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Raccolta firme rigassificatore a Trieste

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Sabato 10 ottobre è iniziata a Trieste la grande raccolta firme per informare e coinvolgere la cittadinanza, sul problema della sicurezza ,nei riguardi dell'impianto di rigassificazione " onshore" nella baia di Muggia. I nostri banchetti  di piazza Cavana e Largo Bonifacio hanno raccolto un grande interesse anche nei confronti dei molti turisti che sono arrivati in città per la grande kermesse velica "Barcolana".

L'azienda spagnola Gas Natural, promotrice dell'impianto, assicura che verranno rispettate tutte le leggi in materia adottando le migliori tecnologie oggi disponibili.  
Purtroppo però da molte parti arrivano segnali che queste assicurazioni sono aria fritta. Che le procedure previste sono state già ampiamente disattese. Prova ne è che la popolazione è totalmente ignara di quali sono i sistemi previsti per garantire la sicurezza dei cittadini che dovranno coabitare con questo enorme deposito gasiero e con un traffico navale che dovrà movimentare circa un miliardo di metri cubi di gas Naturale Liquido (GNL) annui.

Italia dei valori, anche tramite le più autorevoli voci del partito ( Antonio Di Pietro, Luigi de Magistris, Sonia Alfano ) , vuole che il coinvolgimento della popolazione , la trasparenza, la chiarezza di ogni decisione in merito sia totale.

Italia dei Valori chiede che questo impianto, come tutti gli altri impianti di così grande pericolosità, siano attentamente valutati  per poter garantire, al territorio che gli ospita,  sicurezza totale, adeguati e certi ritorni economici ed occupazionali atti a risarcire del peso di un così ingombrante ospite.

Queste garanzie devono essere discusse, verificate ed accettate,  prima di qualsiasi benestare definitivo all'opera.   Quello che stà succedendo però è esattamente al contrario di quanto si potrebbe e dovrebbe fare. Sembra che tutto sia già deciso, nessuno parla di pericolosità, in modo documentato e credibile, nessuno parla chiaramente dei ritorni economici, nessuno cerca il coinvolgimento del territorio, nessuno ci spiega perchè e per chi questo rigassificatore deve venir posizionato proprio in un sito così infelice, sopratutto nessuno ci dice come e perchè dobbiamo stare tranquilli  facendoci conoscere, con adeguata documentazione tecnica,  i piani di sicurezza e le strategie adottate per questo impianto.

Se dobbiamo accollarci un rigassificatore per poter bonificare una parte del territorio che abbiamo lasciato distruggere da sconsiderate aziende che lo hanno occupato, dovremmo almeno essere sicuri di non cadere in un ulteriore errore, dando fiducia cieca ad una nuova azienda che potrebbe fare ancora peggio. Questa sicurezza si può avere solo verificando puntualmente e puntigliosamente ogni aspetto del progetto indivinduando e fissando sin d'ora ogni responsabilità futura.

Ad ogni catastrofe che accade in Italia si parla di prevenzione, di attenzione al territorio, di controllo e verifica preventiva delle criticità e pericolosità. Si parla, parla, parla. Nei fatti tutti mettono la testa sotto la sabbia con la speranza che il destino non sia crudele, con la speranza che tutti facciano il loro dovere.
Ad IDV e alla gente che abita il nostro paese questo non basta più.
Vogliamo finalmente che la programmazione e la prevenzione siano fatti e non parole. Vogliamo trasparenza, informazione e potere decisionale su tutto ciò che ricade sul nostro territorio.
Un percorso difficile? Riteniamo che questo è l'unico percorso che ci permetterà di vivere consapevolmente e proteggerci in modo efficace nelle vicende che ci riguardano.

Mario Marin
Coordinatore provinciale IDV di Trieste
3474204292

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Ottobre 2009 08:55