasori che abita nel nostro paese. Forse con la crisi attuale è pure giunto il momento in cui il sistema potrebbe cambiare. Forse in questo momento di così grave recessione si potrà trovare delle convergenze utili a rendere finalmente attuabili quelle riforme che da anni attendono il loro compimento.
Sarà più giusto ed etico far pagare le giuste tasse a chi si compera uno yacht piuttosto che aumentare un punto sul prelievo fatto dalla busta del lavoratore. Mi sembra che ciò sia di una chiarezza estrema. Non c’è solo la barca, ma ci sono automobili per ogni componente della famiglia e più d’una, ci sono ville e dependance al mare. E’ di questi giorni la demolizione di una villa faraonica (in costruzione nei pressi di Roma) appartenente ad uno zingaro che non dichiarava nessun reddito. Insomma, siamo un paese del terzo / quarto mondo o un paese civilizzato? È possibile che con gli archivi incrociati, le intercettazioni, una marea di agenti vari sul territorio, ci troviamo sempre di fronte a casi di questo genere? E’ possibile che accertiamo evasioni colossali e che non riusciamo a far pagare le tasse a questa gente?
Il passaggio della fiscalità ai consumi sbaraglia il campo da tutti questi difficili ed inefficaci controlli, pone tutti i cittadini di fronte al fatto che il consumo sarà l’indicatore della loro ricchezza e questo mi sembra un buon mezzo per raggiungere il risultato.
Non credo si ridurranno i consumi perché questo farà emergere la propria ricchezza anzi, sino ad oggi i ricchi hanno amato proprio esibire il loro potere economico.
Bisogna fare in modo che diventi “normale” quello che dovrebbe essere NORMALE e cioè: se possiedo e/o sono nella mia disponibilità personale un aereo, uno yacht, dieci mercedes, quattro ville non è possibile e dico NON E’ POSSIBILE che io dichiari un reddito zero e nessuno se ne accorga! Con lo spostamento del prelievo fiscale ai consumi farà risultare automaticamente e con evidenza la ricchezza annullando efficacemente le attuali scappatoie.
Ultimo aggiornamento Domenica 24 Maggio 2009 11:48
Venerdì 29 Maggio 2009 11:42
amministratore
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Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Maggio 2009 11:46
Domenica 10 Maggio 2009 22:53
amministratore

A Sgonico Italia dei Valori ha espresso il suo sostegno convinto alla ricandidatura del sindaco uscente Mirko Sardoč. Dopo un’attenta valutazione sull’operato di questa amministrazione e avendone constatato i buoni risultati ottenuti abbiamo deciso di entrare a far parte integrante di questa squadra per dare nuova energia portando, se possibile, ancora maggior determinazione a fare bene abbinato al nostro naturale contributo di valori che ci contraddistingue in tutto il panorama nazionale. “Con il sindaco – afferma Mario Marin coordinatore provinciale IDV di Trieste - abbiamo avuto un confronto franco e molto sintonico. Ponendo i cittadini al primo posto nella graduatoria delle priorità e dando ascolto delle istanze del territorio attraverso le sue varie realtà espresse dalle associazioni che lo rappresentano, il sindaco, ha trovato nel mio partito –conclude Marin – un convinto sostenitore”. Il candidato alla carica di consigliere comunale di Italia dei Valori è il giovane Stefano Briscik, laureato in legge, da anni impegnato in attività di volontariato sportivo e sempre pronto ad ascoltare le problematiche e le proposte della gente. Nuovo per età (ventottenne) e nuovo per la politica (IDV è il primo partito ad averlo iscritto), questa è la prima tornata elettorale a cui partecipa presentandosi come candidato consigliere comunale nella lista Skupaj – Insieme.
Mario Marin
Addetto Stampa
cell.3474204292
Ufficio Stampa IDV FVG
Via Milano 15 - 34132 Trieste
Tel. 040 3406808 – Fax 040 661579
resistere...resistere...resistere...
Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Maggio 2009 13:28
Giovedì 30 Aprile 2009 01:00
Cesare CETIN
LA POLEMICA CON CAMBER:
La decisione del Senato Accademico di trasferire la sede per i corsi di laurea triennale della Facoltà di Architettura a Gorizia ha visto dibattere dividersi politici, rappresentanti degli studenti e studenti stessi. .
fronte di una sempre più preoccupante diminuzione delle risorse economiche che ogni anno vede interessata la nostra Università, la decisione di trasferire il triennio di Architettura a Gorizia deve, a nostro avviso, essere vista in modo non negativo.
In momenti di difficoltà, riteniamo, bisogna avere il coraggio di fare delle scelte difficili e rischiare di apparire quasi impopolari di fronte alla opinione pubblica. Sta tuttavia nelle nostre capacità produrre argomentazioni atte a dimostrare la nostra serietà e capacità di guardare al futuro, inteso come medio-lungo periodo.
È da queste premesse che riteniamo il trasferimento della sede di Architettura a Gorizia una razionalizzazione della risorse oltre che una scelta politica lungimirante.
Nel capoluogo isontino infatti esistono già degli immobili non sfruttati appieno che appartengono all'Ente Università degli studi di Trieste. Pensiamo infatti che sia meglio utilizzare questi siti, rispetto all'idea che gli studenti debbano pellegrinare in sedi diverse nella nostra città, come fino ad ora avveniva, dal momento che Architettura non gode di un'unica struttura.
Inoltre il reperimento di un ingente investimento da parte di Enti pubblici goriziani per finanziare tale trasferimento, in un periodo economico difficile come il presente, deve essere visto come qualcosa di positivo, alla luce anche delle difficoltà finanziarie che hanno contraddistinto la Facoltà nella sua attività fino ad oggi.
Approviamo il fatto che il Rettore abbia più volte ricordato che gli attuali iscritti non verranno in alcun modo intaccati da questa decisione di trasferire la Facoltà a Gorizia, rimanendo per loro garantita la continuità didattica rispetto al percorso formativo intrapreso.
Probabilmente, ed è questo l'unico neo che rileviamo nella questione, c'è stata una difficoltà nella comunicazione e la decisione è avvenuta all'ultimo momento utile, non essendoci forse stato sufficiente spazio per affrontare anche gli aspetti accessori del trasferimento (casa dello studente, segreterie, etc...), ed essendo mancato totalmente qualsiasi coinvolgimento della componente studentesca
Per quest'ultimo aspetto non abbiamo bocciato la decisione, ma ci siamo astenuti, come segno di responsabilità per un progetto che nasce da premesse pienamente condivisibili.
Infine, giudichiamo estremamente positivo l’interessamento della politica nei confronti del nostro Ateneo: spesso l’università triestina è stata percepita come qualcosa di slegato dal tessuto cittadino, per vari aspetti, non ultimo per la mancanza di dialogo tra i vari attori istituzionali e non presenti sul territorio.
Ci sentiamo però di prendere le distanze da chi ha tentato in vari modi di strumentalizzare la vicenda.
Al consigliere comunale e regionale Camber vorremmo ricordare il comportamento differente che il Comune di Trieste ha adottato nei confronti della nota vicenda riguardante la chiusura della Biblioteca Civica Hortis. Perché una questione ben più grave e riguardante una porzione di utenti ben più ampia (studenti di più facoltà, non solo di una, e tanti cittadini fruitori del servizio garantito) non ha avuto lo stesso impatto, né la stessa sensibilità? Perché il Comune a fronte della raccolta firme presentata dagli studenti non ha dato risposte? E sì che la sua competenza in materia è esclusiva.
E perché nessuno parla dell’ostilità continua di Udine verso Trieste? Il progetto iniziale era di concentrare tutta l’offerta formativa regionale di Architettura in Gorizia, compreso quindi il CdL di Udine. Il diniego immotivato dell’ateneo friulano alla proposta ha costretto Trieste a muoversi da sola verso Gorizia. Crediamo che ognuno debba assumersi le proprie responsabilità.
Non è questo il periodo di sterili polemiche e inutili contrapposizioni. La politica aiuti l’università, non si limiti ad intervenire solamente per alimentare polemiche di cui nessuno sente la mancanza, o peggio ancora umiliando l’intero sistema attraverso tagli indiscriminati di cui la Legge Gelmini, a sproposito richiamata dal Consigliere Camber, è triste portatrice.
Articolo Propostoda Cesare CETIN
Componente della rappresentanza degli studenti in Senato Accademico
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Maggio 2009 17:47
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